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L’Istat vede l’economia in ripresa

07/02/2017

Timidi segnali positivi per l’economia del Belpaese. Nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, l’Istat segnala, infatti, «prospettive di miglioramento dell'attività economica nei prossimi mesi».

Allargando il focus, nel documento si legge che la crescita dell’economia statunitense mostra segnali di rallentamento mentre nell’area euro il progresso dell’attività economica prosegue su ritmi moderati. In Italia si rafforza la ripresa del settore manifatturiero a cui si associano il miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie e l’incremento degli investimenti. L’indicatore anticipatore segnala il proseguimento dell’attuale ritmo di crescita dell’attività economica.

Come anticipato, nel dettaglio, giungono altri segnali positivi nella manifattura. Nel novembre scorso (ultimo dato disponibile) la produzione industriale al netto delle costruzioni ha registrato un miglioramento rispetto al mese precedente (+0,7%). Nella media del trimestre settembre-novembre l’indice è aumentato dello 0,9% su base congiunturale trainato dalla robusta crescita dell’energia (+7,5%), mentre i beni di consumo durevoli e i beni strumentali hanno segnato una diminuzione (rispettivamente -1,0% e -0,6%). Nella media del trimestre settembre-novembre, l’indice del fatturato dell’industria è aumentato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Mentre si è registrata una variazione lievemente negativa sul mercato interno (-0,1%) al tempo stesso si è verificato un miglioramento delle vendite sui mercati esteri (+0,7%). La crescita trimestrale ha beneficiato del contribuito positivo di tutti i comparti dell’industria a eccezione dei beni di consumo durevoli (-0,9%).

Nello stesso periodo, gli ordinativi hanno registrato una riduzione significativa (-2,3%), guidata prevalentemente dalla contrazione della componente estera (-5,0%). A novembre gli scambi con l’estero hanno mostrato segnali di ripresa: le esportazioni sono cresciute (+2,2% rispetto al mese precedente) sostenute dalla crescita dell’interscambio sia con l’area Ue sia con i paesi extra-Ue. Le importazioni hanno mostrato un aumento più contenuto (+1,7%) a causa della flessione degli acquisti di beni di consumo durevoli (-3,1%). A dicembre è proseguita l’intensificazione dei flussi commerciali con i paesi extra-Ue, con una dinamica più sostenuta delle importazioni (+6,5%) rispetto alle esportazioni (+2,5%). Gli acquisti di energia e di beni strumentali hanno evidenziato una marcata crescita rispetto al mese precedente (rispettivamente +14,4% e +8,2%). A novembre 2016, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha segnato un aumento del 2,0% rispetto al mese precedente. Nel secondo trimestre 2016, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i dati sui permessi di costruire segnalano, per la prima volta in cinque anni, un aumento della superficie utile abitabile per le nuove abitazioni (+9,1%), mentre per il comparto non residenziale si è registrata una nuova caduta (-7,5%). Nel terzo trimestre 2016, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Nello stesso periodo, secondo i dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, il numero di compravendite di unità immobiliari residenziali è cresciuto del 17,4% in termini tendenziali. 

Nel terzo trimestre 2016, i consumi delle famiglie italiane sono aumentati dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, favoriti dall’incremento del reddito disponibile e del potere di acquisto. A gennaio 2017 si confermano i segnali di rafforzamento dell’inflazione al consumo emersi nei mesi finali dello scorso anno, sostanzialmente legati alle condizioni del quadro esterno. Dopo l’aumento registrato a dicembre (+0,5% su base annua), l’indice dei prezzi per l’intera collettività risulta in accelerazione su base tendenziale (+0,9% la variazione più alta da settembre 2013).

A cura di: Massimiliano D'Amico

Parole chiave:

Istat italia produzione risparmio
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