Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy o negare il consenso al loro utilizzo clicca qui. Continuando la navigazione o chiudendo il banner ne autorizzi l'uso.
Scopri gratuitamente il nostro servizio

COMPILA IL MODULO PER ESSERE RICHIAMATO

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

DATI DI CONTATTO

* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

INFORMAZIONI ADDIZIONALI

PRIVACY E CONDIZIONI DI UTILIZZO

Casa, un investimento tornato interessante

16/04/2018

Sono ormai diversi anni che operatori, potenziali acquirenti e semplici possessori di case si chiedono se l’immobiliare in Italia abbia raggiunto il suo livello minimo e possa tornare a crescere. In pratica la domanda è semplice: a più di 10 anni dallo scoppio della crisi del mercato immobiliare è tornato interessante investire nel classico mattone o si rischia di mettere a segno l’ennesima minusvalenza acquistando un appartamento? La risposta non è semplice ovviamente e si scontrano in questo caso sia elementi positivi sia negativi. Vediamo i principali punti a favore di una ripresa dei prezzi nel settore residenziale, vale a dire gli appartamenti per abitazione. Molto più complessa è invece la situazione per quanto riguarda uffici, negozi, case di vacanza, capannoni industriali e altre tipologie che si muovono logiche proprie.

Sono ripartite le compravendite. Sono ormai tre anni che dai dati ufficiali registrati dall’Agenzia delle entrate risulta in maniera estremamente chiara che il mercato delle case è ripartito: nel corso del 2017 gli immobili residenziali che hanno cambiato proprietario sono stati 542.480, con una crescita di quasi il 5% rispetto all’anno precedente, che già aveva visto un notevole incremento rispetto all’anno prima. Ciò significa che nel corso dell’anno passato un italiano su 100 o una famiglia su 30 circa ha acquistato una casa. Il fenomeno è sottolineato anche dalla riduzione dei tempi di vendita.

Prezzi ai minimi. Dal 2007, anno in cui il valore di mercato delle case italiane raggiunse il massimo, è stato calcolato che in media il valore delle abitazioni ha perso ben oltre il 40%. Secondo l’ufficio studi di Tecnocasa, infatti, l’indice dei prezzi immobiliari è passato dal valore 100 del 1° gennaio 2008 a 59,0 nel Nord Italia, a 56,9 nel Centro e a 54,9% nel Sud alla fine del 2017. Sempre nel 2017 la perdita di valore del real estate italiano si è collocata tra l’1% e il 2%. Nel corso dell’ultimo decennio non c’è stato un solo anno che abbia visto un sia pur lieve recupero.

Se questi dati sono indubbiamente sconsolanti per chi pensa di investire, è indubbio che è difficile, dopo una sciacquata del genere, che ci possano essere ulteriori consistenti perdite. In pratica dovrebbe essere stato toccato il fondo.

Primi segnali di ripresa dei prezzi. E la speranza che anche le quotazioni delle case possano ripartire trova una prima conferma dai dati del mercato milanese, che finora ha quasi sempre anticipato il trend nazionale. «È proseguita la risalita dei prezzi a Milano», continua l’ufficio studi di Tecnocasa. «Nella seconda parte del 2017 i valori immobiliari di Milano hanno registrato un aumento del 2,5%. In alcune aree, come Bovisa Sempione, l’incremento è arrivato al 4%». Si tratta chiaramente di un piccolo timido segnale, ma certamente incoraggiante.

Tassi ai minimi. Attualmente i tassi dei mutui sono su livelli come forse non si erano mai visti prima: trovare un tasso fisso al di sotto dell’1,50% è facile e questo fatto rende possibile ad ampie fasce di reddito indebitarsi per comprare.

Ripresa economica. Sia pure in termini molto contraddittori e con una stabilità non certo a prova di bomba, ma l’Italia sta vedendo per la prima volta dopo diversi anni una discreta ripresa della sua economia. Nulla di eclatante, ma, rispetto al cupo pessimismo degli anni passati, si tratta di un notevole passo in avanti che dovrebbe dare forza a tutti i settori ciclici, edilizia in primis.

Il ritorno degli investitori.  Ancora secondo i dati Tecnocasa, «nel secondo semestre del 2017 emerge che il 18,5% degli acquisti è stato concluso da investitori, contro il 17,6% del primo semestre dello stesso anno». Del resto con il mercato obbligazionario che fornisce ritorni ridicoli e scarsissime certezze, l’investimento nel mattone è tornato ampiamente competitivo, con rendimenti medi lordi intorno al 5% e la possibilità di vedere nel corso degli anni una plusvalenza degli immobili acquistati.

A cura di: Alessandro Secciani
Come valuti questa notizia?
Casa, un investimento tornato interessante Valutazione: 0/5
(basata su 0 voti)
Qualsiasi decisione di investimento che venga presa in relazione all'utilizzo di informazioni ed analisi presenti sul sito è di esclusiva responsabilità dell'investitore, che deve considerare i contenuti del sito come strumenti di informazione. Le informazioni, i dati e le opinioni fornite all’interno della sezione “news” di questo sito si basano su fonti ritenute affidabili ed in buona fede; in nessun caso, tuttavia, si potrà ritenere che Innofin SIM abbia rilasciato attestazioni o garanzie, esplicite o implicite, in merito alla loro attendibilità, completezza o correttezza. Lo scopo dei dati e delle informazioni divulgate attraverso la sezione “news” del sito è prettamente informativo; esse non rappresentano, in alcun modo, una sollecitazione all'investimento in strumenti finanziari.
« Notizia precedente
Le mutazioni dello shale oil
Notizia successiva »
Bond convertibili, un’opzione per il lungo termine
ARTICOLI CORRELATI
La bella addormentata si sta svegliando pubblicato il 2 luglio 2018
Italia, Pil all’1,4% ma attenzione ai prezzi del greggio pubblicato il 29 maggio 2018
La casa al posto dei Btp pubblicato il 15 giugno 2018
Le mutazioni dello shale oil pubblicato il 13 aprile 2018
Meglio un approccio cauto sui bond pubblicato il 6 luglio 2018