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Credito: anche in Italia il ‘Buy Now Pay Later’ passa al checkout
Le piccole rate dei pagamenti può nascondere l'accumulo di più debiti contemporaneamente. Il BNPL può diventare un canale alternativo al credito bancario, soprattutto per chi ha difficoltà nei finanziamenti. La normativa Ue punta a rafforzare trasparenza e valutazione della capacità di rimborso.
Il credito al consumo sta cambiando volto. Non arriva più soltanto attraverso una banca, una finanziaria o una carta revolving: sempre più spesso compare direttamente nel momento dell’acquisto online. Basta selezionare un’opzione al checkout e il pagamento viene suddiviso in più rate. Un fenomeno che è in crescita anche nel nostro Paese. È il modello del ‘Buy Now, Pay Later (BNPL)’, il “compra ora, paga dopo” che negli ultimi anni si è affermato soprattutto nell’e-commerce. In Italia il mercato è ancora relativamente giovane, ma la crescita è stata rapidissima. È quanto emerge infatti da un report di Banca d’Italia: tra il 2021 e il 2024 le transazioni BNPL sono passate da 3,9 a 32,4 milioni, mentre il loro valore è salito da 1 a 6,8 miliardi di euro. E oltre il 75% del valore delle operazioni viene generato online.
Il profilo di chi ricorre al ‘compro ora, pago dopo’
La vera domanda, però, è chi oggi usa questo strumento, visto che nel 2022 appena il 4% degli italiani dichiarava di aver utilizzato BNPL. Il profilo degli utilizzatori è interessante: non si tratta principalmente di famiglie in condizioni economiche difficili, ma soprattutto di nuclei relativamente giovani, istruiti e abituati ai servizi digitali. L’utilizzo raggiunge il 10% tra le famiglie con capofamiglia tra 35 e 44 anni, appena l’1% tra quelle con capofamiglia di almeno 65 anni. Tra i laureati arriva all’8%, si ferma al 2% tra chi ha un’istruzione secondaria inferiore. Il fattore più importante sembra essere la digitalizzazione. L’uso del BNPL è significativamente maggiore tra le famiglie che usano Internet, home banking o che hanno già richiesto finanziamenti online. Tra queste ultime, il 26% dichiara di utilizzare BNPL.
Il ‘compra ora, paga dopo’, secondo l’analisi sembra dunque essere soprattutto un tassello dell’ecosistema finanziario digitale.
Chi paga a rate tende a farlo ancora, rischio credito invisibile
Il BNPL non sostituisce necessariamente le carte di pagamento, ma spesso si integra con esse. Tra gli utilizzatori, il 35% ricorre infatti a una carta di credito, il 33% a una prepagata e il 27% a una carta di debito. Particolarmente significativo è il rapporto con le carte revolving. Secondo la regressione della Banca d’Italia, il loro uso è associato a una probabilità di ricorrere al BNPL superiore di quasi 10 punti percentuali. Il dato suggerisce che chi è già abituato a distribuire nel tempo il costo degli acquisti è più propenso a utilizzare anche il BNPL. La semplicità del sistema è il suo principale vantaggio, ma anche uno dei suoi rischi. Una rata da 50 o 100 euro può sembrare facilmente sostenibile. Più acquisti effettuati contemporaneamente possono però generare un insieme di obblighi finanziari difficile da gestire. Il rischio è quindi quello di una frammentazione del debito, con tanti piccoli finanziamenti che possono accumularsi senza essere percepiti come un vero e proprio prestito.
Una sfida per regolatori e operatori
Banca d’Italia evidenzia inoltre un elemento da monitorare: le famiglie alle quali era stata rifiutata una richiesta di credito al consumo utilizzavano BNPL nel 12% dei casi, contro il 4% delle famiglie con richieste approvate. Il dato suggerisce che, per alcuni consumatori, il BNPL possa rappresentare un canale alternativo al credito bancario. L’Italia resta comunque indietro rispetto ai mercati europei più maturi: nel 2024 il BNPL rappresentava circa il 5% dei pagamenti online, contro il 21% della Svezia e il 20% della Germania. La nuova normativa europea sul credito al consumo, la Consumer Credit Directive 2, punta a rafforzare trasparenza e valutazione della capacità di rimborso. La sfida sarà trovare un equilibrio tra innovazione e tutela. Per ora il BNPL appare soprattutto come uno strumento per consumatori giovani e digitalizzati. Ma se continuerà a diffondersi tra le fasce più vulnerabili, potrebbe trasformarsi da semplice modalità di pagamento in una vera porta d’accesso al credito.