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Fondi: la raccolta apre il 2022 in positivo

L’industria del risparmio gestito ha archiviato gennaio con una raccolta netta positiva per 4,34 miliardi, in calo dai 7,7 miliardi di dicembre. Il patrimonio ha stornato dal record di dicembre, a 2.551 miliardi. Le gestioni collettive sono state il principale motore. Boom dei fondi monetari.

14/03/2022
dati al rialzo
Andamento della raccolta dei fondi nel mese di gennaio

L’industria del risparmio gestito inizia il 2022 in positivo, ma in netto rallentamento rispetto al ritmo osservato a dicembre. La raccolta netta dei fondi ammonta a 4,34 miliardi di euro, mentre i flussi registrati nel mese precedente sono stati pari a 7,77 miliardi. Il patrimonio gestito si è attestato a 2.551 miliardi, anche questo in frenata rispetto al record (2.594 miliardi) aggiornato nel mese precedente.

Un ripiegamento, secondo quanto spiega Assogestioni, riconducibile allo storno dei mercati, quantificabile in circa un punto e mezzo percentuale. Anche se è poco significativo il confronto con gennaio 2021, quando le sottoscrizioni erano balzate a +12,5 miliardi (dopo la fuga di -15,4 miliardi accusata in dicembre) - perché falsato dagli effetti pandemici - vale la pena sottolineare che in un anno le masse gestite sono comunque salite complessivamente di oltre 127 miliardi, ovvero del 5,26%.

La locomotiva delle gestioni collettive

L’attenzione dei risparmiatori si è di nuovo concentrata sui fondi azionari e sui bilanciati, ma il clima di crescente incertezza che si è respirato sulle piazze finanziarie è testimoniato dal boom registrato dai flussi che si sono diretti sui fondi monetari. Nel dettaglio, la maggiore spinta nel mese in considerazione è stata fornita dalle gestioni collettive, che chiudono con un saldo positivo di 5,54 miliardi di euro contro i 6,95 miliardi di dicembre.

In questo macro-settore la parte del leone è stata ancora interpretata dai fondi aperti, con una raccolta netta per 5,27 miliardi in contenuta correzione rispetto ai +5,8 miliardi di dicembre. È stato netto, invece, il ripiegamento accusato dai fondi chiusi, con sottoscrizioni nette per soli 269 milioni dopo i +1,15 miliardi del mese precedente. La quota prevalente degli asset, 1.328 mld (52% del totale), è impiegata in fondi aperti e chiusi.

Boom della raccolta dei monetari

Pesante il bilancio che scrivono anche le gestioni di portafoglio, che archiviano il primo mese dell’anno con uscite nette per 1,2 miliardi, dopo avere portato a casa in dicembre flussi netti per 820 milioni. Gli istituzionali sono stati la zavorra, con deflussi netti per 2,9 miliardi di euro (-623 milioni nel mese precedente), mentre i retail hanno visto incrementare le sottoscrizioni nette a 1,7 miliardi (da +1,44 miliardi). Sui fondi aperti, quelli a lungo termine registrano flussi netti per 2,71 miliardi di euro (5,56 miliardi in dicembre), pari al 96,7% del totale. La raccolta netta dei fondi azionari ammonta a 2,63 miliardi di euro (1,39 miliardi) e quella a favore dei bilanciati a 1,94 miliardi (1,04 miliardi).

Nel mese chiudono su un terreno negativo, invece, sia i fondi obbligazionari (-1,38 miliardi di euro dopo +3,15 miliardi di dicembre), sia i flessibili (-470 milioni dopo +32 milioni). La raccolta netta dei fondi monetari in gennaio è balzata a 2,56 miliardi di euro, moltiplicata per più di dieci volte rispetto ai 239 milioni registrati a dicembre. Ancora uscite sui fondi di diritto italiano (-26 milioni dopo +1,16 miliardi), mentre sempre brillante la raccolta netta sui fondi di diritto estero (+5,29 miliardi dopo +4,64 milioni).

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

assogestioni fondi gestioni collettive
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