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T. Rowe Price: l’ecommerce ha ancora spazio per crescere

La pandemia ha accelerato in Italia lo shopping online, in particolare nel segmento food. Attesa l’entrata nel settore di nuovi player e la sperimentazione del commercio digitale in aree di business alternative.

28/04/2021

I mercati finanziari hanno registrato recentemente una rotazione dai titoli growth (con quotazioni elevate grazie all’ottimismo di cui godono in prospettiva) a quelli value (che, per tradizione, hanno un andamento più tranquillo). I principali fattori che hanno alimentato questo cambio non sembrano del tutto esauriti, anche se nel breve termine rimane molta incertezza. Molto dipende dai progressi nella lotta alla pandemia, dato che la combinazione di ritorno alla normalità e stimoli fiscali potrebbe scatenare un’ondata di domanda repressa, cosa che favorirebbe le azioni value con maggiore sensibilità al contesto economico. In questo contesto s’inserisce una diversa valutazione, migliore, per le imprese che operano nel commercio digitale che hanno ancora potenziale da esprimere.

Un cambio di regime che potrebbe non durare

Non bisogna tuttavia dimenticare che l’anno scorso il mercato ha spinto al rialzo alcuni titoli growth senza considerare più di tanto le valutazioni, quindi la fase di inversione per queste azioni potrebbe proseguire ancora nel breve termine. Dall’altro lato, sottolineano Larry Puglia e Paul Greene, gestori del fondo T. Rowe Price Funds SICAV - US Blue Chip Equity, anche molte delle società growth più innovative oggi scambiano su valutazioni non più irragionevoli, considerando le prospettive di crescita. Inoltre, aggiungono, i fondamentali di business lasciano pensare che questo cambio di regime potrebbe rivelarsi non durevole.

Nuove aree di business per il commercio digitale

Per questo, invece che dibattere se sia il caso di comprare o vendere titoli ciclici nel breve termine, i due esperti si concentrano sull’aspetto che ha la capacità di creare più valore per gli investitori nel corso di un intero ciclo economico: cioè individuare le opportunità nelle quali oggi il mercato non sembra comprendere appieno la potenziale solidità e durata del percorso di crescita di una società. Un esempio in questo senso, citato da Puglia e Greene, è l’e-commerce: un settore nel quale vedono forti venti favorevoli e anche la possibilità per i player di espandersi ulteriormente anche in aree di business alternative.

Il Covid-19 ha accelerato lo shopping online

La pandemia ha accelerato lo shopping online di famiglie e PMI che prima avevano una presenza in rete molto limitata o anche nulla. Sebbene tali cambiamenti comportamentali siano andati a favore dei big del settore, questo sviluppo impone la domanda se questa crescita ‘anticipata’ possa aver accorciato il percorso di crescita futuro per queste società. È vero, il ritmo di adozione dello shopping online è aumentato in modo significativo. Tuttavia, un confronto tra i tassi di penetrazione dell’e-commerce negli USA e in Europa e quelli delle economie asiatiche suggerisce che questo trend ha ancora margine per proseguire.

Il case history di Amazon.com

Amazon.com, secondo i due gestori, offre un’esposizione a questo trend attraverso l’ampia gamma di prodotti in vendita sulla sua piattaforma, gli investimenti consistenti in logistica che stanno facendo aumentare la quantità di articoli per i quali è possibile la spedizione in giornata e la presenza nel mercato food con la controllata Whole Foods Market. Una parte importante di questa tesi di investimento, però, riguarda anche le altre opportunità che derivano indirettamente dal core business. Ad esempio, grazie alla sua prossimità al ‘punto di acquisto’, Amazon.com ha sviluppato conoscenze uniche sul comportamento dei consumatori, che le hanno permesso di creare un business crescente di pubblicità online.

Si punta a pagamenti online, advertising targettizzato e fintech

Il potenziale di crescita di queste storie che non si fermano al ‘primo capitolo’ è uno dei fattori che rende fiduciosi nei confronti delle società che hanno investito di questo settore – dall’azienda di software che fornisce soluzioni di e-commerce modulari per le PMI, a Facebook e altre piattaforme online che sfruttano la propria immensa base di utenti per spingersi nell’ambito in crescita del commercio interattivo e social. Puglia e Green ritengono che, una volta raggiunta la giusta scala, questi operatori di e-commerce dovrebbero esplorare opportunità secondarie nei pagamenti online e advertising targettizzato. Guardando ancora più avanti, aggiungono, tra le molte possibilità i dati generati da acquirenti e venditori su queste piattaforme potrebbero costituire la base per diversi prodotti fintech.

A cura di: Fernando Mancini

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