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La Germania verso il voto

21/09/2017

L'appuntamento elettorale del 24 settembre è diverso dai tanti eventi politici recenti quali la Brexit, il voto Usa e quello francese: è infatti molto improbabile vedere reazioni significative dei mercati all'indomani del voto

Angela Merkel sarà con ogni probabilità confermata Cancelliere, con la sola incognita del colore della coalizione. Tuttavia, la grande incognita rimane il gioco delle coalizioni post elezioni. CDU potrebbe unire le forze con SPD (che secondo i sondaggi dovrebbe raccogliere un 24%) o FPD (9%) e il partito dei verdi (8%).
Schulz – capo del PSD – condivide con la Merkel la visione europea. Ciò su cui divergono è la spesa pubblica: Merkel sembra più orientata a non aumentare le tasse e a raggiungere il livello del 60% nel rapporto tra debito e Pil entro il 2020. Schulz vorrebbe maggiore redistribuzione e spesa fiscale. FDP ha una visione molto diversa sul tema Europa, molto più orientata alla Grexit. Il CDU potrebbe formare una coalizione con il partito FDP e Green per raggiungere la maggioranza richiesta del 50%. La grande domanda riguarda invece il risultato che raggiungerà il partito nazionalista tedesco, l’AFD: possibile che superi il 9%. Ad eccezione di grandi sorprese, le conseguenze sulla crescita tedesca e sui mercati finanziari dovrebbero essere limitate.

Secondo il team di Pictet, le ipotesi in campo sono sostanzialmente due, considerando che Merkel ha dichiarato che non farà alleanze né con l'estrema destra di AfD né con l'estrema sinistra:

1) Una riedizione della coalizione "classica" tra CDU/CSU e FDP (magari includendo anche i Verdi), con Wolfgang Schäuble riconfermato in veste di ministro del Tesoro. Con tale esecutivo si andrebbe verso un'Europa simile a quella sperimentata finora, con la Germania potenzialmente ancor più riluttante verso forme di maggiore integrazione economica. Un quarto mandato Merkel senza quindi slancio e virtualmente "pericoloso" per il futuro di medio termine dell'Europa.

2) Il secondo scenario è quello invece in cui il divario tra socialdemocratici e la CDU/CSU si assottiglia scendendo sotto il 15%. In questa ipotesi, una posizione forte della SPD all'interno della coalizione di governo potrebbe portare Martin Schulz al Ministero del Tesoro. Tale scenario condurrebbe con ogni probabilità a un'integrazione europea più veloce, grazie a un programma socio-economico più solido e al rafforzamento dell'asse con Macron. Un quarto mandato Merkel in grado di lasciare quindi un piccolo/grande segno nella storia del vecchio continente.

Una locomotiva d’Europa equilibrata e non più fonte di squilibri è quella che emerge dai dati dell'anno scorso e soprattutto di questo. Infatti nel 2017 il Pil è cresciuto su base congiunturale (da trimestre a trimestre) dello 0,7% nella prima frazione dell'anno e dello 0,6% nella seconda. Su base annuale, rispetto cioè alla prima metà del 2016, si è avuto +3,2% a gennaio-marzo e +0,8% ad aprile-giugno (la forte differenza fra i primi due trimestri è data da una diversa combinazione di giorni lavorativi nel 2017).

Per l’anno in corso in totale l'economia dovrebbe crescere a un tasso oscillante intorno a +1,7%: si tratta di un numero in linea con il resto d'Europa. Inoltre attualmente quasi tutte le fonti del Pil sembrano sincronizzate in maniera equilibrata: i consumi, favoriti da un aumento degli stipendi finalmente significativo, le esportazioni, che probabilmente nei prossimi mesi un po' soffriranno per via del rafforzamento dell'euro, e la spesa pubblica.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: germania, voto, cdu, cancelliere
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