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Inflazione: in due mesi le famiglie spendono oltre 200 euro in più
Gli alimentari sono aumentati del 4,9 per cento e i prodotti per la cura della persona e della casa del 5,8 per cento. Per CGIA e Federconsumatori sono insufficienti le misure del Governo: chiedono interventi più forti, come taglio dell’IVA, tetto europeo al prezzo del gas e lotta alla speculazione.
Il conflitto in Medio Oriente inizia a presentare il conto anche alle famiglie italiane. Un costo che non è soltanto sul piano geopolitico ed energetico, ma direttamente nei consumi quotidiani: dall’acquisto dei carburanti al pagamento delle bollette, dalla spesa per gli alimentari all’utilizzo dei trasporti. Sono tutte ‘voci’ che stanno registrando rincari in modo accelerato che, secondo le stime di Federconsumatori, hanno già comportato una maggiore spesa di 204,31 euro a nucleo familiare dalla fine di febbraio a oggi, in poco più di due mesi. L’allarme è emerso anche durante l’ultima riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi convocata al MIMIT, dove è stato evidenziato il rischio che le tensioni globali si traducano in una nuova ondata inflattiva capace di comprimere ulteriormente il potere d’acquisto nel Paese.
Energia e trasporti spingono i rincari
A pesare è soprattutto l’aumento dei costi energetici e logistici lungo le filiere produttive: carburanti, fertilizzanti, packaging e trasporti stanno infatti incidendo sui prezzi finali di numerosi beni di largo consumo. Per ora, spiega l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, solo una parte di questi rincari si è trasferita sui prezzi al dettaglio, ma la pressione potrebbe crescere ancora nei prossimi mesi. Il settore più colpito è quello dei carburanti. Nonostante il taglio temporaneo delle accise, la spesa aggiuntiva sostenuta dalle famiglie nei primi due mesi supera già i 60 euro, con proiezioni annuali che potrebbero arrivare fino a 360 euro. Anche le bollette registrano incrementi significativi: tra gas ed energia elettrica l’aggravio supera i 50 euro nel bimestre, con prospettive annuali che sfiorano i 300 euro complessivi.
Nel carrello della spesa aumenti senza tregua
I rincari si riflettono poi sulla spesa quotidiana. L’associazione segnala aumenti del 4,9% per i prodotti agroalimentari e del 5,8% per quelli destinati alla cura della persona e della casa. In salita anche i costi dei trasporti — voli, treni e traghetti — già aumentati mediamente di oltre 30 euro a famiglia e destinati a salire ulteriormente con l’avvicinarsi della stagione estiva. Uno scenario che trova conferma anche nelle analisi della CGIA di Mestre, la quale stima, infatti, che il caro energia e carburanti possa costare nel 2026 quasi 29 miliardi di euro complessivi tra famiglie e imprese italiane. La quota più pesante riguarda benzina e diesel, seguiti da energia elettrica e gas. Secondo la CGIA, le regioni più esposte sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, aree caratterizzate da una forte presenza industriale e manifatturiera.
Bonus e accise: le misure del Governo non bastano
In Lombardia, in particolare, l’impatto complessivo dei rincari energetici potrebbe superare la soglia dei 5 miliardi di euro. Entrambe le associazioni sono concordi nel giudicare insufficienti le misure adottate finora dal Governo. Se da un lato il ‘Decreto Bollette’ ha introdotto bonus e agevolazioni per famiglie vulnerabili e imprese energivore, dall’altro il sostegno viene ritenuto troppo limitato rispetto alla portata degli aumenti. Federconsumatori chiede interventi strutturali e immediati: dal rafforzamento del taglio delle accise alla riduzione dell’IVA sui beni essenziali, fino all’estensione dei bonus energia e alla creazione di un fondo contro la povertà energetica e alimentare. Sul tavolo anche la richiesta di intensificare controlli e sanzioni contro eventuali speculazioni lungo le filiere.
La richiesta all’Europa: più flessibilità e tetto al prezzo del gas
La CGIA, da parte sua, punta invece l’attenzione sul ruolo che in questo momento dovrebbe assumere dell’Unione Europea, considerata finora troppo marginale nella gestione dell’emergenza energetica. Secondo l’associazione, in particolare, Bruxelles dovrebbe autorizzare maggiore flessibilità fiscale agli Stati membri, favorire il taglio dell’IVA sulle bollette, introdurre un tetto comune al prezzo del gas e accelerare il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica. In generale di chiede anche maggiori controlli e sanzioni contro la speculazione. Il timore condiviso è che, senza misure coordinate e incisive, l’attuale tensione internazionale possa trasformarsi in una nuova emergenza economica e sociale, con effetti particolarmente pesanti per le famiglie a reddito medio-basso e per le piccole imprese.