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Risparmio: patrimonio delle Reti oltre i mille miliardi
Nel risparmio è in atto una rotazione degli investimenti: diminuisce il peso dei fondi azionari, mentre crescono bond, fondi flessibili, polizze tradizionali, titoli di Stato ed ETF, a conferma della ricerca degli investitori di maggiore equilibrio tra rendimento, protezione e diversificazione.
Il rapporto di maggio di Assoreti mostra un quadro del risparmio gestito dai consulenti in crescita nel lungo periodo, nonostante la volatilità dei mercati nel breve termine. L’analisi tiene conto dell’aumento tendenziale del patrimonio, nonostante questo abbia accusato una lieve frenata su base trimestrale. La struttura resta solida e sempre più orientata alla consulenza professionale e alla diversificazione. A fine marzo il patrimonio dei risparmiatori seguiti dalle Reti ha superato la soglia dei mille miliardi di euro, attestandosi a 1.003 miliardi, in crescita del 9,4% rispetto a un anno fa. Nel trimestre si registra invece un calo dello 0,4%, attribuito principalmente alla volatilità dei mercati finanziari legata alle tensioni geopolitiche tra gli Stati Uniti e l’Iran.
Risparmiatori più prudenti, aumenta la liquidità
Dal report, che conferma la centralità nei portafogli della componente finanziaria, emerge un quadro di sostanziale tenuta, con alcuni segnali che raccontano un cambiamento nel comportamento dei risparmiatori: da un lato aumenta la quota di liquidità e, dall’altro, cresce la consulenza a pagamento e si rafforza l’interesse verso strumenti considerati più difensivi, come obbligazioni e titoli di Stato. La fotografia complessiva del mercato del risparmio mostra un patrimonio finanziario e assicurativo pari a 866 miliardi di euro (0,6% trimestrale e +10,5% annuo), equivalente all’86,3% del totale. Il resto degli strumenti è costituito principalmente da disponibilità liquide, che toccano 137 miliardi (+1,2% trimestrale e +3,1% annuo).
La consulenza evoluta continua a rafforzarsi
L’aumento della liquidità rappresenta uno degli indicatori più interessanti degli ultimi mesi. Non rivela necessariamente di una fuga dagli investimenti, ma piuttosto di un atteggiamento più cauto. In una fase segnata da volatilità dei mercati, incertezze geopolitiche e aspettative ancora variabili sull’andamento dei tassi, molti investitori sembrano preferire una maggiore quota di risorse immediatamente disponibili, in attesa di chiarezza. Parallelamente, il patrimonio in consulenza evoluta continua a crescere. Le masse gestite tramite modelli con una fee specifica raggiungono infatti 157 miliardi, con un incremento dell’1,1% sul trimestre precedente e del 16,7% nell’arco di un anno. Questo segmento rappresenta ormai il 15,7% del patrimonio complessivo.
Meno azioni, più obbligazioni e fondi flessibili
Nel comparto del risparmio gestito emergono differenze. I fondi comuni raggiungono 277 miliardi, registrando un lieve calo nel trimestre (-1,3%) ma una crescita del 10,9% annuo. Al loro interno si osserva una rotazione importante delle preferenze. I fondi azionari scendono del 4,3% congiunturale a 97 miliardi, frenati dai mercati, mentre gli obbligazionari crescono a 90 miliardi con una raccolta cresciuta 0,7% trimestrale. Bene anche i flessibili, che salgono del 3% trimestrale a 47 miliardi. Il trend sembra riflettere una ricerca di equilibrio tra rendimento e protezione. Dopo anni in cui i tassi bassi avevano ridotto l’attrattività dei bond, il rialzo dei rendimenti ha riportato l’attenzione su asset percepiti come meno esposti alle oscillazioni della Borsa.
Il boom del settore assicurativo
I fondi flessibili, invece, rispondono all’esigenza di delegare al gestore la capacità di adattare rapidamente il portafoglio ai cambiamenti di scenario. Le gestioni patrimoniali individuali si mantengono stabili a 101 miliardi. Nel settore assicurativo e previdenziale il patrimonio raggiunge 240 miliardi, con una crescita dell’8,3% annuo. Il trimestre mostra un quadro sostanzialmente stabile, ma poche differenze tra prodotti. Crescono le polizze vita tradizionali e i fondi pensione, mentre sono in calo le unit linked e i prodotti multiramo, maggiormente influenzati dai mercati. Anche qui emerge una preferenza per strumenti più prevedibili e orientati alla protezione del capitale, mentre le componenti più legate ai mercati frenano.
I titoli di Stato protagonisti nel risparmio amministrato
Nel risparmio amministrato si rafforza il ruolo dei titoli di Stato, che con 91 miliardi (+3,5% trimestrale e +12,4% annuo) rappresentano la componente principale. Seguono i titoli azionari, a 72 miliardi, in lieve calo nel breve periodo ma ancora positivi su base annua. Continua inoltre la forte crescita di ETF ed ETP, che raggiungono 26 miliardi (+5,8% trimestrale e +42% annuo). L’espansione degli strumenti passivi conferma un fenomeno ormai consolidato: gli investitori mostrano interesse crescente verso prodotti caratterizzati da costi contenuti, trasparenza e ampia diversificazione dei portafogli. Una tendenza che potrebbe continuare a modificare progressivamente le scelte degli investitori circa gli strumenti da comprare nei prossimi anni.
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