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Bce: ricalibra programma di acquisti Pepp

Il Consiglio direttivo della Bce ha confermato invariati i tassi di interesse, ha ricalibrato al ribasso il programma di acquisti Pepp e rivisto al rialzo, al 5 per cento, le stime sulla crescita del Pil del prossimo anno. Il Pepp, ha ricordato la Presidente, è legato all’emergenza Covid.

17/09/2021
La Bce ha confermato i tassi e ricalibrato al ribasso il programma Pepp

Il meeting di settembre del Consiglio direttivo della Bce non ha riservato particolari sorprese, compreso il ‘ritocco’ al Pepp, spiegato dall’Istituto come la conseguenza di un quadro pandemico non più d’emergenza. Nulla a che fare, dunque, con la preparazione del terreno a una politica monetaria più restrittiva a causa delle spinte inflative. Lo ha spiegato anche la stessa Presidente, Christine Lagarde, sottolineando da un lato che questa mossa non è un tapering (frenata del quantitative easing) e, dall’altro, ricordando che il programma di acquisti di bond è legato all’emergenza sanitaria, che quindi viene ritenuta ormai superata.

Conseguenza della ripresa economica

D’altronde, ha aggiunto la numero uno dell’Eurotower, i progressi evidenziati dall'economia dell’Eurozona permettono di ricalibrare gli acquisti settimanali del Pepp, che nei prossimi tre mesi saranno leggermente inferiori rispetto agli ultimi due trimestri. Credere o non credere alla Bce? Secondo Mark Dowding, Cio di BlueBay, la scelta di parole usate dalla Lagarde appare piuttosto semantica. Va comunque rilevato che la Bce, contestualmente, ha anche rivisto al rialzo le proprie previsioni economiche per il 2022 e oltre, lasciando intendere che il punto di maggiore accomodamento della politica monetaria sia stato superato. 

Riviste in netto rialzo stime sul Pil

Nel dettaglio, lo staff di economisti della Bce ha rivisto in netto rialzo le stime sul Pil dell’Eurozona, adesso atteso crescere del 5% nel 2022 (corretto dal precedente +4,6%) e del 2,1% nel 2023. Un quadro ottimistico che riflette anche le ricadute positive che dovrebbero arrivare dalla distribuzione dei fondi del Next Generation Eu, dalla coda degli stimoli fiscali che continuano a sostenere la crescita economica. Di conseguenza, ammette Dowding, l’outlook per l’area euro resta ampiamente costruttivo. Indirettamente anche la Bce rassicura i mercati sugli acquisti di titoli. Il Capo economista della Bce, Philip Lane, ha detto di vedere il Pepp come un'assicurazione contro il rischio di ribasso dell’economia. Ciò significa, secondo Tomasz Wieladek, International Economist di T. Rowe Price, che il programma proseguirà finché permarrà tale rischio a causa della pandemia.

La conferma dei tassi e l’obiettivo inflazione

Tornando ai dettagli di quanto deciso nella riunione dello scorso 9 settembre, la Bce ha confermato i tassi di riferimento e la nuova guidance annunciata a luglio. Il Consiglio direttivo, in particolare, si aspetta che i tassi di interesse si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà l'inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in maniera durevole, e finché non riterrà che i progressi conseguiti dall'inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con lo stabilizzarsi dell'inflazione su un livello del 2% nel medio periodo. A proposito del Pepp, la Bce ha confermato sia la dotazione del programma a 1850 miliardi, con la sua durata almeno fino a fine marzo del prossimo anno, e sia il programma di acquisti mensili nell’ambito App (al ritmo di 20 miliardi di euro).

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

bce pepp tassi pil
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