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Export italiano: in crescita nonostante le difficoltà globali
Tra i mercati esteri più dinamici, spiccano l’aumento del 13 per cento dell’export verso gli Usa, le performance con Francia, Spagna e Polonia e con gli Emirati Arabi Uniti. In calo le vendite verso Cina e Turchia. Buone performance nel manifatturiero, negli alimentari e nella farmaceutica.
Le esportazioni italiane nei primi nove mesi dello scorso anno hanno mostrato una crescita significativa, confermando la capacità delle nostre imprese di competere sui mercati internazionali: una performance che acquisisce maggiore valore se si considerare un contesto economico globale complesso. È quanto emerge dal rapporto dell’agenzia nazionale del sistema camerale Promos Italia, che ha elaborato i dati forniti da Istat Coeweb. La tendenza in numeri: dall’inizio dell’anno a tutto settembre le esportazioni del Belpaese hanno raggiunto i 479 miliardi di euro, pari a un aumento del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. È cresciuto anche l’import, del 3,8%, arrivando a 444 miliardi di euro.
Le regioni italiane che hanno trainato l’export
La Lombardia si conferma la prima regione esportatrice del Paese. Nei primi nove mesi del 2025 ha venduto oltrefrontiera un volume pari a 123 miliardi, in aumento dell’1,8% tendenziale. Allo stesso tempo, è aumentato in modo più deciso anche l’import lombardo, che ha toccato quasi la soglia dei 135 miliardi di euro, con un rialzo del 5,3% sull’anno precedente. A ruota, seguono l’Emilia-Romagna con 63 miliardi di export in lieve crescita (+0,5%) e il Veneto con 59 miliardi, ma quest’ultimo in lieve calo (-0,6%). Spicca su tutti la performance della Toscana, che ha registrato una forte accelerazione (+20%) delle proprie esportazioni a 55 miliardi, mentre l’export del Piemonte è cresciuto dell’1,7% a 46 miliardi.
La provincia di Milano guida il ‘Made in Italy’
Nei primi nove mesi del 2025, a livello territoriale, Milano si colloca al primo posto con 41 miliardi di export e 65 miliardi di import. Firenze spicca per la crescita in percentuale: con 25 miliardi di export, l’aumento è del 48%. Torino e Vicenza restano invece stabili, entrambe vicine ai 20 miliardi. Buone performance anche per le provincie di Bergamo, Brescia e Bologna, tutte oltre i 15 miliardi di export, con Bergamo e Brescia in crescita del 2%. Nonostante un contesto globale complesso, ha affermato Giovanni Rossi, direttore di Promos Italia, il ‘made in Italy’ mostra vitalità in mercati ad alto potenziale. In particolare, la crescita osservata dalle esportazioni verso gli Stati Uniti dimostra che l’impatto dei dazi applicati dall’Amministrazione Trump è stato più contenuto di quanto temuto: un risultato - ha sottolineato ancora Rossi - legato soprattutto a tre fattori: la competitività delle nostre imprese, il valore dei prodotti e anche alla capacità delle filiere produttive di adattarsi.
Export verso mercati esteri: bene Stati Uniti ed Europa
Tra i principali partner commerciali del nostro Paese, nel terzo trimestre l’export italiano è cresciuto soprattutto verso gli Stati Uniti (+13%), nel confronto dei quali ha raggiunto 17 miliardi di euro. In questo contesto, è da segnalare l’importante il contributo arrivato dalla Lombardia, con 3,4 miliardi di euro. Sono aumentate significativamente anche le esportazioni verso la Francia (+13% a 16 miliardi di euro), la Spagna (+12% a 8,8 miliardi), la Polonia (+11% a 5 miliardi) e gli Emirati Arabi Uniti (+15% a 2 miliardi). Nello stesso periodo sono invece diminuite le vendite verso Cina e Turchia.
Export italiano: la locomotiva di manifatturiero, alimentari e farmaceutica
Per quanto riguarda i settori del ‘made in Italy’ che hanno registrato più successo si segnalano, secondo lo studio di Promos Italia, risultati positivi in diversi comparti del manifatturiero. Gli alimentari, altro spunto positivo, sono cresciuti del 5%, con 16 miliardi di esportazioni nel solo terzo trimestre. È risultato resistente rispetto alle difficoltà il settore tessile, il cui volume di vendite si è attestato sui 15 miliardi. È stata invece molto forte la crescita registrata dai prodotti farmaceutici, che hanno segnato un +31% e raggiunto 17 miliardi di euro nel periodo luglio-settembre. Bene anche i metalli (+13%) e i mezzi di trasporto (+16%), entrambi oltre 15 miliardi di euro.
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