Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy o negare il consenso al loro utilizzo clicca qui. Continuando la navigazione o chiudendo il banner ne autorizzi l'uso.
Scopri gratuitamente il nostro servizio

COMPILA IL MODULO PER ESSERE RICHIAMATO

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

DATI DI CONTATTO

* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

INFORMAZIONI ADDIZIONALI

PRIVACY E CONDIZIONI DI UTILIZZO

Dalla spinta monetaria a quella fiscale

06/12/2018

Dalla spinta monetaria a quella fiscaleAllontanarsi dalla prudenza fiscale può destare preoccupazioni, come dimostrato dalle agenzie di rating che recentemente hanno tagliato l’outlook e attuato un downgrade sul rating sovrano italiano in risposta ai piani del Governo di aumentare i sussidi pubblici e di perpetuare tagli fiscali

Un’ulteriore mossa negativa sui rating italiani non può essere esclusa. Il piano fiscale della coalizione prevede solo una stabilizzazione del rapporto debito/Pil, non lasciando spazio fiscale per rispondere ad eventuali shock. L’Italia è il secondo Paese più indebitato dell’Eurozona dopo la Grecia, con un rapporto debito/Pil superiore al 130%. Non sorprende quindi che i mercati stiano chiedendo un premio più elevato per investire sul debito italiano. Guardando avanti, riteniamo che gli spread resteranno probabilmente elevati e la volatilità non diminuirà facilmente.

Anche il Governo britannico sembra essere sempre più incline ad aumentare la spesa pubblica, come dimostrato dal bilancio britannico di ottobre. Ciò, insieme a un’inflazione elevata e alla possibilità di ulteriori rialzi dei tassi di interesse, rende i Gilt particolarmente vulnerabili nel medio termine.

Negli Stati Uniti, il Governo ha già cambiato i piani di spesa fiscale, attraverso i tagli alle tasse e una gamma di misure fiscali che hanno contribuito all’aumento del deficit di bilancio del 17% circa per l’anno fiscale conclusosi a settembre 2018. Secondo il Congressional Budget Office, il deficit di bilancio annuale potrebbe superare i 1.200 miliardi di dollari entro il 2022, il che implicherebbe un deficit fiscale del 5,3% del Pil.

La situazione negli Stati Uniti sta chiaramente peggiorando e ciò potrebbe mettere in dubbio il ruolo dei Treasury come beni rifugio. Potrebbe volerci diverso tempo, ma quando il mercato alla fine si troverà a dover affrontare le implicazioni di un deficit fiscale ampio per le generazioni future, i Treasury a scadenza più lunga potrebbero essere più a rischio.

Tra i Paesi emergenti spicca l’India, a causa della sua recente decisione di cedere alla tentazione della generosità fiscale. In vista delle elezioni della prossima primavera che probabilmente saranno combattute, il Governo sta tentando di conquistare gli elettori aumentando la spesa pubblica, a scapito della disciplina fiscale. Gli investitori hanno reagito a tale deterioramento punendo le obbligazioni domestiche e la rupia, sebbene le valutazioni di entrambe siano moderatamente attraenti.

Infine, la Cina è un caso speciale, dato che il suo deficit fiscale non si è mai realmente ripreso dal deterioramento del 2016. La Cina sembra trovarsi in una situazione paradossale, dato che da un lato vuole ridurre il suo deficit di bilancio e dall’altro vuole tagliare le tasse e aumentare la spesa per supportare l’economia in rallentamento. Anche se non prevediamo che il renminbi cinese oltrepasserà la soglia chiave di cambio a 7 rispetto al dollaro, potrebbe trattarsi del sacrificio che le autorità dovranno fare per supportare l’economia.

Secondo il team di T. Rowe Price, sembra che i mercati finanziari si trovino ad un punto di svolta, in cui le politiche monetarie di allentamento vengono sostituite da stimoli fiscali, spese più elevate e tagli alle tasse. Ciò è in parte legato alla crescente percezione che la politica monetaria abbia ormai fatto tutto ciò in cui si poteva sperare in termini di aumento dei tassi di crescita economica in tutto il mondo, e che le banche centrali stiano reagendo alzando i tassi di interesse. 

A cura di: Rocki Gialanella
Come valuti questa notizia?
Dalla spinta monetaria a quella fiscale Valutazione: 0/5
(basata su 0 voti)
Qualsiasi decisione di investimento che venga presa in relazione all'utilizzo di informazioni ed analisi presenti sul sito è di esclusiva responsabilità dell'investitore, che deve considerare i contenuti del sito come strumenti di informazione. Le informazioni, i dati e le opinioni fornite all’interno della sezione “news” di questo sito si basano su fonti ritenute affidabili ed in buona fede; in nessun caso, tuttavia, si potrà ritenere che Innofin SIM abbia rilasciato attestazioni o garanzie, esplicite o implicite, in merito alla loro attendibilità, completezza o correttezza. Lo scopo dei dati e delle informazioni divulgate attraverso la sezione “news” del sito è prettamente informativo; esse non rappresentano, in alcun modo, una sollecitazione all'investimento in strumenti finanziari.
« Notizia precedente
Wall Street ha paura anche della sua ombra
Notizia successiva »
Affare Huawei, ormai è guerra fredda
ARTICOLI CORRELATI
Tassi puntano al ribasso: su economia mondiale troppe incertezze pubblicato il 13 giugno 2019
Pro e contro gli Em pubblicato il 23 maggio 2019
Draghi prolunga la traversata nel deserto pubblicato il 8 marzo 2019
Emergenti, occhio all’Asia pubblicato il 15 marzo 2019
Le diverse facce del debito pubblicato il 27 marzo 2019