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Quebec, un monito per la Catalogna

16/10/2017

Quebec, un monito per la Catalogna

L’ondata nazionalista ha fatto perdere a Montreal, capitale del Quebec, la supremazia economica e finanziaria. La Borsa, i principali istituti di credito e le assicurazioni hanno scelto di trasferirsi a Montreal

Montreal, la città più grande della provincia francofona del Quebec, era agli inizi degli anni ’60 la capitale economica e finanziaria del Canada. Banche e società di assicurazioni l’avevano scelta per aprire le rispettive sedi principali. I processi separatisti innescati nella regione ne hanno motivato lo spostamento in altre aree del paese, in particolare l’Ontario e la sua capitale (Toronto).

I due principali istituti di credito del paese trasferirono la propria sede a Toronto e non hanno fatto più ritorno a Montreal. L’ondata di nazionalismo determinò lo spostamento della sede sociale della Royal Bank of Canada (la più grande banca canadese) nella capitale dell’Ontario. Lo stesso destino toccò alla Bank of Montreal, che continua ad essere ‘diretta’ dalla base sita a Montreal, ma la cui sede sociale si trova a Toronto (caso emblematico di banca che ha il suo quartiere generale a Toronto e non nella città che gli dà il nome).

Soltanto una tra le maggiori otto entità finanziarie del paese, la Banque National du Canada) –da non confondere con la Bank of Canada o banca centrale del paese- continua a mantenere la sede principale a Montreal.
Nel 1978 l’instabilità politica ha convinto la società di assicurazioni e servizi finanziari Sun Life Financial, una delle più importanti a livello planetario, a spostare la sua sede da Montreal a Toronto.

L’impatto sulle due Borse – Canadian Stock Exchange e Montreal Stock Exchange- del paese fu altrettanto pesante. La prima ha chiuso i battenti e la seconda ha perso la maggior parte dei suoi volumi a favore del listino di Toronto.
Lo stesso percorso è stato seguito da un elevato numero di imprese finanziarie che operavano nell’ambito dei settori bancario e finanziario. In scia a questi trasferimenti, si innescò anche una fuga dei lavoratori dotati di un livello elevato di know how e dei nuclei familiari più ricchi. Il primo gruppo fu spinto ad abbandonare la provincia a causa dell’adozione del francese come lingua ufficiale. Il secondo gruppo ha avuto paura di perdere i propri risparmi.

Centinaia di società che offrono servizi di consulenza legale, finanziaria, pubblicitaria o tecnologica sono migrate a Toronto. Trattasi di imprese dotate di personale altamente qualificato e salari elevati.
Le ultime rilevazioni evidenziano che, in seguito all’ondata di nazionalismo radicale che ha investito il paese, Montreal ha attualmente la terza parte delle sedi centrali di grandi imprese ivi localizzate rispetto al passato. Questo deflusso ha comportato la perdita ingente di capitale umano.

L’esodo di talento e ricchezza ha fatto sprofondare il settore immobiliare, aggravando la crisi economica. Migliaia di case sono state messe in vendita in un mercato caratterizzato da un eccesso di offerta e una scarsità di domanda. Nel corso degli ultimi tre decenni, il Quebec ha perso circa 16.000 abitanti l’anno, che si sono trasferiti in Ontario o in altre province canadesi. Questo deflusso si traduce in minori spese, minori investimenti e riduzione del tasso di crescita relativo.

Un altro caso paradigmatico è quello della compagnia aerea Air Canada, che trasferì la sua sede a Toronto e determinò il tracollo del nuovo aeroporto di Montreal. Anche se alcune industrie hanno continuato a prosperare – in particolare quella aeronautica e ferroviaria- l’arrivo della concorrenza asiatica ha messo in seria difficoltà le attività industriali ubicate in Quebec.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: canada, quebec, spagna, indipendentisti
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