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Bce: alza i tassi di 25 punti base, timori per l’alta inflazione

La spesa pubblica, consumi e investimenti nell’IA sostengono l’economia. Ma, l’energia più cara e condizioni finanziarie restrittive potrebbero frenare la domanda, soprattutto dal 2027. Per Schroders questo rialzo potrebbe essere l’ultimo, RBC BlueBay vede invece spazio per ulteriori interventi.

23/09/2026
conferenza stampa bce, la presidente christine lagarde
Bce rialza i tassi: cosa succederà all'inflazione?

La Bce ha aumentato di 25 punti base i tassi: quello sui depositi sale così al 2,50%. La mossa era ampiamente prevista dai mercati, che non si aspettavano però il riserbo dell’Eurotower sulle prossime mosse, visto che ha mantenuto un approccio legato all'evoluzione dei dati economici senza quindi indicare in anticipo quale sarà il percorso dei tassi nei prossimi mesi. A rendere più complesso il quadro sono state soprattutto le nuove previsioni sull'inflazione. Secondo le proiezioni degli esperti dell'Eurosistema, l'inflazione complessiva dovrebbe raggiungere una media del 3% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028. Le stime sono state confermate per quest’anno, mentre sono state riviste al rialzo per i due anni seguenti. A giugno la Bce stimava infatti un'inflazione del 2,3% nel 2027 e del 2% nel 2028. Anche l'inflazione al netto di energia e alimentari dovrebbe rimanere sopra il 2% per tutto il periodo considerato: 2,5% nel 2026, 2,6% nel 2027 e 2,3% nel 2028.

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Lagarde: economia resiliente

A ‘spiegare’ la stretta monetaria della Bce c’è anche un’economia piuttosto resiliente: ha infatti mostrato una buona capacità di tenuta nonostante lo shock energetico. In particolare, su questo aspetto la stessa Presidente, Christine Lagarde, ha sottolineato che la crescita del secondo trimestre è stata diffusa tra Paesi e settori e che questa dinamica “è probabilmente proseguita nel terzo trimestre”. Secondo Lagarde, il manifatturiero continua inoltre a registrare una performance solida, mentre l'aumento della spesa pubblica per difesa e infrastrutture sostiene l'attività economica in generale. Anche la fiducia dei consumatori è nel frattempo migliorata, favorendo la ripresa del settore dei servizi. Un ulteriore elemento di crescita arriva dalle attività legate all'intelligenza artificiale, con effetti sui servizi digitali, sugli investimenti delle imprese e sulle esportazioni.

Schroders: possibile ultimo rialzo

Lo scenario disegnato dall’Eurotower ha costretto molti analisti a rivedere le loro previsioni. David Rees, head of global economics di Schroders, considera il rialzo previsto, ma ritiene più incerto lo scenario successivo. L'aumento dei prezzi dell'energia potrebbe mantenere elevata l'inflazione, mentre quella core rimane per ora sotto controllo. L’esperto osserva inoltre un indebolimento della domanda interna e stima che costi energetici più alti e condizioni finanziarie più restrittive possano pesare sulla crescita dell'Eurozona, soprattutto nel 2027. Su queste basi, ritiene che “si sia alzata la soglia per un ulteriore irrigidimento della politica monetaria”. Per Schroders, infatti, il rialzo potrebbe rappresentare un intervento conclusivo, a meno di una nuova accelerazione significativa dell'inflazione e della crescita.

Per RBC BlueBay la Bce ha inserito “il pilota automatico”

Più da falco è la previsione di Kaspar Hense, senior portfolio manager investment grade di RBC BlueBay, secondo cui la Bce ha invece inserito “il pilota automatico”. In quanto, spiega, il rialzo di 25 punti base e la possibilità di ulteriori interventi stanno sostenendo la credibilità della banca centrale. L'analista sottolinea che, finora, i rischi sulla crescita non si sono materializzati in modo significativo e che non sono emersi effetti di secondo livello sufficienti a modificare le prospettive della Bce. L’attenzione di Eiko Sievert, executive director sovereign & public sector di Scope Ratings, si sofferma sulle conseguenze che avrà il rialzo dei tassi per i Governi con livelli elevati di debito (l'aumento dei costi di rifinanziamento) ritenendo poco probabile una rapida inversione dei tassi nel breve periodo. Scope segnala in particolare la Francia: il cui debito pubblico lordo è passato dal 65% del Pil nel 2007 al 116% alla fine del 2025. Negli Usa è salito dal 65% al 124% e nel Regno Unito dal 43% al 102%.

Secondo Sievert, la maggiore spesa per interessi potrebbe ridurre le risorse disponibili per altre voci di bilancio, tra cui difesa e sanità. La durata delle scadenze del debito diventa quindi un fattore importante, perché i Paesi con debito a scadenza più breve subiscono più rapidamente l'aumento dei tassi di mercato.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

bce tassi inflazione
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