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Pic e Pac, due modi di approcciare la costruzione del portafoglio

06/10/2017

Il Pic soddisfa l’esigenza di investire un capitale già disponibile in un arco temporale. Il Pac (piano di accumulo)  quella di investire un capitale in formazione attraverso versamenti periodici.

In un portafoglio ben gestito c’è una presenza di diverse asset class allo scopo di spalmare il rischio su prodotti differenti e possibilmente non correlati, allo scopo di assorbire eventuali momenti di crisi di una categoria di investimenti. Ma la diversificazione può essere anche di tipo temporale: a una fase di difficoltà dei mercati normalmente succede un periodo di crescita e di conseguenza avere una strategia di lungo periodo (10-15 anni, ma anche 20 o 30) significa fare una media tra i diversi cicli più o meno favorevoli. Questo concetto in finanza è applicato in maniera costante con alcune formule. Vediamo le principali.

I Pac (Piani di accumulo capitale) sono opportunità offerte da quasi tutte le società di investimento e altro non sono che la possibilità di acquistare fondi comuni o altri prodotti del risparmio gestito versando una cifra costante al posto di un capitale intero: per esempio si può entrare su un fondo aperto o un Etf versando anche solo 100-150 euro ogni mese. Il loro plus è evitare la componente ciclica dei mercati e ridurre il rischio di entrare con una tempistica errata (per esempio quando i mercati sono ai massimi).

Il Pac è uno strumento flessibile gestito dal risparmiatore che fissa un obiettivo personale di versamenti nel tempo senza che il piano debba essere necessariamente concluso. Il riscatto delle somme versate può avvenire in qualsiasi momento e anche alla fine del piano si può decidere di lasciare le somme accumulate investite oppure prelevarle. Dal punto di vista comportamentale bisogna seguire alcune semplici regole. Con il Pac è come se compraste qualcosa che vi serve nel tempo a prezzi diversi. Purtroppo la maggior parte degli investitori tende a sospendere la sottoscrizione di quote quando i mercati tendono a perdere terreno e riattivare gli acquisti una volta passata la bufera. Trattasi di un errore grave perché le fasi di calo rappresentano le occasioni propizie per aumentare l’investimento (perché solo così facendo si possono accumulare quote a valori più bassi).

Il Pac è la soluzione adatta al piccolo risparmiatore che non vuole investire tutto il suo capitale in partenza, ma intende accumularlo a piccoli passi nel tempo.  Con il PAC, una quota di risparmio mensile è destinata alla formazione di un patrimonio che possa esaudire i nostri obiettivi di investimento a lungo termine. 

Una delle caratteristiche più vantaggiose del Pac è data dall’elevata accessibilità nell’investimento. Non è necessario infatti avere a disposizione grandi somme. Investire il capitale tutto in una volta attraverso un PIC, è la soluzione adatta per l’investitore che ha già a disposizione una somma consistente da investire. Con l’investimento in unica soluzione, il capitale rimane investito sin dall’inizio con l’obiettivo di ottenere un ritorno nel tempo. Il PIC è in grado di sfruttare a pieno i vantaggi della capitalizzazione composta se l'investimento viene detenuto su un orizzonte temporale di medio-lungo termine. Tuttavia, a differenza del Pac, il PIC deve necessariamente fare i conti con il market timing.

Investendo quando i mercati si trovano ai minimi, con i PIC si possono cogliere maggiormente le potenzialità di un rialzo dei prezzi delle attività. Viceversa, quando l'investimento in unica soluzione viene fatto proprio nel momento in cui i prezzi sono già elevati, il rischio è di non riuscire a sfruttare al massimo i potenziali rialzi.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: pic, pac, investimento, quote
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