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Auto: la sfida della Cina entra in una nuova fase

Nel mercato dell’auto cinese è possibile un’attenuazione della guerra dei prezzi: nuove regole di Pechino contro la vendita sottocosto e accordi tra grandi produttori potrebbero favorire l’uscita dei player meno competitivi e ridurre la pressione, sostenendo i margini dei gruppi più forti.

24/09/2026
catena di montaggio di una casa automobilistica
La nuova fase della Cina nel settore automotive

La Cina è diventata ormai un punto di riferimento per l’industria automobilistica mondiale. I produttori del ‘dragone’, secondo Mike Bell, strategist di RBC BlueBay, sono riusciti a conquistare molto rapidamente terreno grazie a grandi economie di scala, fai forti investimenti nella tecnologia e al sostegno pubblico. Ma la fase più facile sembra essere finita: gli incentivi statali stanno diminuendo, mentre il mercato interno diventa più maturo e la guerra dei prezzi contribuisce a ridurre i margini delle aziende. Nel 2026, i veicoli elettrici coprono circa il 64% delle nuove immatricolazioni in Cina: è una quota molto alta, ma non si può trascurare che sia accompagnata da una crescita più lenta.

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L'offensiva sui mercati esteri

Le vendite complessive di auto nel Paese sono scese rispetto al picco del 2025, quando gli incentivi avevano sostenuto fortemente la domanda. Le difficoltà iniziano inoltre a farsi sentire tra i produttori finanziariamente più deboli, mentre per i gruppi più solidi, la risposta è stata guardare sempre più all’estero. Così l'Europa è diventata uno dei principali obiettivi: qui, ad aprile, i marchi cinesi hanno raggiunto il 15% delle vendite di auto elettriche e le consegne di modelli completamente elettrici sono più che raddoppiate in un anno. Ancora più forte è stata la crescita delle ibride plug-in, che a giugno hanno raggiunto una quota del 34%. Alla fine del 2025, i marchi cinesi rappresentavano quasi il 10% del mercato automobilistico europeo. Per Bell, anche America Latina, Medio Oriente e Nord Africa e Sud-est asiatico possono offrire importanti spazi di crescita per l’auto cinese.

Si attenua la guerra dei prezzi?

Dopo questa forte crescita, per l’esperto di RBC BlueBay potrebbe essere arrivata per i marchi cinesi una fase di consolidamento. I produttori meno competitivi potrebbero uscire dal mercato, riducendo gradualmente la pressione sui prezzi. Un segnale in questo senso, importante, è arrivato dal Governo cinese che a gennaio 2026 ha vietato la vendita di automobili al di sotto dei costi di produzione. A luglio, 18 grandi produttori hanno inoltre concordato linee guida comuni per il calcolo dei costi. Se le nuove regole saranno applicate efficacemente, la guerra dei prezzi potrà attenuarsi e, di riflesso, i margini delle aziende più forti migliorare.

Tecnologia e batterie

Le opportunità non riguardano però soltanto la crescita delle esportazioni. Un altro elemento decisivo, secondo Bell, sarà la tecnologia: software, sistemi avanzati di assistenza alla guida e veicoli connessi e intelligenti. Le aziende capaci di affermarsi in questi settori potrebbero ottenere maggiore potere sui prezzi e rafforzare il valore dei propri marchi. Si guarda con particolare interesse anche alla filiera delle batterie e componenti. L'alta integrazione industriale cinese è, spiega l’esperto, un vantaggio difficile da replicare. Non mancano però le incognite. L'Europa potrebbe estendere alle auto ibride cinesi i dazi compensativi già applicati alle elettriche. Sarebbe un problema soprattutto per le ibride plug-in, uno dei motori principali dell’export. Negli Usa, invece, l'accesso dei produttori cinesi appare fortemente limitato da dazi, norme sui veicoli connessi e ostacoli logistici.

Un settore da valutare con attenzione

Anche la domanda interna alla Cina resta fragile, tra consumi deboli, alto indebitamento delle famiglie e crisi del settore immobiliare. Il quadro delineato da Bell è quindi quello di un'industria in trasformazione. La crescita internazionale e l'innovazione tecnologica offrono sì nuove opportunità, ma dazi, concorrenza sui prezzi e rallentamento del mercato interno rappresentano rischi concreti. Insomma, per RBC BlueBay, le opportunità più interessanti potrebbero trovarsi non necessariamente tra i costruttori di automobili, ma tra fornitori di batterie, componenti e tecnologie. Queste aziende possono beneficiare dell'espansione globale dell'auto cinese con una minore esposizione alla guerra dei prezzi tra i diversi marchi.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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