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Il ritorno dei consumi

13/03/2017

Ma davvero saranno i consumi, che risultano in aumento nell'intero pianeta, a diventare il motore della crescita globale? A esserne convinti sono in molti e diversi money manager stanno puntando in maniera molto decisa su questo segmento dell'economia. Non a caso si sta parlando quasi ovunque di un ritorno dell'inflazione, dovuta chiaramente al fatto che si sta manifestando un chiaro incremento degli acquisti, che per la prima volta dopo un decennio sta spostando il costo della vita in molti paesi.

Vediamo i motivi fondamentali che sono alla base di questa analisi.

Le famiglie tornano ad acquistare. A stupire in positivo nei maggiori blocchi economici del pianeta sono i consumi delle famiglie. È notorio infatti che gli investimenti, sia pubblici sia privati, sono al lumicino, anche se l'America che crede in Trump spera che ci sia un'inversione di tendenza in questo campo, ma la domanda domestica nelle economie più sviluppate e in quelle meno avanzate tutto sommato ha sorpreso positivamente. Non si tratta certamente di un boom, però in Cina e in Usa le vendite al dettaglio continuano a mostrare un robusto andamento, con comparti come l'auto ai massimi storici. In Europa il quadro è più variegato, all'interno però di un ribilanciamento interessante: la parte più vitale dell'economia tedesca, che finora aveva visto una presenza dei consumi molto limitata, è ormai legata alla domanda domestica dello stato e dei privati e ciò sta trascinando anche una timida ripresa nelle economie più disastrate dell'Eurozona, Italia inclusa.

Cala la disoccupazione. Negli Usa alla base dello sviluppo vi è la creazione netta mensile di 150-170 mila posti di lavoro, che sta spingendo comunque gli stipendi a rialzi annuali intorno al 2,5%. Dall'altra parte in Cina le vendite al dettaglio continuano mese dopo mese a venire su di oltre il 10% su base annua, un valore molto superiore a quello registrato dall'espansione del Pil. Inoltre la creazione e l'affermarsi di nuovi marchi in Cina in settori vitali quali l'It, l'abbigliamento e l'auto sta dando un'ulteriore spinta e la continua ascesa delle aziende del Dragone nella catena del valore aggiunto è un elemento fondamentale per sostenere i redditi nazionali.

Nuovi mercati. Si stanno creando quasi ex novo alcuni nuovi mercati, tra i quali il più rilevante è l'India. Il Pil pro capite locale è attualmente intorno a 1.600 dollari, un valore molto inferiore rispetto ai 3.300 dell'Indonesia, i 5.700 della Thailandia e gli 8.100 della Cina, ma grazie alle riforme strutturali attuate dal primo ministro Modi la crescita del prodotto interno lordo indiano dovrebbe accelerare fino all'8-9% all'anno, il che sarebbe molto positivo per i settori legati ai consumi. Grazie a una classe media in netto miglioramento, sempre più persone sono in grado di comprare per la prima volta una motocicletta, un'auto, un appartamento o una casa.

Il ritorno degli emergenti. Indubbiamente la risalita dei corsi delle materie prime sta manifestando effetti benefici sulla capacità di spesa delle popolazioni in alcune delle economie più dipendenti dalle quotazioni delle commodity. In pratica diverse economie in via di sviluppo continuano a progredire, chi più chi meno, e le popolazioni, spesso giovani e desiderose di consumi di alto standard, hanno ripreso a dare un contributo di notevole impatto. Anche paesi come la Russia e il Brasile, che hanno appena superato crisi profondissime, sembrano rientrare in situazioni più favorevoli.

A cura di: Alessandro Secciani
Parole chiave: consumi, inflazione, usa, cina, europa
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