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Risparmio: raccolta maggio negativa per 3,6 miliardi
In maggio si accentua il cambio delle strategie degli investitori: c’è una forte inversione per i fondi monetari, un calo anche degli obbligazionari, mentre continuano ad attrarre risorse i fondi azionari, i bilanciati e i flessibili. Fuga degli istituzionali, resilienti le gestioni retail.
Il mercato italiano del risparmio gestito sta cercando un nuovo equilibrio tra liquidità e rendimento: a maggio, anche alla luce dell’evoluzione del quadro geopolitico mondiale, ha accusato una nuova battuta di arresto. I dati preliminari della Mappa mensile di Assogestioni fotografano un comparto che, pur mantenendo un patrimonio complessivo su livelli elevati, porta i segni della strategia di riposizionamento portata avanti dagli investitori. Nel mese, la raccolta netta è tornata in territorio negativo con deflussi per 3,62 miliardi di euro, dopo il ritorno al segno positivo del mese precedente, quando erano confluiti circa 3 miliardi di sottoscrizioni. Da gennaio il saldo resta negativo, con una raccolta complessiva pari a -370 milioni di euro.
Le masse gestite salgono a oltre 2.600 miliardi
Nonostante la frenata dei flussi, il patrimonio complessivamente gestito continua a crescere: a fine maggio ha superato quota 2.667 miliardi di euro, rispetto ai 2.630 miliardi registrati nel mese precedente, con il 54,5% riconducibile alle gestioni collettive e il 45,5% alle gestioni di portafoglio. Un dato che, secondo gli osservatori, conferma la dimensione raggiunta dall'industria del risparmio gestito nel nostro Paese, ma che allo stesso tempo evidenzia anche una fase in cui gli investitori stanno modificando le proprie scelte di allocazione. Nella performance generale a pesare maggiormente sono stati i fondi aperti, che hanno accusato deflussi per 2,33 miliardi, dopo una raccolta positiva di 4,55 miliardi in aprile. Il bilancio da inizio anno resta comunque positivo per questa categoria, con circa 4,3 miliardi di euro.
Brusca inversione di rotta dei monetari
Tra i fondi aperti il dato più significativo, in negativo, arriva dai fondi monetari, che dopo aver beneficiato nei mesi scorsi dell'interesse degli investitori per strumenti considerati prudenti e remunerativi, hanno registrato nel mese di maggio una raccolta negativa pari a 2,35 miliardi di euro. Si tratta di una brusca inversione di rotta, dopo che in aprile avevano invece attirato 2,6 miliardi, mentre il saldo da gennaio per la categoria resta positivo per 3,5 miliardi. La riduzione dell'interesse verso i monetari può essere letta, secondo gli esperti, come un possibile segnale di normalizzazione: dopo la lunga fase caratterizzata da tassi elevati e forte ricerca di protezione, una parte dei risparmiatori potrebbe aver iniziato a spostare le risorse verso strumenti con maggiore potenziale di rendimento.
Obbligazionari in calo, resistono azionari e flessibili
Chiusura su un terreno negativo in maggio anche per i fondi obbligazionari, condizionata da una fuga per 897 milioni, dopo la sostanziale stabilità di aprile. Nonostante il deflusso mensile, il comparto mantiene un bilancio positivo dall'inizio dell'anno, pari a circa 500 milioni di euro. Diverso invece l’andamento degli strumenti più esposti ai mercati, con i fondi azionari che hanno raccolto 249 milioni di euro, confermando il segno positivo dopo gli afflussi di aprile (per 1,15 miliardi) e portando il saldo da inizio anno a 320 milioni. Bene anche i fondi bilanciati, con 269 milioni raccolti nel mese, e i flessibili, che hanno registrato 402 milioni di nuovi flussi (con i bilanci da gennaio però in negativo: rispettivamente a -1,18 miliardi e -721 milioni).
La fuga tra gli istituzionali, bene dalle gestioni retail
La Mappa di Assogestioni racconta quindi un investitore che sembra muoversi con maggiore selettività: meno orientato alla sola liquidità remunerata e più attento alla ricerca di opportunità, pur mantenendo un approccio prudente. Per scendere nel dettaglio, il quadro resta invece più complesso per le gestioni di portafoglio istituzionali, che a maggio hanno registrato una raccolta negativa per 2,58 miliardi di euro, dopo i -2,9 miliardi di uscite accusate in aprile. Da inizio anno il saldo negativo raggiunge così gli 11,67 miliardi di euro. Segnale opposto arriva dalle gestioni retail, che hanno raccolto 782 milioni di euro nel mese considerato, portando il bilancio positivo da gennaio a 4,17 miliardi di euro. Un andamento che conferma il ruolo ancora centrale del risparmio delle famiglie nel sostenere il comparto.
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