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I populisti piacciono alle Borse, ma non sempre

15/05/2019

I populisti piacciono alle Borse, ma non sempreWall Street ha sperimenatto nuovi record grazie alla riforma fiscale voluta dal populista Trump. La Borsa brasiliana ha gradito l’arrivo al potere del populista Bolsonaro. Le cose non sono andate allo stesso modo per il listino italiano.

Il successo dei populismi ha rappresentato uno dei segnali precisi pervenuti dalle ultime tornate elettorali nel corso dell’ultimo triennio. Anche se questa corrente politica è stata alimentata sia da movimenti e partiti di destra che di sinistra, sono stati i primi ad aver calamitato con forza l’interesse degli elettori in diversi paesi del mondo. La vittoria del populista Donald Trump alle ultime elezioni presidenziali statunitensi ha rappresentato, senza ombra di dubbio, il vero spartiacque negli equilibri politici internazionali e l’avvio del successo del populismo. Dopo il sucesso di Trump, a marzo 2018 è arrivato quello del Movimento 5 stelle e della Lega in Italia. Sette mesi dopo è stata la vittoria di Jair Bolsonaro alle presidenziali brasiliani a sancire la crescita del trend ascendente del populismo in giro per il pianeta.

I risultati elettorali hanno inevitabili conseguenze dirette sui mercati finanziari, tanto per il reddito fisso che per quelli azionari. La vittoria di formazioni di destra ha avviato profonde trasformazioni sociali ma non è affatto dispiaciuta ai mercati. Per rendersi conto di ciò, basta dare un’occhiata al comportamento dei listini dei paesi interessati dalla nuova ondata. Anche se il giorno successivo alla vittoria dei populisti le Borse tendono a reagire in modo negativo, nel mese successivo si verifica solitamente un rialzo delle quotazioni azionarie.

L’esempio più lampante di questa tendenza è offerto dalla Borsa Usa. Un mese dopo l’elezione di Trump, il Dow Jones presentava una rivalutazione del 7,7%, lo Standard and Poor’s 500 del 5,6% e il Nasdaq del 4,8%. I rialzi non si sono fermati qui. Le promesse fatte dai Repubblicani hanno alimnetato nuovi successi per gli indici a stelle e strisce. Il primo successo è stato il raggiungimento dei 20.000 punti da parte del Dow Jones nel febbraio del 2017. Appena undici mesi dopo, nel gennaio del 2018, l’indice era schizzato fino a quota 26.000. Il trend rialzista si è interrotto nell’autunno del 2018 in scia ai timori di decelerazione delle economia (dopo che il Dow Jones era arrivato a quotare 26.828 punti).

Anche se il mandato di Trump non è stato esente da polemiche e tensioni geopolitiche -alcune come il conflitto su dazi con la Cina sono ancora irrisolte- le misure economiche implementate dal suo esecutivo (come la riforma fiscale) hanno offerto un aiuto al Pil e ai risultati delle imprese nel 2018. Questo scenario ha spinto molti investitori ad aumentare la propria esposizione ai titoli di rischio e a spostare risorse addizionali verso i listini azionari.

Dopo Wall Street è toccato all’indice Bovespa della Borsa brasiliana sperimentare un periodo rialzista in scia all’elezione del candidato di destra Jair Bolsonaro. Fino a marzo la Borsa del paese sudamericano ha accumulato una rivalutazione del 9,33% (con un picco massimo del 13% a febbraio) successiva all’arrivo del neo presidente. Le speranze sono riposte nel piano economico del presidente che, stando alle prima valutazioni messe a punto dal Fondo Monetario Internazionale, potrebbe portare il Pil del paese a crescere del 2,1% annuo e lasciarsi alle spalle il difficile biennio 2015-2016. L’apertura al commercio internazionale, la riforma delle pensioni e l’equilibrio fiscale sono tra i punti base del piano di Bolsonaro.

Un caso molto diverso è quello italiano. A due mesi dalla formazione del Governo da parte del Movimento 5 stelle e della Lega, l’indice della Borsa italiana è salito del 12,5% grazie alla spinta delle banche (che sono riuscite a schivare i timori per gli effetti negativi della gestione degli asset tossici). L’instabilità politica e le continue polemiche interne alla coalizzione hanno pilotato l’indice verso una chiusura negativa del 2018 (-16%).

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: trump, bolsonaro, wall street, bovespa
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