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Competitività, il Bel Paese continua a non brillare

30/09/2016

Tutti gli anni, il Forum Economico Mondiale elabora il Global Competitiveness Report 2016-2017, dal quale emerge la classifica sulla competitività dei singoli Paesi. Al primo posto della graduatoria svetta da un buon numero di anni sempre lo stesso paese: la Svizzera. Il 2016 è stato l’ottavo anno consecutivo in cui la Svizzera si conferma ‘paese più competitivo del pianeta’, seguito da Singapore, Stati Uniti, Olanda e Germania.

Ma cosa s’intende per 'competitività'? Secondo la definizione data dello stesso Forum Economico Mondiale è l’insieme delle istituzioni, delle politiche e dei fattori che determinano il livello di produttività di un paese e la sua capacità di competere con le altre economie. Un maggiore livello di produttività suole sfociare in più elevati livelli di competitività rispetto ad altri paesi e produrre riflessi positivi sulla qualità della vita dei cittadini. La produttività, sottolineano i curatori della ricerca, determina una crescita dell’economia e più elevati standard di vita.

Per elaborare la classifica, il Forum prende in considerazione una decina di variabili che spaziano dall’efficienza del settore pubblico alla complessità della legislazione, le infrastrutture, il debito pubblico e il deficit, la qualità del servizio sanitario, la dinamica dei prezzi al consumo (inflazione), la sicurezza, il rispetto del diritto di proprietà etc.

La top ten è completata da Svezia, Regno Unito, Giappone, Hong Kong e Finlandia. La graduatoria dimostra come i paesi più competitivi sono quelli che possono contare sul più elevato reddito pro-capite e sulla presenza di economie dinamiche caratterizzate da tassi di disoccupazione contenuti e da un tessuto imprenditoriale molto forte.

L’Italia scende di un gradino, passando dal 43esimo al 44esimo posto della graduatoria. “La competitività dell’Italia – si legge nel report– è migliorata ma più lentamente degli altri“.  Per questa ragione il Paese perde un posto ed è 44esimo, scalzato dalla Russia. Il principale punto di debolezza riscontrato nel nostro sistema economico è quello connesso ai problemi delle banche appesantite di crediti deteriorati. Le riforme, si sottolinea nel report, hanno migliorato la situazione, ma pesano la burocrazia, la fuga delle professionalità e i tempi lunghi necessari perché l’ultima riforma del mercato del lavoro dispieghi i propri effetti.

La classifica appena pubblicata comprende 138 Stati e  fotografa un Vecchio Continente diviso in due: un nord nel complesso più competitivo e un sud in generale difficoltà. Ma anche tra i Paesi del Mediterraneo, l’Italia non brilla. Se la Grecia si ferma all’86esimo posto, la Spagna, 23esima, ci precede di 11 posizioni. Meglio ancora fa la Francia, che sale fino alla 21esima posizione.

Spostando l’attenzione alle economie emergenti, troviamo al Cina al ventottesimo posto, l’India al trentanovesimo (-16), la Russia al quarantreesimo, il Sudafrica al numero 47, mentre il Brasile arretra ancora di 6 posti al posto 81. Il Forum conferma le criticità attuali per il commercio mondiale, sostenendo che la riduzione dell’apertura economica nel pianeta starebbe danneggiando la crescita sostenibile e inclusiva.

A cura di: Rocki Gialanella
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