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BlueBay: mercati tranquilli, aspettando l’autunno

03/09/2020

BlueBay: mercati tranquilli, aspettando l’autunno

Gli investitori, complici le vacanze estive e l’impasse di novità rilevanti sia dal fronte economico sia da quello della crisi da coronavirus, hanno preferito tirare i remi in barca in queste settimane. I mercati finanziari, infatti, mostrano una relativa calma e si stanno muovendo – come si dice in gergo – lateralmente. Tutti sono in attesa dell’autunno, di sapere come si evolverà la pandemia (e se minaccerà nuovi lockdown) e di conoscere, soprattutto, il risultato delle presidenziali Usa, perché la politica dei democratici (lo sfidante Joe Biden) e dei repubblicani (l’attuale inquilino della Casa Bianca, Donald Trump) sono agli opposti.

Negli Usa il miglioramento economico si è appiattito

Nel frattempo, ha rilevato Mark Dowding, CIO di BlueBay, negli USA alcuni segnali di progresso nelle trattative fiscali hanno sostenuto il sentiment, anche se il ritardo nell’annuncio delle nuove misure potrebbe iniziare a pesare sui prossimi dati economici. Per questo, rileva, “dopo diversi mesi in cui l’attività economica è rimbalzata bruscamente, ci sono diversi segnali nei dati ad alta frequenza sul mercato del lavoro e i consumi che questo miglioramento si sia appiattito nelle ultime settimane”. Anche perché le minute della Fed non hanno fornito informazioni significative e i dialoghi USA-Cina sono stati sospesi, “tuttavia – ammette - vediamo pochi rischi per l’accordo commerciale Phase 1, anche se è probabile che vi sarà un aumento della retorica anti-Cina nel corso della campagna elettorale”.

L’attenzione sulle elezioni presidenziali

Gli sviluppi a Washington probabilmente domineranno i pensieri degli investitori per i prossimi due mesi circa. “Per ora i democratici – afferma Dowding - continuano ad avere un buon margine sui repubblicani, ma negli ultimi giorni l’impressione è che questo margine si stia restringendo, in particolare nella corsa al Senato”. Per questo motivo le probabilità di un’“onda blu”, con una vittoria completa dei democratici nell’elezione del presidente, al Senato e alla Camera, sembrano essere diminuite. Questo resta comunque lo scenario di base al momento, ma può ancora succedere molto nei prossimi due mesi. Infatti, se da una parte i circoli democratici temono che Biden perda supporto ogni volta che apre bocca, dall’altra gli strategist repubblicani sembrano essere giunti alla conclusione di non poter fare molto per migliorare il tasso di approvazione di Trump al 40% e di conseguenza puntano ad attaccare Biden.

In Europa il Covid è la maggiore incognita

Nel frattempo in Europa i contagi di Covid-19 sono in aumento e hanno fatto incrementare le restrizioni alla mobilità, mentre la Francia ha reso obbligatorio l’uso delle mascherine in tutti i luoghi di lavoro. In particolare, secondo Mark Dowding, “queste misure potrebbero limitare i tentativi dei policymaker di far tornare i dipendenti sul posto di lavoro e normalizzare l’attività economica. Più in generale, vediamo margine per un divario più ampio tra l’Europa settentrionale e meridionale e sarà importante osservare se lo stress economico provocherà un aumento della volatilità politica nei prossimi mesi”.

Regno Unito: di male in peggio

“Se la politica statunitense può apparire a tratti una commedia, quella britannica ormai assomiglia più a una buffonata” dice Dowding, secondo cui “con la ripartenza delle trattative su Brexit, la speranza è che il Governo sia in grado di ottenere almeno un accordo scarno con l’Unione all’ultimo minuto nelle prossime settimane. Tuttavia, di fronte alla realtà incombente dell’uscita, sembra che vi siano ancora molti aspetti da risolvere e su cui trovare un compromesso. Per ora, il mantra del Governo Johnson sembra essere che se qualcosa può andare male, lo farà”. A questo punto, ammette, “crediamo che un accordo verrà raggiunto a settembre, ma anche questa potrebbe rivelarsi una vittoria di Pirro. Da questo punto di vista, manteniamo una view relativamente negativa sulla sterlina e gli asset britannici”.

Sonnolenza estiva per i mercati, tranne che sul forex

I mercati valutari sono stati un’area di interesse per gli investitori in questo mese, con l’indebolimento del dollaro, che ha toccato nuovi minimi rispetto all’euro nell’ultima settimana. Tuttavia, l’impressione è che questo trend abbia perso molto dello slancio iniziale. Viceversa, stima Dowding, “le valute emergenti hanno sottoperformato nella loro reazione alla debolezza del biglietto verde, sottolineando alcune delle sfide fondamentali che l’asset class deve affrontare in assenza di flussi nell’azionario e obbligazionario in valuta locale da inizio anno”. Nell’ultima settimana, il rublo russo è finito sotto pressione per via delle tensioni politiche in Bielorussia. “Gli sviluppi a Minsk – secondo l’analista - creano il rischio di un intervento russo, che potrebbe provocare ulteriori sanzioni internazionali e possibili fughe di capitali”.

A cura di: Fernando Mancini
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