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Conto di base: Banca d’Italia chiede più attenzione per i clienti vulnerabili
Gli intermediari dovranno spiegare le ragioni di eventuali rifiuti, informare sui sistemi di ricorso e non indirizzare i clienti verso prodotti più costosi quando il conto di base è adeguato alle loro esigenze. Il conto dovrà essere maggiormente pubblicizzato e il personale adeguatamente formato.
Il conto di base garantisce a tutti l’accesso ai principali servizi bancari, ma in Italia resta poco diffuso. Secondo Banca d’Italia, ben oltre 7 milioni di residenti, infatti, potrebbero potenzialmente ottenerlo gratuitamente. L’Istituto richiama quindi banche, Poste Italiane e i prestatori di servizi di pagamento a un ruolo più attivo nell’offerta, soprattutto nei confronti delle persone economicamente più vulnerabili.
Il conto corrente di base è stato introdotto dalla normativa europea e consente di effettuare le principali operazioni bancarie a fronte, quando previsto, di un canone annuale. È gratuito per chi ha un ISEE inferiore a 11.600 euro e per i pensionati con redditi da pensione inferiori a 18.000 euro. Il diritto all’apertura spetta ai consumatori legalmente soggiornanti nell’Ue, senza discriminazioni legate alla residenza. La normativa riguarda anche rifugiati, richiedenti asilo e persone senza fissa dimora, nel rispetto delle regole antiriciclaggio.
Le difficoltà nell’apertura del conto di base
Le verifiche di Banca d’Italia - in una nota sugli ‘Orientamenti di Vigilanza sul comportamento degli intermediari’ - hanno però evidenziato diversi ostacoli. In alcuni casi il prodotto non viene adeguatamente pubblicizzato, non è inserito nel catalogo dell’intermediario o non viene proposto ai clienti vulnerabili. Sono stati inoltre segnalati rifiuti o resistenze ingiustificate nei confronti di alcuni richiedenti, compresi consumatori legalmente soggiornanti nell’Ue ma non residenti nel nostro Paese. L’Istituto sottolinea che valutazioni sul rischio di riciclaggio devono essere effettuate caso per caso: l’appartenenza a una categoria considerata potenzialmente rischiosa non può determinare automaticamente il rifiuto del conto. Problemi possono derivare anche dai sistemi informatici, che non sempre gestiscono documenti legittimi ma meno comuni, come un codice fiscale provvisorio o la ricevuta della richiesta di permesso di soggiorno.
Più trasparenza e informazione sul conto di base
La Banca d’Italia chiede quindi agli intermediari di adeguare procedure, sistemi e regole interne per eliminare questi ostacoli. In caso di rifiuto, il cliente dovrà comunque essere informato tempestivamente delle motivazioni, salvo le eccezioni previste dalla legge, e della possibilità di rivolgersi alla Banca d’Italia o all’Arbitro Bancario Finanziario. L’Istituto di Via Nazionale chiede inoltre di evitare che chi cerca un conto di base venga indirizzato verso prodotti alternativi più costosi. Quando il conto è adatto alle esigenze del cliente, dovrà essere proposto effettivamente, con informazioni chiare sulle diverse condizioni.
Più pubblicità nelle filiali e online sul conto di base
Gli intermediari dovranno dare maggiore visibilità al conto di base sui siti web, sulle app e nelle filiali, evidenziando soprattutto la gratuità prevista per le fasce più vulnerabili. È richiesta anche una formazione specifica del personale, così da garantire una corretta individuazione dei potenziali beneficiari e un’assistenza adeguata. Banca d’Italia invita inoltre a valutare il passaggio al conto di base gratuito per i clienti che già possiedono un altro conto e che hanno i requisiti per usufruirne.
Conti di base: la scadenza del 30 novembre
La Banca d’Italia chiede infine controlli periodici su procedure, sistemi informatici e comportamenti del personale, oltre a un monitoraggio delle difficoltà segnalate dai clienti. Entro il 30 novembre 2026 Compliance e Internal Audit dovranno verificare il pieno rispetto delle indicazioni. Eventuali carenze dovranno essere accompagnate da un piano di intervento. L’obiettivo è fare in modo che il conto di base non sia soltanto un diritto previsto dalla legge, ma un servizio realmente accessibile alle persone che ne hanno bisogno.