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Inflazione: dalla guerra in Iran rischio stangata per le famiglie
Italia vulnerabile al rincaro dei carburanti perché gran parte delle merci viene trasportata su gomma. Federconsumatori proporne la riduzione dell’IVA sui beni essenziali, il taglio temporaneo delle accise, la creazione di un fondo contro la povertà energetica e controlli contro la speculazione.
L'escalation del conflitto in Medio Oriente, iniziato con la crisi in Israele e sfociato poi nella guerra all'Iran, rischia di avere conseguenze pesanti e dirette nel portafoglio degli italiani. Tra carburanti e bollette - secondo i calcoli dell'ONF (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) - una famiglia potrebbe trovarsi a sostenere fino a 649,64 euro di spese aggiuntive all'anno, una cifra che si aggiunge a una situazione economica già fragile e che rafforza le incertezze con cui il Paese guarda al futuro. I dati diffusi dall'Istat sulle vendite al dettaglio di gennaio non sono rappresentativi della situazione: fotografano, infatti, un quadro precedente all'attuale crisi internazionale. Le vendite registrano un +2,3% in valore e +0,9% in volume sul 2025, ma si tratta di numeri che riflettono una fase ormai superata dagli eventi.
L'impatto è già visibile sui carburanti
Già prima della crisi, secondo le associazioni dei consumatori, si registravano difficoltà: nella grande distribuzione, infatti, i prezzi degli alimentari e il valore delle vendite crescevano più rapidamente dell'inflazione, segno di un aumento della spesa necessario per acquistare quantità di beni simili. E lo scenario rischia di peggiorare. Il conflitto in Medio Oriente, stima Federconsumatori, potrebbe incidere non solo sul costo dell'energia ma anche su quello dei beni di largo consumo, nella previsione di costi di trasporto e produzione più cari. Le prime conseguenze sono già visibili sui carburanti. L'ONF stima che un automobilista medio, considerando benzina e diesel, potrebbe subire rincari di circa 186,64 euro l'anno, inclusi sia i costi diretti alla pompa sia quelli indiretti legati all'aumento dei prezzi dei prodotti trasportati su gomma.
Ripercussioni sull'intero sistema economico
Non bisogna poi dimenticare gli effetti che sta avendo, a pioggia, la marcata accelerazione del prezzo del petrolio. A quelli già citati, infatti, si aggiungono i rincari che si stanno vedendo nel settore energetico. Per una famiglia tipo che utilizza il gas per riscaldamento, acqua calda e cucina, l'aumento stimato in bolletta è di 349 euro annui, mentre per l'energia elettrica si prevedono 114 euro in più. Complessivamente il conto sale a quasi 650 euro di maggiori spese annue. Un impatto che, secondo le associazioni dei consumatori, potrebbe ripercuotersi sull'intero sistema economico se non verranno adottate misure urgenti. È necessario che gli annunci di preoccupazione si traducano in azioni concrete a favore delle famiglie, sottolineando come il potere d'acquisto sia stato già fortemente ridotto negli ultimi anni.
Le proposte per aiutare i consumatori
Tra le proposte dell'associazione dei consumatori figurano una rimodulazione dell'Iva sui beni di largo consumo, che potrebbe garantire un risparmio superiore ai 500 euro annui per famiglia, la creazione di un fondo contro la povertà energetica e alimentare e un rafforzamento dei controlli contro possibili fenomeni speculativi lungo le filiere. Proprio quest'ultimo tema è stato al centro di una riunione urgente della Commissione di allerta sui prezzi convocata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi. Le associazioni chiedono interventi immediati per evitare rincari ingiustificati, ricordando quanto accaduto dopo la crisi energetica seguita alla guerra russo-ucraina, quando molti prezzi non tornarono più ai livelli precedenti.
Secondo gli osservatori, l'aumento dei carburanti – che in Italia incidono fortemente sul costo finale dei beni, trasportati per oltre l'86% su gomma – potrebbe avere effetti a catena su logistica, fertilizzanti e trasporti, con un conseguente rialzo dei prezzi di beni e servizi. Per questo le associazioni dei consumatori chiedono una temporanea sterilizzazione delle accise sui carburanti, pari a 20 centesimi al litro, oltre alla rimodulazione dell'Iva su carburanti e beni di prima necessità, per evitare che la nuova crisi internazionale si traduca nell'ennesima stangata per le famiglie italiane.
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