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La P di Pigs torna a fare paura

21/09/2016

Venerdì 16 settembre, a mercati chiusi, S&P ha confermato il rating sovrano BB+ con outlook stabile del Portogallo. L'agenzia ha rilevato che, nonostante il rallentamento atteso dell'economia, il governo rimarrà impegnato su politiche di consolidamento fiscale, che dovrebbero portare a un graduale miglioramento dei conti pubblici nei prossimi due anni.

Anche se non ha apportato modifiche al suo giudizio sull’affidabilità finanziaria del paese, S&P ha lanciato un monito sui rischi derivanti dalla decelerazione della crescita economica, facendo ipotizzare ad alcuni osservatori che l’agenzia di rating Dbrs possa spingersi fino all’eliminazione dell’ultimo gradino dell’investment grade (rating di cui godono i titoli di stato lusitani).

Il rating concesso da Dbrs al debito del paese –l’unico tra quello delle quattro principali agenzie di rating nell’alveo dei gradini investment grade- è stato finora di vitale importanza per consentire al debito del paese di accedere al programma di acquisti della Bce. Per ora Dbrs ha mantenuto una view stabile sull’evoluzione del rating, tuttavia, il team di analisti ha avvertito sui rischi connessi all’accumulazione di fattori negativi.

Anche l’agenzia Moody’s, che mantiene lo stesso rating e outlook di S&P, ha comunicato la settimana scorsa che la fragilità del settore bancario domestico, l’elevato debito pubblico e l’incerto andamento della crescita economica, hanno aumentato le pressioni per un potenziale downgrade del debito sovrano.

Nelle ultime settimane, in scia alle dichiarazioni rilasciate da molti analisti del settore bancario lusitano, i media hanno più volte utilizzato nuovamente il termine salvataggio per descrivere la situazione del paese. Nonostante ciò, è importante ricordare che una semplice variazione apportata alle norme che regolano gli acquisti di sovereign bond effettuati dalla Bce, potrebbe far scomparire tutti i fantasmi che aleggiano su Lisbona in un colpo solo. Per ora l’istituzione guidata da Mario Draghi non ha annunciato nulla, ma le cose potrebbero cambiare in tempi non molto lunghi.

Al contrario, perdere l’appoggio della Bce, in un periodo in cui il Governo di Lisbona sta facendo i conti con la crisi del settore bancario e una difficile trattativa sul deficit con Bruxelles, si tradurrebbe immediatamente in un’impennata dei rischi connessi a un secondo salvataggio (in soli cinque anni).

In attesa di capire cosa potrebbe succedere, l’andamento del rendimento offerto dal titolo decennale portoghese non lascia spazio a ipotesi ottimistiche: mentre tutti gli altri titoli di stato decennali hanno recuperato terreno negli ultimi giorni, quello portoghese ha perso qualche altra posizione fino a portare il rendimento annuo al 3,52%, il più alto da febbraio.

La coalizione che ha contribuito alla formazione del Governo in carica ha tempo fino al 15 ottobre per inviare alla Commissione Europea il suo piano di gestione del deficit al 2017. Gli analisti sostengono che sarà un’impresa titanica accontentare, allo stesso tempo, i partiti che compongono la coalizione e le richieste pervenute da Bruxelles.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: lisbona, debito, rating, spread, bund
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