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Il rientro degli spread periferici

09/05/2017

A seguito del pessimismo –poi rientrato- sull’esito delle elezioni francesi, i titoli di Stato periferici hanno archiviato una fase di risalita dei rendimenti particolarmente evidente sulle scadenze intermedie e lunghe

L’ampliamento dei differenziali di rendimento (spread) tra i paesi core dell’eurozona (Germania, Olanda, Francia) e quelli ‘periferici’ (Italia, Spagna e Portogallo) ha aperto un dibattito sul rischio/opportunità che comporta l’inserimento nella componente obbligazionaria del portafoglio dei titoli di stato emessi dai paesi della periferia.

La maggior parte degli esperti crede che sia giusto scontare un certo grado di incertezza sui prossimi interventi di politica monetaria della Bce. Tra le economie europee è possibile riscontrare differenze significative in merito al ciclo economico dei vari paesi (un gap particolarmente evidente quando si va a confrontare l’Italia con la Germania). Le misure dell’inflazione core restano molto basse a supporto dell’approccio accomodante della Banca centrale. In ogni caso, considerando l’aumento recente dell’inflazione, le restrizioni attorno all’espansione del programma di acquisti di asset (è probabile che la Bce si stia scontrando con alcune limitazioni nei vari mercati obbligazionari) e le sofferenze legate ai tassi negativi, il quadro prospettico resta ancora avvolto nell’incertezza.

La domanda da porsi è dunque: quali duration –e quali titoli di Stato- presentano, il miglior rapporto rischio/rendimento per un investitore alla ricerca di rendimenti interessanti?

Secondo Ludovic Colin, Vontobel Am, dipende dal livello di rischio/rendimento. La volatilità della duration è aumentata e sta diventando più difficile trovare il fair value del rendimento dei government bond nel mercato. In termini di previsione sulla duration, necessiteremmo di una maggiore chiarezza nella direzione degli sviluppi negli Usa. Al momento il manager preferisce rimanere prudenti sulla duration. 

Guardando ai singoli paesi, continuiamo ad apprezzare la Spagna e stiamo diventando sempre più convinti che il peggio sia alle spalle anche per il Portogallo. Entrambi i paesi dovrebbero essere in grado di sovraperformare il mercato di qui alla fine del 2017. Riteniamo che il rischio di downgrade a un livello “non-investment grade” da parte dell’Agenzia di rating DBRS – che continua a mantenere in sospeso le prospettive per il Portogallo – sia diminuito, dal momento che le problematiche in ambito fiscale e all’interno del settore finanziario stanno mostrando miglioramenti’ sostiene  Ronald Van Steenweghen, senior portfolio manager, Degroof Petercam.

‘Anche una Commissione Europea meno rigorosa contribuisce al margine. Le obbligazioni portoghesi a medio termine presentano dinamiche caratterizzate da alti carry e roll-down, che le rendono una buona scelta di investimento per gli investitori che non hanno limitazioni legate al rating’ sottolinea il gestore.

Andrew Mulliner, portfolio manager, Fixed-Income team di Henderson GI, è più pessimista e ritiene che i bond governativi dell’Eurozona non siano particolarmente attractive nell’attuale congiuntura, tuttavia sceglieremmo di focalizzarci sulla parte più corta della curva dei rendimenti nel caso in cui si dovesse assistere a un consistente riprezzamento delle aspettative sui tassi di interesse.

 Maria Luisa Matarrelli, responsabile Government Bond e Forex di Eurizon Capital Sgr, si aspetta per i prossimi mesi una fase positiva, anche perché la vittoria del fronte anti-euro in Francia e la Bce offrono ancora supporto alle quotazioni. Tuttavia precisa la money manager, se l’attuale fase di crescita economica continuerà, è preferibile non detenere titoli di Stato con duration elevata e privilegiare i titoli di stato legati all’inflazione.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: italia, btp, spagna, bonos
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