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Pagamenti: frodi sotto controllo ma attenzione su bonifici e carte prepagate
I bonifici SEPA istantanei mostrano un rischio superiore a quelli ordinari, anche se il trend è in calo grazie ai nuovi controlli europei, tra cui la verifica dell’IBAN del beneficiario. Le frodi sono più frequenti online rispetto ai negozi fisici e aumentano nelle transazioni verso Paesi extra-SEE.
I pagamenti digitali stanno prendendo sempre più piede tra gli italiani, rincuorati anche dal fatto che le frodi rimangono su livelli contenuti, sia per numero delle operazioni sia per valore delle transazioni. È quanto emerge dai dati di Banca d’Italia e raccolti dalle segnalazioni dei prestatori di servizi di pagamento (PSP).
In media sono stati registrati 12 casi fraudolenti ogni 100mila operazioni (0,012%) e 3 euro sottratti ogni 100mila euro transati (0,003%). Si tratta di percentuali molto basse, soprattutto se confrontate con l’enorme volume di pagamenti elettronici effettuati ogni giorno da famiglie e imprese.
Per frode si intende sia un’operazione non autorizzata, ad esempio con il furto dei dati della carta, sia un pagamento disposto dal cliente dopo essere stato ingannato, la cosiddetta ‘manipolazione del pagatore’. Quest’ultima forma, precisa il report, è in crescita e oggi rappresenta la modalità più diffusa nei bonifici.
Differenze tra strumenti
Il quadro non è uniforme. Le carte di debito e di credito mostrano un tasso stabile: 0,018% in valore e 0,009% in numero di operazioni. Anche i prelievi da sportelli automatici restano su livelli ridotti (0,01% in valore). I bonifici, in generale, continuano a essere lo strumento con l’incidenza più bassa (0,002% in valore). Tuttavia, quando si verifica una frode, qui l’importo medio è molto più elevato: oltre 5mila euro per i bonifici SEPA ordinari e circa 1.600 euro per quelli istantanei. Per confronto, una frode con carta comporta in media una perdita di 82 euro, mentre per la moneta elettronica l’importo medio scende a 35 euro. Proprio la moneta elettronica – soprattutto le carte prepagate – è il segmento che mostra segni di peggioramento: il tasso di frode sale allo 0,031% in valore (0,027%) e 0,27% in numero (da 0,023%).
Bonifici istantanei: rischio più alto ma in calo
Al centro dell’attenzione restano i bonifici SEPA istantanei, che continuano a presentare un livello di rischio superiore rispetto a quelli ordinari (0,043% in valore), anche se il trend è in calo dal semestre precedente. Il calo è legato anche al rafforzamento delle misure di controllo introdotte con la nuova normativa Ue sui pagamenti istantanei. Tra le novità più rilevanti c’è il servizio di verifica dell’IBAN del beneficiario (Verification of Payee), che consente di controllare la corrispondenza tra nome e conto prima di completare l’operazione. Uno strumento pensato per limitare errori e truffe, soprattutto nei casi di raggiro.
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I rischi maggiori sono nell’E-commerce
Le operazioni online, anche se c’è sempre molta cautela quando si opera sulla rete, restano più vulnerabili rispetto a quelle eseguite nei negozi fisici. Secondo i dati raccolti, per le carte, il tasso di frode nell’e-commerce scende allo 0,065% in valore, mentre al POS fisico è molto più basso (0,006%). Per la moneta elettronica, invece, il divario si amplia: le frodi online salgono allo 0,053%, mentre nei pagamenti in presenza restano ferme allo 0,008%. La crescita delle transazioni digitali rende quindi necessario un continuo aggiornamento dei sistemi di sicurezza. Un altro elemento critico è rappresentato dai pagamenti verso l’estero, soprattutto fuori dallo Spazio Economico Europeo, che hanno un’incidenza di frode nettamente superiore rispetto a quelli domestici. Pur rappresentando solo il 3% delle operazioni con carte e moneta elettronica, le transazioni extra-SEE concentrano circa un quinto delle frodi registrate con questi strumenti.
Il ruolo dell’autenticazione forte
Le misure di sicurezza fanno la differenza. I pagamenti effettuati con l’autenticazione forte del cliente (SCA, Strong Customer Authentication), come il doppio fattore di verifica, sono molto più sicuri di quelli che non la prevedono. Anche le operazioni esentate dalla SCA perché considerate a basso rischio mantengono livelli di frode contenuti. L’efficacia dei controlli si riduce però nei casi di ‘manipolazione del pagatore’. Quando il cliente viene convinto con l’inganno a disporre un bonifico, non sempre è possibile attivare automaticamente i sistemi di rimborso previsti per le operazioni non autorizzate. Non a caso, nei bonifici la quota di perdite a carico del cliente è molto alta (91%) rispetto al 42% delle carte e al 35% della moneta elettronica.
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