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Banca d’Italia: frodi nei pagamenti digitali fenomeno limitato

Le misure di prevenzione come la verifica dell’IBAN del beneficiario hanno contenuto le truffe. Sempre più spesso i clienti vengono manipolati e convinti ad autorizzare i pagamenti. Questa modalità rappresenta il 72 per cento del valore e il 58 per cento del numero delle frodi sui bonifici.

31/07/2026
cubi con lettere impresse formano la scritta frode, vicino rotoli di banconote
Report di Banca d'Italia sulle frodi registrate nel sistema dei pagamenti

I pagamenti digitali in Italia restano complessivamente sicuri e, se da una parte le truffe diventano sempre più basate sull'inganno e sulla manipolazione delle persone, dall’altra migliorano i dati relativi ai bonifici istantanei. Per questo, secondo un report di Banca d’Italia, accanto agli strumenti tecnologici di sicurezza, resta fondamentale la prudenza degli utenti. Nel secondo semestre del 2025, in particolare, si sono registrati 10 casi di frode ogni 100mila operazioni: lo 0,010% del totale. In sostanza, le frodi nei pagamenti digitali continuano sì a rappresentare un fenomeno contenuto nel Paese, ma restano una delle principali aree di attenzione per le autorità di vigilanza e per gli operatori.

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Bonifici e carte: livelli di rischio diversi

I dati illustrati da Banca d’Italia dimostrano che la grande maggioranza dei pagamenti digitali avviene regolarmente. Tuttavia, dietro queste percentuali molto basse si nascondono perdite economiche (per consumatori e operatori del settore) e modalità di truffa che continuano a evolversi. Il rischio varia, comunque, molto a seconda dello strumento utilizzato. Per esempio, i bonifici ordinari si confermano tra i sistemi più sicuri: nel periodo considerato si sono registrati circa 4 casi fraudolenti ogni 100mila operazioni e perdite pari a 2 euro ogni 100mila euro transati. Anche i prelievi agli sportelli automatici presentano tassi molto contenuti: 5 casi di frode ogni 100mila operazioni.

Più elevati, anche se in calo, sono invece i tassi relativi alle carte di debito e di credito e agli strumenti di moneta elettronica, tra cui rientrano le carte prepagate. Per queste ultime si sono registrati 18 casi fraudolenti ogni 100mila operazioni, mentre per le carte di pagamento il dato è stato di 9 casi ogni 100mila. La differenza riguarda anche l'importo medio delle frodi. I raggiri sui bonifici possono produrre perdite molto più elevate: l'importo medio è stato di 5.509 euro per i bonifici ordinari e di 1.850 euro per quelli istantanei. Si scende a 505 euro per i prelievi da ATM, 80 euro per i pagamenti con carta e 41 euro per le operazioni effettuate con moneta elettronica.

Calano le frodi sui bonifici istantanei

Un dato significativo riguarda i bonifici SEPA istantanei. Per loro tasso di frode resta più alto rispetto a quello dei bonifici ordinari, ma è calato in modo importante. Nel secondo semestre del 2025 le frodi sono state lo 0,028% del valore delle operazioni e lo 0,012% del numero dei bonifici istantanei. Il dato è diminuito del 38% rispetto al semestre precedente e del 53% rispetto allo stesso periodo del 2024. A contribuire al miglioramento, secondo l'analisi, sono state anche le nuove misure di prevenzione e sensibilizzazione adottate dagli operatori. Tra queste rientra la verifica dell’IBAN del beneficiario, introdotta dal 9 ottobre 2025 nell'ambito della nuova normativa Ue sui pagamenti istantanei.

Il commercio online resta più esposto

Le operazioni a distanza, come gli acquisti online, continuano a essere più esposte alle frodi rispetto ai pagamenti fatti nei negozi con POS fisico. Nel periodo il tasso di frode sul valore delle operazioni di e-commerce è sceso allo 0,060% per le carte e allo 0,039% per la moneta elettronica. Nei pagamenti effettuati nei negozi, invece, il dato è rimasto più basso e stabile: 0,006% per le carte e 0,008% per la moneta elettronica. Un rischio maggiore riguarda anche le operazioni transfrontaliere, quelle dirette soprattutto verso Paesi esterni allo Spazio Economico Europeo. Queste rappresentano una piccola parte dei pagamenti totali, ma concentrano una quota molto più elevata delle frodi.

Crescono le truffe basate sulla manipolazione

Aumentano le frodi in cui il cliente viene ingannato e convinto ad autorizzare personalmente un pagamento a favore del truffatore. Questa modalità è ormai prevalente nei bonifici e rappresenta il 72% del valore e il 58% del numero delle frodi. L'autenticazione forte offre una maggiore protezione, ma le perdite continuano a ricadere soprattutto sui clienti: nel caso dei bonifici la quota è del 92%. La futura normativa europea PSD3/PSR introdurrà rimborsi obbligatori in alcuni casi, soprattutto quando il truffatore si spaccia per la banca o per il prestatore di servizi di pagamento.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

banca d'italia frodi bonifici
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