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Auto: in 10 anni più care del 50%, così la nuova mobilità rallenta

Il prezzo delle auto nuove è salito di oltre il 50 per cento tra il 2013 e il 2024, mentre i redditi familiari solo del 29 per cento, spingendo le famiglie verso l’usato o a rimandare l’acquisto. Monopattini e car sharing perdono slancio per restrizioni e costi operativi a favore del noleggio.

20/05/2026
ragazzo su un monopattino elettrico
Ricerca di ANIASA sul mercato automotive italiano

La transizione verso la nuova mobilità sta procedendo molto più lentamente del previsto. Almeno in Italia, dove l’auto privata resta centrale perché continua a essere il mezzo di trasporto principale, mentre monopattini, car sharing e mobilità condivisa restano fenomeni limitati. È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata in collaborazione tra ANIASA e Bain & Company. Lo studio, dal titolo ‘Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada’, in pratica fotografa un mercato automotive molto diverso da quello immaginato negli ultimi anni da analisti, operatori, produttori, legislatori e, soprattutto, da tutti i consumatori.

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Una rivoluzione che non ha rispettato le aspettative

Negli ultimi anni si era parlato di una trasformazione radicale della mobilità: auto elettriche diffuse ovunque, vendite online, sharing mobility e riduzione della proprietà privata del veicolo. La ricerca mostra invece uno scenario più tradizionale. Oltre il 75% degli italiani guida ancora regolarmente l’auto privata per gli spostamenti quotidiani. Anche il processo di acquisto rimane fortemente legato ai concessionari fisici. A livello globale, il 62% dei clienti inizia la ricerca online, ma circa il 90% delle vendite viene concluso offline e spesso direttamente in concessionaria. Più di tre automobilisti su quattro dichiarano inoltre di preferire ancora l’acquisto ‘di persona’.

Auto elettriche: crescita lenta e legata agli incentivi

Uno dei temi dello studio riguarda la diffusione delle elettriche. Il mercato europeo delle BEV dovrebbe toccare nel 2030 una quota vicina al 30% del totale, lontano dalle stime più ottimistiche degli anni scorsi. In Italia, nel 2025 le elettriche pure erano del 5-7% delle nuove immatricolazioni. Nei primi tre mesi 2026, la quota di auto elettrificate (BEV e plug-in hybrid) è salita all’8%, con una crescita molto forte nel Sud Italia (15,4%). Secondo la ricerca però questo aumento sarebbe stato influenzato soprattutto da incentivi statali e campagne promozionali aggressive. In particolare, una citycar elettrica proposta a meno di 5mila euro avrebbe inciso in modo decisivo sui dati di mercato.

I problemi dietro la frenata dell’automotive green

Lo spaccato che emerge, secondo gli analisti, rivela che la domanda di auto elettriche appare ancora fragile e fortemente dipendente dagli incentivi economici. Più precisamente, uno degli aspetti più critici evidenziati dalla ricerca riguarda il costo delle automobili. Tra il 2013 e il 2024 il prezzo medio delle vetture nuove immatricolate in Italia è aumentato di oltre il 50%, mentre il reddito familiare netto è cresciuto nello stesso periodo solo del 29%. Tra le cause principali che stanno dietro a questo dinamica c’è un mix di fattori che, secondo gli esperti, comprende inflazione, carenza di semiconduttori, crescita dei consti industriali e spostamento della domanda verso modelli più costosi.

Perde brio il mercato dei monopattini

La conseguenza è che molte famiglie rinviano l’acquisto di un’auto nuova oppure scelgono l’usato. A sottolineare questo aspetto c’è anche il fatto che le vetture elettriche, generalmente più care, risultano più diffuse nelle aree con redditi più alti. Lo studio evidenzia infatti la forte correlazione tra ricchezza economica e diffusione dell’elettrico. In altre parole: dove il Pil pro-capite è più alto, cresce la quota di BEV e ibride plug-in. La ricerca dedica spazio alla micromobilità e allo sharing. In particolare, il monopattino elettrico, introdotto nel Paese nel 2019 e favorito inizialmente da incentivi pubblici, avrebbe perso slancio. Tra le cause sono indicate: norme più restrittive, obblighi assicurativi, limitazioni nelle aree di utilizzo e aumento degli incidenti.

Il cambio di passo, dallo sharing al noleggio

Secondo il report di ANIASA-Bain & Company, gli incidenti con monopattini sarebbero quasi raddoppiati tra il 2021 e il 2024. Anche diverse capitali europee, tra cui Parigi, Madrid, Berlino e Bruxelles, hanno introdotto limitazioni alle flotte in sharing. Nel frattempo, anche il car sharing, nato come alternativa all’auto privata, starebbe cambiando modello. Secondo la ricerca, l’aumento dei costi operativi, dei furti e delle frodi avrebbe spinto molti operatori ad avvicinarsi sempre di più al modello tradizionale del noleggio auto. Si tratta, secondo il presidente di ANIASA, Italo Folonari, di una soluzione concreta per cittadini e imprese che consente di accedere a soluzioni di mobilità aggiornate senza sostenere i costi e i rischi della proprietà.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

aniasa auto mobilità
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