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Confcommercio: senza stranieri crolla il mercato del lusso

28/08/2020

Confcommercio: senza stranieri crolla il mercato del lusso

Le città italiane deserte in agosto sono il chiaro segnale che sulla piazza, oltre ad essere presente la paura del coronavirus, mancano drammaticamente i turisti, soprattutto gli stranieri. Che siano località di villeggiatura, di divertimento o di cultura e arte, nel nostro Paese oggi sono quasi del tutto assenti i turisti d’oltrefrontiera. E questo, denuncia Confcommercio, significa anche “una mancata spesa di circa 13 miliardi di euro, solo nei mesi di luglio-agosto e settembre, precisamente conti alla mano: 13 miliardi e 734 milioni di euro”. E il settore più a soffrire di questa situazione è quello del lusso, in tutte le sue declinazioni: dalla moda agli alberghi.

-91% gli stranieri da inizio anno negli hotel a 5 stelle

Nel dettaglio, con circa l’80% in meno di presenze negli hotel a 5 stelle, mancano all’appello soprattutto i turisti stranieri (-91,2% da inizio anno) che per le strutture di alta gamma costituiscono la componente principale della domanda. I principali habitués degli alberghi di lusso, secondo l’analisi diffusa da Federalberghi–Confcommercio, provengono infatti da Usa, Giappone, Russia, Australia, Brasile e Cina. Tutti mercati chiusi da oltre 5 mesi, durante i quali sono andati in fumo quasi 9 milioni di pernottamenti, ovvero circa il 40% dei flussi che questi Paesi generano ogni anno verso gli alberghi a 5 stelle italiani.

In sofferenza anche città come Sorrento, Taormina, Stresa

Le più penalizzate sono le città d’arte che, con la loro alta percentuale di internazionalizzazione, sono quelle che maggiormente richiamano i turisti del segmento lusso. In particolare, rileva lo studio, tra le grandi mete del turismo internazionale non ci sono solo capoluoghi di provincia. Ad esempio, Sorrento ospita ogni anno 2,4 milioni di presenze straniere, pari all’88% del totale, Stresa 480mila presenze straniere (85% del totale è straniero), Taormina (900mila, 84%) e Montecatini Terme (1,2 milioni, 73%). Senza contare le ripercussioni subite da mete come Venezia, Roma e Firenze.

Gravi danni per la ristorazione

Se mancano i turisti tutto l’indotto crolla di conseguenza. La ristorazione a esempio: secondo Fipe-Confcommercio per più di otto imprese su dieci (81,8% per la precisione) la stagione turistica sta andando male o molto male, e questo a causa soprattutto dell’assenza dei turisti stranieri (a lamentarne la mancanza è il 97,4%). La contrazione del turismo internazionale si traduce, precisa lo studio, in una perdita di consumi nella ristorazione del valore di 3 miliardi di euro nei soli tre mesi di luglio, agosto e settembre.

Al made in Italy mancano soprattutto Usa e Giappone

A destare le maggiori preoccupazioni tra gli operatori, particolarmente nel segmento luxury, è soprattutto la mancanza dei flussi turistici provenienti dagli Stati Uniti e dal Giappone. A farne le spese anche lo shopping made in Italy collegato al turismo degli stranieri che rappresenta la terza voce di spesa dopo alloggio e ristorazione, e la loro assenza si tradurrà in una perdita di 5,7 miliardi. Per intendersi, per il settore abbigliamento e accessori Federmodaitalia-Confcommercio ha registrato nel 2019 uno scontrino medio di 861 euro.

Latitano anche Cina e Russia

Preoccupa, in particolare, anche la mancanza di cinesi (28%), russi (12%) e americani (11%) che, insieme, rappresentavano oltre il 50% degli acquisti. Lo scontrino medio più elevato, pari a 1.610 euro, è ad appannaggio degli acquirenti provenienti da Hong Kong. Seguono i cinesi (1.208 euro), gli americani (1.054 euro) e i turisti provenienti dai Paesi del Golfo (1.003 euro). Anche la “vicina” Svizzera contribuisce con una percentuale di acquisti sul totale del 3% (poco più di 200 milioni di euro), con uno scontrino medio pre-Covid di 434 euro. Milano è al primo posto delle mete preferite dai tourist shopper con il 34% degli acquisti effettuati dagli stranieri in Italia, seguono Roma (20%), Firenze (10%) e Venezia (6%).

A cura di: Fernando Mancini
Parole chiave: confcommercio, hotel, lusso
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