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Alla ricerca del gestore ideale

15/02/2017

ll mondo della gestione dei fondi comuni di investimento è un universo molto variegato di strumenti, strategie, obiettivi di investimento e tecniche gestionali, che necessitano un mix equilibrato di elementi qualitativi e quantitativi

In alcuni casi la gestione viene posta in essere da un solo individuo che gode di un livello di libertà tale da far entrare in gioco tutta una serie di fattori personali, concezioni etc, a meno che lo stesso individuo non si affidi completamente ad un modello quantitativo prestabilito. I fondi comuni possono essere altresì gestiti da gruppi di persone i cui ruoli tendono a subire rotazioni periodiche. In questo caso, l’input fornito da ogni gestore è variabile e la situazione muta in funzione di chi esercita la leadership all’interno dei gruppi o a seconda delle direttrici prescelte dalle case di investimento per cui lavora il team.

Il quadro di riferimento dimostra come sia enorme il grado di complessità insito nell’individuazione dell’opzione che consente di ottenere risultati superiori alla media, nell’ambito della gestione dei fondi che investono nelle diverse asset class. Per questa ragione, è normale che sia dal mondo accademico sia da quello delle case di investimento, vengano compiuti sforzi e vengano destinate ingenti risorse economiche ed umane per investigare chiavi, misure e strumenti che dimostrino di garantire una differenziazione dai competitors.

Teoricamente, un cocktail costituito da gestori senior che hanno accumulato esperienze in diversi settori (e che pertanto conoscono approfonditamente tali ambiti) e da analisti virtuosi delle ultime tecniche di gestione dei portafogli, dovrebbe condurre a risultati positivi. Tuttavia, la realtà ha dimostrato che, anche nei casi in cui trova applicazione, questo mix non rappresenta una garanzia di buoni risultati. Appare però chiaro che esistono gestori e fondi associati all’attività di questi esperti che ottengono, nel rispetto del livello di rischio che hanno deciso di accollarsi,  performance e trend nettamente superiori alla media.

La durata e la persistenza dei risultati ottenuti da quest’ultimo gruppo di fondi è tale da non poterla associare a mere basi statistiche o, detto in altro modo, alla semplice casualità. A questo punto, molti lettori si domanderanno perché non concentrarsi sull’identificazione di questi esperti. Il boom dei fondi di fondi dimostra che la caccia al migliore si è già messa in moto da tempo.

Numerosi gestori ed analisti hanno criticato aspramente questi strumenti. La critica più serrata riguarda i costi di gestione: i fondi di fondi devono accollarsi non solo le commissioni di gestione proprie del fondo ma anche quelle dei fondi che fanno parte del proprio portafoglio. Qualcuno potrebbe tuttavia obiettare che se le performance sono sensibilmente superiori alla media, poco dovrebbe importare il maggior peso dei costi. Senza voler entrare nel merito dei risultati presentati da lunghe analisi statistiche, possiamo affermare che numerosi fondi di fondi si sono posizionati tra i migliori delle rispettive classi di appartenenza.

Disgraziatamente, il mondo dei fondi di fondi presenta i medesimi problemi riscontrabili nella gestione tradizionale. Esistono numerose misure quantitative, una grande varietà di fattori qualitativi e differenti tecniche gestionali da prendere in considerazione. Per quello che concerne le misure quantitative, la chiave consiste nell’identificare quelle che mostrano una capacità di formulare aspettative corrette.

E’ decisamente una buona notizia affermare che lo Sharpe ratio, una delle misure quantitative per definire il rapporto tra performance e rischio, di un determinato fondo sia molto positivo. Lo Sharpe ratio ci dirà se l’eccesso di performance ottenuto da un fondo rispetto agli strumenti risk free è stato molto soddisfacente nel passato. Tuttavia, questo importante ratio non ci dice nulla sul comportamento futuro del fondo.

Gli elementi qualitativi sono più complessi a causa della soggettività che li caratterizza. Le tecniche gestionali rappresentano la variabile più uniforme. In questo caso è abituale il ricorso alla Modern Portfolio Theory e all’introduzione di scenari, processi di ottimizzazione, tests di situazioni critiche etc. Ma anche in questo caso, nulla è garantito.

A cura di: Rocki Gialanella
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