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Mercati, la sorpresa Europa

14/12/2016

I mercati azionari europei hanno visto nei giorni scorsi un andamento a dir poco ottimo: da lunedì 5 dicembre a ieri martedì 13 il Dax 30 ha registrato un movimento - dai minimi ai massimi - superiore al 7,6%, un incremento in grado di cambiare radicalmente un'annata a dir poco mediocre.

Dall'inizio dell'anno si è tornati in territorio saldamente positivo: il principale indice tedesco alla fine della giornata di martedì presentava infatti una crescita del 4,7%. Anche lo Stoxx 600 ha messo a segno una performance interessante, sia pure meno forte: nello stesso arco di tempo si è incrementato di circa il 4,3%. Dall'inizio dell'anno siamo ancora in territorio negativo per il 2,4% circa.

Da questi dati possiamo estrapolare un paio di idee: le blue chip tedesche, con soli 30 titoli coprono circa un trilione di euro di capitalizzazione rispetto a circa 1,5 trilioni dell'intero listino tedesco che comprende 551 azioni. Questo manipolo di azioni, pur sottoperformando nel complesso l'azionario statunitense, che è rappresentato da circa tre quarti di capitalizzazione fornito dall'S&P 500, nell'era post-2007 rimane comunque il pezzo di equity europeo più vitale, almeno all'interno dell'Eurozona.

Spesso infatti riesce a mettere a segno buone riprese, in seguito a performance mediocri dell'azionario continentale, molto solide, che finora non hanno avuto pari in tutta Europa. Pensiamo ad esempio al Cac 40 che nel periodo 5-13 dicembre ha visto un rialzo minimo-massimo del 6,7% circa .

L'aspetto interessante di queste ultime sedute, però, è stato il comportamento della periferia europea, con l'Ibex 35 e il Ftse Mib vicini al 10% di guadagno nello stesso arco di tempo. Ovviamente pochi giorni di dati non vogliono dire quasi nulla, specialmente per quanto riguarda mercati relativamente poco diversificati, volatili e ad alto beta quali sono quelli equity del Sud del Vecchio continente. Non è infatti la prima volta nei tempi recenti che Milano mostra grande dinamismo, rivelatosi poi inconsistente. Basti pensare alla prima parte del 2015 in cui il Ftse Mib era risultato fra gli indici più in crescita a livello mondiale.

Detto ciò, indubbiamente le borse potrebbero avere preso atto che diversi elementi sono cambiati in positivo: innanzitutto ovviamente le manovre della Bce hanno dato un substrato di garanzie agli investitori certo importante, anche se il Qe europeo, per come è stato concepito, esclusivamente banco-centrico, gioco forza risulta avere un minore effetto sulla massa complessiva di finanziamenti al sistema rispetto all'equivalente americano. A ciò però indubbiamente si è aggiunta un'iniezione di fiducia sui protagonisti del sistema bancario nazionale e del Sud Europa in generale.

Di recente abbiamo visto che è opinione diffusa che l'equity europeo continuerà a sottoperformare per anni quello statunitense e di come si possano estrarre profitti da portafogli market-neutral mettendo l'azionario del Vecchio continente sul lato corto dell'equazione. Un discorso simile lo vedremo nel futuro prossimo per quanto riguarda un portafoglio incentrato su azioni asiatiche.

Aggiungiamo però un caveat. La crescita europea, prendendo per buone le previsioni della Bce, è oggi per quanto modesta più vicina a quella del resto del pianeta. Con il core delle big-cap tedesche in grado comunque di rimanere agganciato all'andamento del Pil generale, se si avesse una seria ripartenza della redditività del complesso bancario europeo, e in particolar modo di quello italiano, con conseguente serio rerating, allora sicuramente verrebbero meno diversi lacci che frenano i rendimenti europei. Se poi anche il comparto energetico desse una mano, la ripresa dei corsi potrebbe diventare molto interessante.

I mercati stanno oggi in pratica scommettendo sulla possibilità di vedere materializzarsi alcuni temi value, che andrebbero ad accompagnarsi a quelli più squisitamente growth di marca teutonica. Vale la pena puntare su un cambiamento strutturale di paradigma? Lo vedremo prossimamente.

A cura di: Boris Secciani
Parole chiave: europa, azioni, dax, sud europa, borsa
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