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I malanni dell’America Latina

20/10/2016

America Latina

L’economia dell’America Latina è rimasta depressa nella prima metà del 2016 e la debolezza si è protratta nella seconda parte dell’anno. Dopo essere entrata in recessione nell’ultimo trimestre del 2015, il Pil della regione ha registrato una contrazione annuale dell’1,2% nei primi tre mesi del 2016 e di un ulteriore 1% nel secondo trimestre.

Gli ultimi dati economici suggeriscono che la debolezza si è protratta nel terzo trimestre, mentre le principali valute dell’area hanno mostrato una rinnovata instabilità alla fine di settembre.

Il deterioramento economico della prima parte dell’anno ha interessato in maniera più o meno generalizzata tutta la regione. Argentina, Brasile ad Ecuador hanno vissuto un periodo di turbolenza economica e il Pil dei rispettivi paesi ha registrato una contrazione nel secondo trimestre. In Venezuela i dati disponibili suggeriscono che l’economia rimane impantanata in una grave crisi, e nubi nere si addensano sull’outlook per i prossimi mesi. Nel contempo, i dati sul Pil dell’area indicano un rallentamento dell’attività economica in Cile, Colombia e Perù. Gli unici paesi dove la crescita del Pil ha acquistato velocità sono stati Messico, Paraguay e Uruguay.

Per il quarto trimestre dell’anno, nell’ultimo mese le previsioni sulla crescita della regione sono rimaste invariate. Questa stabilizzazione nell’outlook riflette la convinzione degli analisti che le condizioni economiche in Brasile ed Ecuador siano leggermente migliorate rispetto al mese di settembre. Secondo le previsioni di consensus raccolte da Focus Economics questo mese, gli analisti prevedono per il 2016 un calo dello 0,5% nella crescita economica del continente, mentre l’outlook per il 2017 è ancora deludente. Gli analisti hanno tagliato le stime sulla crescita del Pil di uno 0,1% e si aspettano una crescita dell’1,9%.

Dando uno sguardo ai singoli paesi, gli economisti hanno tagliato le previsioni di crescita di Argentina e Colombia per il 2016, mentre rimane invariato l’outlook di sei paesi tra i quali le maggiori economie della regione, ovvero Brasile, Cile e Messico. Le uniche economie per le quali gli analisti hanno rivisto al rialzo le previsioni di crescita sono Ecuador, Paraguay e Perù.

Nel dettaglio, l’Argentina è entrata in una profonda recessione nel secondo trimestre, dopo tre trimestri consecutivi in calo. Il Pil ha visto una contrazione del 3,4% su base annua, da attribuirsi principalmente ad un calo dei consumi privati derivato da un calo dei salari e da un deterioramento del mercato del lavoro. Il dato pesantemente negativo del secondo trimestre fa presagire che la ripresa in Argentina potrebbe rivelarsi più lenta del previsto, nonostante alcuni settori dell’economia, come le costruzioni, inizino a dare i primi timidi segnali di recupero. Gli analisti hanno quindi tagliato le previsioni sul Pil argentino dello 0,3% e prevedono una contrazione dell’1,6% per il 2016. Le aspettative sono di un rimbalzo nel 2017, con una crescita attesa del 3,1% sulla scorta di un incremento della spesa fiscale prima delle elezioni di medio termine e di un aumento degli afflussi di capitali esteri.

Anche per il Brasile le aspettative sono che l’economia del paese carioca quest’anno rimarrà in profonda recessione, a causa dell’impatto che le misure di austerità, le difficili condizioni del credito e l’elevato tasso di disoccupazione stanno avendo sui consumi. Gli analisti prevedono che il 2016 si chiuderà con un Pil in calo del 3,2%, mentre nel 2017 l’economia dovrebbe tornare a crescere ad un tasso dell1%.

A cura di: Paola Sacerdote
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