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Olimpiadi: alloggi alle stelle, rincari fino al 162
Tra le strutture più colpite dai rincari, spiccano gli hotel, che segnano aumenti del 279 per cento e gli appartamenti, più 155 per cento. Tra le mete più care Livigno, Cortina e Val di Fiemme, con aumenti compresi tra 156 e 253 per cento. Federconsumatori chiede vigilanza e possibili sanzioni.
L’equilibrio nel rapporto tra la domanda e l’offerta determina l’andamento del mercato: se uno dei due fattori registra una dinamica ‘scomposta’, come è successo in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, ecco che i prezzi relativi a questo evento – soprattutto quelli degli alloggi - hanno preso il volo. Già con l’avvicinarsi all’appuntamento, fissato per il 6 febbraio con la cerimonia allo stadio di San Siro, è cresciuto il timore per il forte aumento dei prezzi nelle località che ospiteranno le gare. Un aumento che, secondo i dati dell’ONF, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, appare da subito difficilmente giustificabile e molto lontano dalle normali dinamiche di mercato.
L’inflazione è invece in frenata
L’accelerazione è ancora più evidente se si considera la dinamica dell’inflazione. Negli ultimi mesi del 2025 il quadro è infatti rimasto stabile: a dicembre l’indice dei prezzi al consumo annuo si attestato all’1,2%, in discesa costante. L’inizio del 2026 ha portato un ulteriore rallentamento, con un tasso annuo stimato intorno all’1%, il livello più basso dall’autunno 2024. È quindi chiaro che l’inflazione registra una dinamica positiva e distante dai picchi degli anni recenti (segnati da crisi energetica e Covid). In sostanza, i prezzi dei beni di consumo e dei servizi crescono in modo più contenuto, con rialzi medi che si mantengono su livelli considerati ‘fisiologici’ per un’economia stabile.
In poche settimane prezzi più che raddoppiati
In questo contesto, secondo Federconsumatori, i rincari registrati nel settore turistico legati alle Olimpiadi spiccano quindi ancora di più, perché risultano di gran lunga superiori all’andamento generale del costo della vita. I numeri sottolineano d’altronde la discrepanza: stando al monitoraggio dell’Osservatorio, il costo medio di una notte per una persona nelle località olimpiche, a metà febbraio, risulta infatti più alto del 162% rispetto all’inizio del mese, cioè prima dell’avvio delle gare. In pratica, nel giro di poche settimane i prezzi sono più che raddoppiati, sino a picchi – in particolare nelle località più appetibili e già famose per il turismo - che sfiorano la soglia del 300%.
I picchi a Livigno e Cortina
Gli aumenti più pesanti, in particolare, riguardano gli hotel, che registrano rincari medi del 279%, mentre gli appartamenti segnano un +155%. Tra le località con gli incrementi maggiori figurano Livigno, con un +253%, seguita da Cortina (+195%) e dalla Val di Fiemme (+156%). Numeri che, secondo Federconsumatori, devono destare forte allarme. Se l’inflazione nazionale cresce di pochi punti percentuali, vedere tariffe che aumentano di oltre il 200% significa trovarsi di fronte non a un semplice adeguamento dei prezzi, ma a un possibile fenomeno speculativo. Questo rischia di trasformare un grande evento sportivo, che dovrebbe essere accessibile e inclusivo, in un’occasione riservata a pochi.
Le autorità dovrebbero vigilare
Le conseguenze non riguardano infatti solo i consumatori. Prezzi così elevati possono scoraggiare molti turisti, danneggiando nel lungo periodo l’immagine delle località e del Paese intero. Le Olimpiadi invernali rappresentano una vetrina internazionale straordinaria e guai a sprecare questa occasione: usarla per fare cassa nel breve termine potrebbe rivelarsi infatti una scelta miope. Per questo Federconsumatori chiede un intervento deciso delle autorità competenti, affinché vengano controllate e, se necessario, sanzionate pratiche scorrette. Vigilare sui prezzi significa tutelare i cittadini, ma anche proteggere il valore dell’evento e il futuro del turismo del nostro Paese.
Il rischio di un’occasione persa
A rafforzare le polemiche in questo senso c’è anche il caso del ragazzo di undici anni lasciato a piedi nel bellunese dal bus perché aveva un biglietto ‘normale’ e non un ‘biglietto olimpico’. L’azienda aveva infatti introdotto una tariffa speciale, portando il biglietto da 2,50 a 10 euro, anche per i residenti, salvo fare marcia indietro dopo le proteste. Episodi come questo, insieme all’esplosione dei prezzi degli alloggi, rischiano di offuscare lo spirito dei Giochi. In un momento in cui l’inflazione mostra moderazione, i rincari fuori scala legati alle Olimpiadi appaiono ancora più ingiustificati. Milano-Cortina deve essere una festa dello sport e dell’accoglienza, non simbolo di un’occasione persa.
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