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BlueBay: i motivi per essere ottimisti per il 2021

L’arrivo del vaccino anti Covid ha già rasserenato i mercati e la sua commercializzazione darà loro un ulteriore impulso, insieme alla politica green del neo Presidente Usa e agli effetti dei pacchetti di stimolo varati finora dai Governi.

30/11/2020

In vista del 2021 i mercati hanno diversi motivi per essere ottimisti: l’elevata liquidità tenuta in ‘riserva’ dagli investitori in questi mesi segnati dalla pandemia, l’attesa che si faccia sentire sulla congiuntura ancora di più l’effetto dei pacchetti di aiuti monstre adottati dagli Stati, l’esito delle elezioni presidenziali statunitensi e, non ultima, l’arrivo del vaccino anti-Covid. Insomma, per la finanza e l’economia mondiale potrebbe essere giunto il momento di voltare pagina. Gli esperti di BlueBay prevedono che nel prossimo anno la distribuzione dei vaccini supporterà l’economia, stimando per quella statunitense – la principale locomotiva mondiale – una crescita attorno al 6%.

L’arrivo del vaccino

Da una parte l’efficacia dei vaccini annunciati finora (dalla Pfizer alla Moderna, alla AstraZeneca) ha già tranquillizzato parte degli investitori, i quali potrebbero ricevere un ulteriore stimolo con l’avvio della loro commercializzazione. Dall’altra, l’attenzione degli operatori si è già spostata sulle Banche centrali, le cui misure di supporto dovrebbero continuare nel prossimo anno: fino al terzo trimestre negli Usa e fino a dicembre nell’Eurozona, almeno fino a riportare la produzione sui livelli di fine 2019. Questo scenario, secondo l’analisi di BlueBay, potrebbe creare nei prossimi mesi un contesto caratterizzato da una crescente speranza per la crescita nel 2021.

L’elezione di Biden un input per le imprese europee

Per quanto riguarda le presidenziali Usa, il risultato delle urne avrà ripercussioni sul ciclo globale: a beneficarne saranno in particolare alcune aziende europee e i mercati emergenti più in generale, anche se molto dipenderà dal peso dei democratici alla Camera e al Senato. Se, infatti, i repubblicani manterranno la maggioranza al Senato, un Congresso diviso renderà più complesso al Presidente eletto, Joe Biden, far passare la sua agenda politica, compreso il ‘Green plan’. Tuttavia, ci sono azioni che Biden potrà intraprendere, tra cui il rientro nell’Accordo di Parigi sul Clima, che renderebbe probabile un’intesa mondiale per fissare nuovi target di riduzione delle emissioni per il 2030.

I primi ordini esecutivi della nuova Amministrazione

Il prossimo inquilino della Casa Bianca comunque, attraverso ‘Ordini Esecutivi’, potrebbe invertire alcune delle azioni di deregolamentazione intraprese dall’Amministrazione Trump, tra cui la possibilità di fissare limiti per l’inquinamento da metano per le operazioni di estrazione di petrolio e gas esistenti e nuove, di richiedere che gli appalti pubblici federali favoriscano l’energia pulita e di supportare le azioni intraprese da Stati - come la California - su normative per i veicoli a zero emissioni. Da rilevare che questo cambiamento a 180 gradi nell’atteggiamento ambientale rappresenta una notizia negativa per i settori energetici basati sul carbonio, ma è positivo per lo sviluppo di molte aziende europee che sono leader globali nell’efficienza energetica, nei trasporti green e nelle rinnovabili.

L’Europa in attesa di come proseguirà la politica degli aiuti

Attenzione dunque agli equilibri che andranno a formarsi nel Congresso statunitense poiché, se l’atteso pacchetto fiscale sarà di portata ridotta, questo implicherebbe che la Fed continuerà a mantenere la politica monetaria extra accomodante ancora più a lungo, con pressioni al ribasso sul dollaro. Per gli investitori europei e globali la conferma degli stimoli fiscali, la continuazione di una politica accomodante da parte della Fed e un minore rischio di ‘trade war’ con la Presidenza Biden rappresentano invece una notizia positiva per l’euro (più competitivo) e soprattutto per gli asset dei mercati emergenti.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

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