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Mercati: 3 idee per un portafoglio protetto da inflazione

Le tensioni inflative, anche se gli esperti sostengono che siano temporanee, rappresentano un rischio. Da T. Rowe Price tre idee per gli investitori su come difendersi: da mettere nei portafogli azioni cicliche, bond sovrani inflation linked e bond high yield e debito dei Paesi emergenti.

23/11/2021
Tre idee per difendersi dal rischio inflazione

L’inflazione non è stata considerata tra i principali rischi d’investimento per più di dieci anni e dalla crisi finanziaria globale (2008) la deflazione ne ha modificato la percezione. Ora, a causa della rapida salita delle tensioni registrata negli ultimi mesi, lo scenario sta cambiando di nuovo, anche se le Banche centrali continuano a ripetere che questa è una situazione temporanea. Ma come impatta l’inflazione? Se dovesse rimanere alta per molto tempo sarebbe un problema per i mercati finanziari perché, secondo Yoram Lustig e Michael Walsh, strategist di T. Rowe Price, comporterebbe tassi d’interesse più elevati e, di riflesso, potrebbe determinare ondate di vendite sull’obbligazionario. Non di meno, ricordano che in passato anche la Borsa ne è stata penalizzata.

I driver inflativi tenderanno a diminuire

In questo contesto la maggiore correlazione tra azioni e bond può ridurre i benefici della diversificazione di un portafoglio multi-asset. Secondo i due esperti, comunque, l’inflazione a breve termine degli Usa sarà sì più alta rispetto agli ultimi dieci anni, ma non abbastanza per essere una grande preoccupazione. Anche perché, spiegano, le recenti pressioni sono state fortemente influenzate dal marcato rincaro nei settori che hanno visto una brusca interruzione e una conseguente ripresa a causa della pandemia (auto e viaggi). Driver (come la domanda legata alle riaperture delle principali economie dopo i lockdown) che quindi dovrebbero attenuarsi nel breve termine. Saranno inoltre superati i problemi nelle filiere di produzione e di approvvigionamento.

Le incognite da immobili, salari e pandemia

Nel frattempo, verrà meno l’effetto base che sta ‘gonfiando’ il dato tendenziale. Se invece ci sono dubbi se il picco di inflazione sia temporaneo o meno, questi sono legati agli ‘effetti duraturi’ che potrebbero derivare dal mercato immobiliare e dall’andamento dei salari. Un’ulteriore incognita potrebbero essere i programmi di vaccinazione che differiscono tra Paesi, che potrebbero mettere a rischio o rallentare la crescita di alcuni settori. Insomma, l’attuale quadro inflativo consiglierebbe agli investitori di ‘assemblare’ portafogli che includano una certa protezione, in equilibrio con il suo costo. E, secondo Lustig e Walsh, per posizionare un portafoglio alla luce di un’inflazione potenzialmente persistente è possibile farlo in tre modi.

L’opzione dei bond sovrani inflation-linked

Una delle protezioni contro il rischio inflazione è l’acquisto di bond sovrani inflation-linked: sono indicizzati al livello dei prezzi, così che i pagamenti in linea capitale e gli interessi seguano l’andamento dell’inflazione. Un problema è il loro costo, che in molti casi è alto. Questo significa che offrono rendimenti al netto dell’inflazione bassi o negativi, portando a un rischio di ritorni totali negativi in termini reali. Il secondo modo consiste nell’investire in azioni cicliche, che tendono a performare bene in un contesto di prezzi crescenti. In genere, l’inflazione aumenta nei periodi di espansione economica, quando gli asset ciclici vanno bene. Tra questi ci sono titoli value, dei mercati emergenti, a bassa capitalizzazione, giapponesi, europei.

I bond high yield e debito dei mercati emergenti

La terza idea di come si possa costruire un portafoglio protetto dal rischio inflazione è quella di acquistare asset ad alto rendimento con una duration relativamente breve, come i bond globali high yield e il debito dei mercati emergenti. I rendimenti più alti sono un cuscinetto da aggiungere ai ricavi totali, rispetto al riscatto dei coupon tradizionali. Occorre però precisare che i due strumenti sono collegati alla Borsa, e quindi non diversificano il rischio, ma implicano al contempo anche un rischio di credito, rendendo l’analisi creditizia necessaria per mitigare le perdite. Essendo impossibile avere certezze sul livello di inflazione dei prossimi anni, secondo i due esperti le tre strategie di investimento suggerite potrebbero essere particolarmente utili.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

mercati portafoglio inflazione
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