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Inflazione: per le famiglie una stangata da 1.089 euro l’anno

Il caro carburanti ha un impatto di oltre 519,50 euro l’anno per famiglia. Federconsumatori chiede al Governo tagli strutturali alle accise, dell’Iva sui beni essenziali, più bonus energia e misure contro speculazioni ed extraprofitti, oltre a una riforma fiscale a favore dei redditi medio-bassi.

10/09/2026
pile di monete e freccia su
Ecco l'andamento dell'inflazione e la perdita del potere di acquisto degli italiani

L’inflazione torna a pesare con forza sui bilanci delle famiglie: in agosto il tasso sale al 3,3%, spinto soprattutto dalle tensioni sui prezzi dei beni energetici. Secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori - l’attuale livello dell’inflazione si tradurrà in un aggravio medio di 1.089 euro all’anno per ciascun nucleo familiare. Il maggiore timore è dunque la componente energetica, destinata a incidere ancora di più con l’avvicinarsi della stagione invernale. Il tasso di incidenza dei beni energetici regolamentati passa da +14,8% a +18,8% e, ancora più amplificato, quello dei non regolamentati da +11,4% a +16,9%.

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La fiducia cresce, ma l'ottimismo rischia di durare poco

Sono costi che rischiano di aggravare ulteriormente una situazione già difficile, dopo anni di rincari a fronte di retribuzioni e pensioni che non hanno seguito la stessa dinamica. A settembre, inoltre, molte famiglie faranno i conti con le spese per il ritorno a scuola: il costo può arrivare a 1.219 euro per ragazzo. È un ulteriore peso che si somma a bollette, carburanti e beni alimentari, comprimendo sempre più il potere d’acquisto. Il quadro economico trova un parziale contrasto nel dato Istat sulla fiducia dei consumatori, che in agosto ha registrato un miglioramento sia del clima economico sia, più moderatamente, delle aspettative.

Un segnale che Federconsumatori interpreta con cautela, alla luce del vicino clima estivo. Per l'associazione, infatti, l'ottimismo rischia di lasciare rapidamente spazio alle difficoltà concrete che le famiglie si troveranno ad affrontare al rientro. Ai rincari già registrati si aggiungono quelli attesi. Le conseguenze sui consumi sono già evidenti. I dati dell’ONF indicano una riduzione del consumo di carne e pesce del 16,9%, mentre il 52,5% degli italiani ammette di andare alla ricerca di offerte o di prodotti prossimi alla scadenza. Cresce inoltre del 12,2% la spesa nei discount, a conferma di strategie più orientate al risparmio.

Carburanti, un'altra emergenza per i bilanci

Particolarmente critica resta il quadro sul fronte dei carburanti, soprattutto perché non ci sono schiarite per la guerra che blocca lo stretto di Hormuz. Federconsumatori stima che gli aumenti e i sovrapprezzi alla pompa producano ricadute complessive superiori a 519,50 euro l’anno per famiglia, considerando gli effetti diretti e indiretti. Senza contare che per l’associazione gli interventi adottati dal Governo sulle accise sono insufficienti, sostenendo che i benefici sono stati sostanzialmente assorbiti dai rincari successivi. Da qui la richiesta all’Esecutivo di un intervento più incisivo e strutturale, evitando misure limitate a pochi giorni.

Le richieste al Governo

Per Federconsumatori è necessario intervenire rapidamente a difesa del potere d’acquisto, concentrandosi sui nuclei più esposti. Tra le misure suggerite figurano un taglio delle accise di almeno 20 centesimi/litro sulla benzina e 25 sul diesel, da mantenere per un periodo adeguato, e una rimodulazione temporanea dell’Iva su un paniere di beni essenziali, che secondo le stime dell’associazione potrebbe garantire risparmi di oltre 530 euro l’anno per famiglia. Viene inoltre chiesto un rafforzamento del bonus energia e un ampliamento della platea dei beneficiari, insieme alla creazione di un Fondo per contrastare la povertà energetica e alimentare.

Attenzione agli speculatori, necessaria una riforma fiscale

Federconsumatori torna inoltre a sollecitare controlli stringenti sulle filiere e interventi sanzionatori contro eventuali fenomeni speculativi, soprattutto su beni di largo consumo e carburanti. Sul fronte delle entrate, propone infine una riforma fiscale più orientata alla tutela dei redditi bassi e medi e una tassazione effettiva degli extraprofitti delle grandi aziende energetiche. Per Federconsumatori l’aumento della fiducia registrato ad agosto non deve indurre a sottovalutare la situazione. Con l’inflazione al 3,3% e nuovi rincari all’orizzonte, il rischio è che siano ancora una volta le famiglie a sostenere il costo della crisi.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

inflazione federconsumatori stangata
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