Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy e/o negare il consenso all'utilizzo dei cookie di terze parti clicca qui.
Continuando la navigazione o cliccando sul tasto "OK" ne autorizzi l'uso.
Scopri gratuitamente il nostro servizio
Scopri i vantaggi del nostro servizio

COMPILA IL MODULO PER ESSERE RICHIAMATO

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

DATI DI CONTATTO

* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

INFORMAZIONI ADDIZIONALI

PRIVACY E CONDIZIONI DI UTILIZZO

Istat: rallentamento Pil 2020 superiore al previsto

16/12/2020

Istat: rallentamento Pil 2020 superiore al previsto

L’economia italiana, a causa della pandemia, rallenterà quest’anno più del previsto e il rimbalzo atteso per il prossimo anno sarà più contenuto di quanto sperato. Lo anticipa l’Istat, che ha rivisto in calo di 0,6 punti la stima relativa al 2020 a -8,9% (corretto da -8,3%) e quella del 2021 a +4% (da +4,6%). In precedenza l’istituto nazionale aveva provveduto a tagliare le stime del Pil del terzo trimestre, abbassando la crescita a +15,9% (da +16,1% precedentemente indicato). Una correzione che ha accentuato il ritardo accumulato dalla nostra economia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: a -5% da -4,7%.

La zavorra della domanda interna ed estera

È quindi molto probabile che la seconda ondata di contagi che sta caratterizzando l’ultimo scorcio dell’anno andrà ad impattare sul recupero messo in atto dall’economia dopo il lockdown. A pesare sulla congiuntura saranno soprattutto il crollo della domanda interna al netto delle scorte (-7,5 punti percentuali), così come di segno negativo saranno i contributi sia della domanda estera (-1,2 punti), sia della variazione delle scorte di magazzino (-0,2 punti). La risalita, almeno per quanto riguarda la domanda interna (+3,8 punti) e quella estera (+0,3 punti) è attesa nel corso del 2021. L’apporto delle scorte sarà ancora lievemente negativo.

Le stime dell’Ocse sono più pessimistiche

Le stime dell’Istat risultano però ottimistiche rispetto a quelle dell’Ocse, che comunque le ha riviste nuovamente migliorandole: prospettando per il 2020 una contrazione del 9,1%, più contenuta del -10,5% indicato a settembre (-11,3% a giugno), ma si attende una ripresa meno forte negli anni a venire. Nell'Economic Outlook semestrale dell'Organizzazione, per il 2021 indica una crescita del Pil italiano del 4,3% (da +5,4%) e per il 2022 le attese puntano a un progresso del 3,2%. Gli economisti dell’Ocse prevedono che la ripresa economica sarà lenta e squilibrata e, per questo, auspicano che le riforme strutturale accompagnino lo stimolo.

Il sostegno governativo è pari al 6% del Pil

I lockdown e l'incertezza stanno pesando sull’attività anche se l'ampio sostegno governativo, pari a 100 miliardi di euro (6% del Pil), sta attenuando l'effetto sulle aziende e sulle famiglie. Tuttavia, secondo l’Ocse, la nuova ondata di contagi da Covid-19 e le restrizioni adottate dal Governo per contenerla hanno fermato la forte ripresa registrata nel terzo trimestre. Le conseguenze si faranno sentire anche nel prossimo anno. Infatti, anche se la fiducia è migliorata, la proliferazione del coronavirus riduce il potenziale per una rapida ripresa nel 2021.

La disoccupazione è destinata a peggiorare

Il manifatturiero sarà più resiliente grazie agli investimenti, mentre i servizi si riprenderanno più lentamente, anche per l'impatto dell'epidemia sul turismo, con conseguente aumento delle disparità regionali e sul mercato del lavoro. La disoccupazione, secondo l’Ocse, si attesterà quest’anno al 9,4% (9,9% del 2019) per poi salire fino all'11% nel prossimo, con un miglioramento al 10,9% nel 2022. Solo nel 2022 tornerà una consistente creazione di posti di lavoro, soprattutto per le persone con scarse qualifiche, per le donne e i giovani, quando si sarà diffusa la vaccinazione anti-covid che stimolerà i consumi e ridurrà il risparmio.

A cura di: Fernando Mancini
Parole chiave: istat, ocse, pil
Come valuti questa notizia?
Istat: rallentamento Pil 2020 superiore al previsto Valutazione: 0/5
(basata su 0 voti)
Qualsiasi decisione di investimento che venga presa in relazione all'utilizzo di informazioni ed analisi presenti sul sito è di esclusiva responsabilità dell'investitore, che deve considerare i contenuti del sito come strumenti di informazione. Le informazioni, i dati e le opinioni fornite all’interno della sezione “news” di questo sito si basano su fonti ritenute affidabili ed in buona fede; in nessun caso, tuttavia, si potrà ritenere che Innofin SIM abbia rilasciato attestazioni o garanzie, esplicite o implicite, in merito alla loro attendibilità, completezza o correttezza. Lo scopo dei dati e delle informazioni divulgate attraverso la sezione “news” del sito è prettamente informativo; esse non rappresentano, in alcun modo, una sollecitazione all'investimento in strumenti finanziari.
« Notizia precedente
Assoreti: la raccolta sfonda il muro dei 30 miliardi
Notizia successiva »
Fondi immobiliari: Italia vicina ai 100 miliardi