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Multi-asset, gli errori da evitare

07/06/2017

Multi-asset, gli errori da evitare

Avevamo visto che i fondi multi-asset stanno raccogliendo molto successo per una serie di motivi: la possibilità di dare in un mercato sempre più complicato una delega totale a un portfolio manager, la gestione del rischio, la velocità nelle decisioni, un’ampia diversificazione e un’offerta sempre più vasta di prodotti ad hoc per ogni tipo di esigenza sono gli elementi più importanti alla base di questo consenso.

Ma attenzione, i multi-asset non sono solo rose e fiori: anche in questi prodotti non mancano i rischi e prima di comprare un fondo di questo tipo è necessario mettere in conto alcuni pericoli. Vediamo i principali.

La scelta del gestore. Il fatto di delegare a un gestore un’ampia responsabilità è sicuramente un vantaggio per un risparmiatore che si trova a operare in mercati sempre più complessi e dove non è facile ricavare rendimenti decenti. Se il gestore è bravo, però. Sbagliare il money manager o affidarsi a una società che non ha le capacità di gestire questo tipo di prodotto può avere contraccolpi molto pesanti per il proprio capitale. Non a caso i rendimenti sono stati molto diversi anche all’interno delle stesse sottoclassi. Sugli ultimi tre anni tra il migliore e quelli meno brillanti c'è stato uno scarto di performance pari a 12 volte: alcuni prodotti hanno reso meno dell'1% all’anno, andando sotto l'inflazione e fallendo quindi anche nel target minimo di generare un rendimento reale positivo, altri hanno guadagnato quasi il 10% annuo.

Non solo: spesso le politiche di rischio non sono facilmente individuabili dal risparmiatore comune. Una buona performance potrebbe essere stata conseguita prendendo rischi eccessivi e con un cambiamento delle condizioni di mercato le conseguenze potrebbero essere molto pesanti. Scegliere il gestore è quindi un’operazione molto delicata, che va affrontata con estrema consapevolezza e attenti a puntare su prodotti che hanno un team di money manager stabile nel tempo.

Costi. Molti strumenti hanno costi alti e non sempre trasparenti. Tra commissioni di performance e commissioni di gestione, senza contare le fee di ingresso, talora si può arrivare a pagare il 3-4% all’anno. Ovviamente non tutti i fondi sul mercato si muovono a questi livelli, però è necessario per un risparmiatore cercare di avere idee molto chiare in proposito prima di sottoscrivere un acquisto.

Fondi bilanciati travestiti. Un vero fondo multi-asset è in grado di muoversi con un’allocation strategica e tattica su un ampio ventaglio di asset e richiede, da parte della società che lo gestisce, una serie di competenze molto ampie. Non sempre questo succede e talvolta vengono fatti passare come multi-asset strumenti che si limitano a mettere circa il 50% del capitale nelle azioni e l’altro 50% nelle obbligazioni, come facevano i vecchi prodotti bilanciati. Chiaramente si tratta di fondi molto più rozzi, che magari possono funzionare anche bene in certe situazioni di mercato, ma che ben poco hanno a che vedere con la complessità di un portafoglio multi-asset.

Conclusione. Sicuramente, soppesando vantaggi e svantaggi, si può affermare che i fondi multi-asset sono un prodotto moderno, agile, forse l’ideale sui mercati attuali, che richiedono una grande abilità, velocità nel prendere le decisioni e l’uso di strumenti molto diversi non correlati per ottenere guadagni. Con ciò non è che basta sottoscrivere qualsiasi prodotto che abbia l’etichetta di multi-asset per fare la mossa vincente: le differenze tra una strategia e l’altra sono enormi e sbagliare la scelta può dare ritorni molto negativi. Il gestore prende su di sé una grande responsabilità operando con piena libertà, ma anche il risparmiatore ne prende altrettanta al momento della scelta del money manager.

A cura di: Alessandro Secciani
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