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Approccio wait and see per la Fed

31/01/2019

Approccio wait and see per la Fed

Nessuna sorpresa è pervenuta dalla riunione di gennaio della Federal Reserve statunitense. Il Fomc (Federal Open Market Committee) ha deciso all’unanimità di mantenere i tassi d’interesse all’interno del range 2,2%- 2,5%.

L’istituzione presieduta dal governatore Jerome Powell si affida al wait and see, il leirmotiv che ha caratterizzato l’approccio della Fed negli ultimi mesi, dopo che i timori per la decelerazione economica globale hanno cominciato a svolgere un ruolo di primo piano nella frenata della politica monetaria restrittiva avviata qualche anno addietro.

La dichiarazione del FOMC non ha sorpreso il mercato in quanto, nelle prime settimane di gennaio, la Banca Centrale aveva già attentamente espresso la propria linea politica e le sue intenzioni di sospendere l'incremento dei tassi. Con i rischi di downside in aumento e l'inflazione al di sotto del 2%, le condizioni attuali offrono alla Fed la possibilità di essere più cauta rispetto al ciclo di aumento dei tassi. Con l'economia che rimane solida, la Fed aspetterà di vedere come la politica monetaria si trasmetterà all'economia reale nei prossimi mesi, prima di aumentare nuovamente i tassi d'interesse.

L'atteggiamento accomodante della Fed non è stato necessariamente sorprendente alla luce dei dati, solidi per quanto riguarda l'occupazione, ma leggermente in calo nel complesso. Con l'inflazione relativamente sotto controllo, questo scenario giustifica un tono più prudente in termini di normalizzazione della politica monetaria, suggerendo meno di due aumenti nel 2019. Il dollaro potrebbe indebolirsi rispetto ad altre valute e i rendimenti dei Treasury si ridurranno lungo tutta la curva favorendo questa esposizione, fattore che potrebbe essere positivo anche per il debito locale dei mercati emergenti.

Nel suo ultimo discorso di Jackson Hole, Powell aveva delineato un approccio che potrebbe diventare il cuore della strategia della Fed. In quel discorso Powell ha minimizzato l'importanza delle stime empiriche del tasso neutrale, e ha evidenziato piuttosto l'importanza della dipendenza dai dati reali. L'approccio potrebbe essere riassunto come una strategia attendista - "wait-and-see" - con la quale i funzionari si basano soprattutto sui dati effettivamente registrati, e in particolare sui dati reali relativi all’inflazione. Tale strategia ricorderebbe la politica monetaria del presidente Alan Greenspan a metà degli anni Novanta. Come ha osservato lo stesso Powell, la strategia di Greenspan ha permesso alla ripresa economica di continuare per un tempo record di 10 anni, ed è considerata uno dei punti più alti nella storia della politica monetaria statunitense.

Se il discorso di Jackson Hole ha delineato una possibile via da seguire, il problema è che la transizione verso questa nuova strategia è stata finora molto titubante. In diversi casi Powell e altri membri della Fed hanno confuso le acque, ritornando apparentemente indietro, o semplicemente non essendo chiari sul loro impegno verso questo nuovo approccio. 

Una spiegazione per capire meglio questo comportamento può essere individuata nelle parole pronunciate dal governatore durante la press conference di ieri. Powell ha segnalato la presenza di segnali di conflitto da valutare con molta attenzione: la mancata soluzione della Brexit e l’ultimo lungo shutdown negli Usa. In siffatto scenario, la parola d’ordine utilizztaa da Powell è pazienza, in attesa che lo scenario internazionale offra segnali precisi o schiarite per alcune situzione controverse.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: fed, tassi, powell, usa
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