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Banca d’Italia: ancora in aumento i prestiti alle famiglie

Nel mese di marzo, secondo i dati di Banca d’Italia, i prestiti al settore privato sono aumentati complessivamente del 4 pct: quelli alle famiglie del 3,2 pct e quelli alle imprese del 5,7 pct. Nello stesso mese i tassi sui prestiti per l’acquisto di abitazioni sono saliti all’1,72.

20/05/2021
Rapporto di Bankitalia sui prestiti concessi al settore privato

Il rasserenamento registrato dal quadro economico si sta trasferendo, anche se soltanto in alcuni aspetti, anche sul mercato del credito: le società hanno meno fame di liquidità, grazie anche alle misure di sostegno varate dal Governo e i tassi di interesse fanno un ulteriore piccolo scatto all’insù, mentre l’atteggiamento precauzionale delle famiglie persiste sia per quanto riguarda i depositi sia per quello che concerne le richieste di finanziamento. È questo, in sintesi, il quadro che emerge dal tradizionale rapporto mensile “Banche e moneta: serie nazionali” di Banca d’Italia, relativo allo scorso mese di marzo.

+4,5% i prestiti al settore privato, +3,2% quelli alle famiglie

Nel complesso, in marzo i prestiti concessi dal sistema al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, risultano cresciuti del 4% sui dodici mesi, in rallentamento dal +4,5 registrato nel mese precedente. Nel dettaglio, i prestiti alle famiglie sono aumentati del 3,2 per cento sui dodici mesi, in accelerazione dal +2,4 di febbraio, mentre la crescita dei finanziamenti alle società non finanziarie è rallentata a +5,7% dal +7,6% segnato nel mese precedente.

Rallenta la crescita dei depositi

L’emergenza sanitaria continua ad avere ancora un certo peso nella propensione al risparmio delle famiglie italiane: il trend di crescita dei depositi del settore privato resta consistente, seppur in rallentamento rispetto a febbraio. A marzo sono infatti cresciuti del 9,9 per cento sui dodici mesi contro l’11,2 del mese precedente. La raccolta obbligazionaria è diminuita del 3,9 per cento sullo stesso periodo del 2020 (-6 per cento in febbraio). Le sofferenze sono diminuite del 18,5 per cento sui dodici mesi (in febbraio la riduzione era stata del 19%). Questa variazione, precisa il report di via Nazionale, può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.

I tassi sui mutui salgono all'1,72%, top dal maggio 2020

Nel mese considerato, i tassi di interesse applicati ai prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, hanno ancora puntato al rialzo: si sono collocati all’1,72 per cento dall’1,64 di febbraio, in un mercato immobiliare che sta progressivamente ritrovando brio in questa prima parte del 2021. Si tratta del loro terzo incremento consecutivo e si sono piazzati ai massimi dal maggio 2020. Per contro, a marzo i tassi di interesse sulle nuove erogazioni di credito al consumo risultano in discesa, al 7,98 per cento dall’8,11% del mese precedente. I tassi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,26% (1,14% in febbraio), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,83%, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,84%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,33 per cento (invariati rispetto a febbraio).

A marzo le banche avevano 425,84 mld di titoli di Stato

Per quanto riguarda i titoli in portafoglio emessi da residenti in Italia (diversi da azioni e partecipazioni), le banche italiane nel mese di marzo possedevano titoli di Stato italiani per un ammontare di 425,84 miliardi di euro (434,87 miliardi a febbraio). Ancora una volta si conferma che buona parte del portafoglio, secondo le tabelle di Banca d’Italia, è rappresentata dai Btp: il cui ammontare è comunque sceso a 304,19 miliardi (305,38 miliardi nel mese precedente). Al secondo posto della classifica ci sono i Cct con 68,54 miliardi (68,27 miliardi). I Bot detenuti ammontavano a 13,94 miliardi (17,39 miliardi) e i Ctz a 14,42 miliardi (15,43 miliardi).

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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