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Fondi Ue: investitori lievemente più propensi al rischio

29/06/2020

Fondi Ue: investitori lievemente più propensi al rischio

L'industria europea del risparmio gestito ha beneficiato in maggio, per il secondo mese consecutivo, di mercati in forte ascesa. Di riflesso gli AUM dei fondi a lungo termine (ammontare del capitale gestito) sono aumentati dell’1,69 per cento, da 8,85 trilioni di euro a fine aprile a 9 trilioni di euro al 31 maggio. Considerando i fondi monetari, gli asset sono cresciuti dell’1,5%, da 10.228 trilioni di euro a 10.385 trilioni di euro. È quanto emerge da più recente report di Morningstar, secondo cui i fondi a lungo termine (ossia tutte le asset class esclusi i monetari) hanno registrato flussi netti in entrata pari a 53 miliardi di euro a maggio, leggermente più dei 48 miliardi di euro di aprile.

Morningstar, brillano i fondi esposti verso le materie prime

I fondi obbligazionari, da parte loro, hanno di nuovo guidato la raccolta, attirando 38 miliardi di euro. Per la precisione, la maggior parte dei flussi ha riguardato i corporate bond, comprese le categorie ad alto rendimento. Da rilevare che gli afflussi verso i fondi azionari (9,75 miliardi), secondo il rapporto dal titolo ‘Morningstar European Asset Flows Commentary’, sono stati meno della metà del livello registrato nel mese precedente. Al contrario i fondi esposti verso le materie prime hanno invece vissuto il loro miglior mese di sempre in termini di raccolta. In questo caso, i flussi sono stati trainati dall’elevata domanda di prodotti auriferi (ETF ed ETC). Anche i flussi verso i fondi specializzati sull’energia sono continuati, anche se a un ritmo inferiore rispetto a quello visto in aprile, quando i replicanti con focus sul petrolio erano stati molto popolari.

La leadership del mese a Pimco

Con quasi 4,4 miliardi di euro, Pimco è risultata in cima alla lista in termini di afflussi all'interno dello spettro attivo. Invesco ha subito invece i deflussi più elevati tra i gestori attivi, perdendo quasi 1,4 miliardi di euro. Tra i provider di fondi passivi, iShares è stata prima con oltre 5,4 miliardi di euro di asset raccolti, mentre Actiam ha subito i deflussi più alti (322 milioni di euro).

Sugli scudi i settori energia e salute

Gli investitori, alla luce del costante recupero registrato dai mercati durante lo scorso maggio, “si sono spostati cautamente verso attività rischiose, mentre la volatilità ha continuato a imperversare” ha osservato Ali Masarwah, director Emea editorial Research di Morningstar. I flussi netti verso i fondi azionari a gestione attiva, ha rilevato, sono ammontati a 12 miliardi di euro, “trainati dall'elevata domanda di comparti esposti al settore della tecnologia, della salute e ai titoli globali growth”. A causa della perdurante sotto-performance rispetto al mercato generale e ai growth, “i fondi value – ha concluso - hanno subito forti deflussi, così come i fondi azionari attivi con focus sui mercati emergenti”.

Pesano i riscatti sugli ETF nei fondi azionari passivi

Valerio Baselli, senior editor EMEA editorial research, ha aggiunto che “fatto estremamente raro, i fondi azionari passivi hanno subito deflussi in un contesto di mercato positivo. Ciò si può principalmente ricondurre ai riscatti che hanno interessato principalmente gli ETF, ma anche i fondi azionari indicizzati non quotati. L’elevata domanda di fondi del comparto tecnologico, farmaceutico e azionari globali growth è stata controbilanciata dai deflussi pari a quasi 1 miliardo di euro dai fondi US large-cap blend e dai fondi Europe large-cap blend. Al contrario, gli index fund obbligazionari hanno registrato il mese migliore da luglio 2019”.

A cura di: Fernando Mancini
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