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Healthcare, è qui lo sviluppo

24/10/2016

È uno dei pochi settori che mostra un andamento ottimo in tutto il mondo. L'healthcare, o cura della salute, si sta muovendo con una forza sconosciuta a qualsiasi altro segmento economico, sia nelle economie sviluppate, sia in quelle emergenti.

Negli Stati Uniti, che restano il paese leader in questo settore, circa un sesto dei 18 mila miliardi di dollari del Pil è dato del settore sanitario, con costi largamente superiori a quelli del resto del pianeta, specialmente per i farmaci biotech che rappresentano la nuova frontiera di questo comparto.

Anche in Europa, nonostante la crisi e le difficoltà di molti stati, il livello di spesa in questo settore non è certamente basso: il rapporto spesa sanitaria/Pil è del 10,3%, con alcune nazioni (Olanda, Francia e Germania) nettamente sopra la media, e altre, come Grecia, Portogallo, Regno Unito e l'Italia, al di sotto. Pro capite, l'Olanda con 3.915 euro, l'Austria (3.679 euro) e la Germania (3.624 euro) evidenziano il più alto tasso di uscite nella cura della salute.

Ma la crescita è stata imponente soprattutto nei paesi emergenti: la Cina e il resto dell'Asia, l'America Latina e persino l'Africa vedono nei consumi sanitari un incremento senza precedenti.

Ma se nei paesi emergenti la spinta è stata data soprattutto dallo sviluppo della medicina di base (ma non solo,visto che alcune economie stanno investendo in misura crescente nelle ricerche mediche più avanzate e si apprestano a fare concorrenza in questo ambito alle aziende più importanti), negli Stati Uniti il mercato è stato trainato soprattutto dai cambiamenti tecnologici in atto: a ogni livello, dal farmaceutico alle apparecchiature mediche, la rivoluzione informatica e l'avvento dell'era del big data hanno aiutato un salto spettacolare, aumentando la produttività della ricerca in maniera spesso eclatante.

E a ottenere i risultati più esaltanti è stato l'intero segmento biotech: secondo le più ottimistiche previsioni, il fatturato totale del settore, che oggi supera i 120 miliardi di dollari, potrebbe in breve tempo passare a 400 miliardi per raggiungere poi i 550-600 nel 2020, grazie soprattutto ai nuovi biofarmaci per l’epatite C, agli antitumorali, che aggiungeranno circa 200 miliardi di dollari di spesa totale nei prossimi tre anni, e alle nuove cure per il diabete, che aggiungeranno altri 80 miliardi di dollari.

A questo punto come si può muovere un investitore per cogliere le enormi opportunità che il comparto indubbiamente possiede? Sicuramente chi entra oggi in questo ambito non può pensare di fare una scoperta originale: il comparto healthcare dell'S&P 500 dai minimi del febbraio 2009 ai massimi storici della primavera 2015 è passato da circa 266 a 894, una performance superiore a quella dell'indice generale.

Ma a sovraperformare ai limiti della bolla è stato in particolar modo il comparto biotech, con il principale benchmark, il Nasdaq biotech, salito da circa 650 del febbraio 2009 ai massimi intorno a 4.000 nel luglio dell'anno scorso.

E adesso? Ormai da un anno e mezzo circa non si vede più un nuovo massimo storico negli Stati Uniti sull'intero healthcare, con le biotecnologie che hanno messo a segno un prolungato bear market, cui ha fatto seguito una ripresa modesta: da luglio 2015 a febbraio 2016 l'indice ha lasciato un terzo del suo valore, per poi guadagnare a ottobre circa il 16% dai minimi.

Come muoversi allora? La quasi totalità degli operatori finanziari non ha dubbi: la cura della salute e soprattutto la componente biotech manterranno un ruolo strategico sui mercati. È probabile che la salita degli ultimi anni sia stata troppo impetuosa e che magari per un anno o due il settore vivacchi sui diversi mercati, ma le prospettive in tutto il globo restano eccellenti, anche se i margini delle maggiori aziende sono destinati a calare per la concorrenza che si sta facendo sempre più forte, anche da parte delle nuove realtà asiatiche.

In pratica in segmento da tenere costantemente d'occhio pronti a cogliere le occasioni più interessanti e con una prospettiva di medio-lungo termine.

A cura di: Alessandro Secciani

Parole chiave:

healthcare biotech usa sanità
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