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Lo sprint dell’economia italiana

06/06/2017

L'economia italiana finalmente accelera. Almeno questo è quanto emerge dall’ultima nota mensile (maggio) dell'Istat. L’istituto di statistica conferma quanto già emerso nei giorni scorsi dai dati, superiori alle attese, su Pil e occupazione.

Nel primo trimestre 2017, secondo l’Istat, il prodotto intero lordo espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, ha, infatti, segnato un aumento dello 0,4% sul trimestre precedente, in accelerazione rispetto al quarto trimestre 2016 (+0,3%). La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente per 0,3 punti percentuali alla crescita del Pil; l’apporto della domanda estera netta è stato negativo (-0,2 punti percentuali), con aumenti sia delle importazioni di beni e servizi (+1,6%) sia delle esportazioni (+0,7%). Dal lato della domanda, alla crescita congiunturale dei consumi finali nazionali (+0,5%) è corrisposta una riduzione degli investimenti fissi lordi (-0,8%), che hanno interrotto la fase positiva iniziata nel terzo trimestre 2014.

Come detto i consumi hanno mostrato una decisa accelerazione, sostenuta dall’aumento sia della spesa delle famiglie residenti sia della spesa delle amministrazioni pubbliche (rispettivamente +0,6% e +0,5%). Tra le componenti della spesa delle famiglie prosegue la crescita sostenuta dei beni durevoli (+1,8%), mentre si consolidano i consumi di servizi (+0,4%).

Anche il mercato del lavoro mostra dei segnali di miglioramento: gli ultimi dati evidenziano che ad aprile l’occupazione è in crescita (+0,4% rispetto a marzo, 94 mila individui in più), dopo la pausa segnata a marzo. L’aumento ha riguardato gli uomini (+0,6%) e, in misura minore, le donne (+0,1%), coinvolgendo sia i dipendenti a carattere permanente (+0,3%, 39 mila occupati in più), sia quelli a termine (+1,3%, +34 mila unità). Anche gli indipendenti, il cui stock era diminuito a febbraio e a marzo, sono aumentati (+0,4%, +21 mila occupati). Ad aprile, inoltre, il tasso di disoccupazione è diminuito in misura significativa portandosi all'11,1%, quattro decimi in meno rispetto a marzo, un livello inferiore alla media degli ultimi quattro anni. La discesa del tasso di disoccupazione è da ricollegarsi sia alla crescita dell’occupazione sia all’aumento degli inattivi (+0,2% rispetto a marzo).  

La stima preliminare dei prezzi al consumo ha invece evidenziato a maggio un deciso rallentamento dell’inflazione che ha riassorbito il forte rialzo del mese precedente. La crescita tendenziale dell’indice relativo all’intera collettività è scesa all’1,4%, mezzo punto percentuale in meno rispetto ad aprile, tornando così sullo stesso ritmo di marzo. Alla decelerazione dei prezzi dei beni alimentari si è aggiunta quella dei prezzi delle voci dell’energia. L’inflazione di fondo ha riacquistato ritmi di crescita più contenuti, rallentando allo 0,8% dal +1,1% precedente, soprattutto per la riduzione della dinamica inflativa nei servizi. In un contesto di aumento moderato della domanda di consumo e di contenimento della dinamica salariale, i prezzi dei beni non alimentari e non energetici hanno registrato una nuova caduta su base annua (-0,2%). Le attese di inflazione degli operatori rimangono moderate anche in maggio, con indicazioni di aumento dei listini nel breve periodo da parte dei produttori di beni di consumo solo di poco superiori a quelle di diminuzione.

Come sempre non esistono rose senza spine. A maggio, sia l’indice del clima di fiducia dei consumatori, sia quello delle imprese hanno segnato un peggioramento. Per quanto riguarda i consumatori, tutte le componenti hanno registrato un calo, seppur con intensità diverse.

A cura di: Massimiliano D'Amico

Parole chiave:

Pil disoccupazione inflazione
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