Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy o negare il consenso al loro utilizzo clicca qui. Continuando la navigazione o chiudendo il banner ne autorizzi l'uso.
Scopri gratuitamente il nostro servizio

COMPILA IL MODULO PER ESSERE RICHIAMATO

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

DATI DI CONTATTO

* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

Corporate bond, focus su settori ed emissioni

26/06/2017

Quali obbligazioni investment grade corporate sono da preferire in termini di scadenza, duration, settori di appartenenza delle società emittenti o altri fattori prioritari nella selezione dei singoli titoli?

La vittoria di Macron in Francia ha ridotto il rischio politico nell’Eurozona. il calendario delle elezioni europee sembra meno dirompente per il resto dell’anno. Lo scenario economico rimane forte, le Banche centrali continuano a fornire forti fattori tecnici. I movimenti degli spread da metà aprile hanno fatto sì che il mercato euro oggi sia più vicino a un valore adeguato, dopo essere stato a buon mercato nel corso del primo trimestre.

In siffatto quadro di riferimento, gli spread potranno attraversare un nuovo rally, dato l’ambiente favorevole e l’assenza di catalizzatori negativi immediati.

Se nel complesso il mercato dei corporate investment grade area euro rimane vicino ai minimi di spread, supportato dal Qe della Bce e da fondamentali solidi,  l’annuncio di un possibile tapering della Bce nella seconda metà dell’anno potrebbe mettere pressione sugli spread, anche in virtù di un possibile aumento dell’offerta da parte delle società in anticipazione di tassi più elevati nei prossimi trimestri. A fronte di questo rischio, è preferibile avere una scadenza media di portafoglio relativamente bassa. A livello di settori, molti gestori sostengono che i finanziari, in questa fase, presentano valutazioni relativamente più attraenti rispetto ai corporate non finanziari: gli spread ancora non incorporano completamente il miglioramento dei bilanci delle banche, in un contesto in cui i non performing loans continuano a pesare sempre meno sui vincoli di capitale.

Georg Nitzlader, responsabile corporate bond di Raiffeisen, crede che i mercati siano leggermente costosi e preferisce aspettare nuove e più economiche emissioni da acquistare in questo mercato. Le operazioni sulla sovraperformance dei crediti più deboli hanno funzionato abbastanza bene e prevediamo che si verifichino delle prese di profitto. Siamo ancora positivi sui campioni nazionali nel settore finanziario, poiché i core equity ratio sono migliori rispetto al passato. Preferiamo le scadenze a 3-7 anni perché le curve del credito sono piatte nel lungo termine. In generale, riteniamo che sia un buon momento per concentrarsi sugli emittenti di qualità dopo questo forte incontro nel mercato corporate, conclude Il manager.

Anche Philippe Dehoux, head of Corporate Bond di Candriam Investors Group,  preferisce il settore finanziario, attualmente in una fase di deleveraging dato che ci si muove a rilento verso un’Unione Bancaria in Europa; questo sembra attraente, sia in termini di valutazioni sia di fondamentali. Secondo il gestore, la qualità dell’asset e la liquidità delle banche sono migliorate, dato che queste continuano a ripulire i bilanci e si focalizzano sulla riduzione dei costi. Inoltre, il settore bancario dovrebbe beneficiare di tassi di interesse più alti. Infatti, curve più ripide aiuteranno gli utili bancari (maggiori margini e volumi di mercato) e lo scenario delle entrate per le banche dovrebbe migliorare nel 2017. Nel settore Dehoux preferisce la parte subordinata della struttura del capitale, che offre rendimenti attraenti. Resta positivo anche riguardo al settore delle telecomunicazioni, dove i fondamentali sono supportati da tendenze operative in miglioramento e dall’assenza di minacce sul piano normativo. Infine, in termini di duration punta sulla parte intermedia della curva (5-7 anni), che offre interessanti opportunità di roll-down e preferrisce evitare il lungo termine, dato che si aspetta tassi di interesse più alti entro la fine dell’anno.

Eve Tournier, managing director e responsabile del portafoglio di credito paneuropeo di PIMCO, resta  concentrata su industrie e aziende con crescita secolare, elevate barriere all’entrata e un forte valore patrimoniale. Al team piace anche il settore delle SIIQ che ha bloccato il finanziamento a lungo termine a rendimenti molto attraenti e ora beneficia degli aumenti di affitto dato il miglioramento dell’economia. Il team di Pimco ha anche individuato un certo numero di società che si potrebbero definire “astri nascenti” e che ci aspettiamo passeranno da high yield a investment grade nei prossimi 12-18 mesi.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: bond, incertezze, bce, tapering
Come valuti questa notizia?
Corporate bond, focus su settori ed emissioni Valutazione: 0/5
(basata su 0 voti)
« Notizia precedente
Le azioni giuste se la Fed diventa cattiva
Notizia successiva »
Italia, il vero rischio è qui
ARTICOLI CORRELATI
Il linguaggio dei bond pubblicato il 15 settembre 2017
Bce al bivio pubblicato il 25 ottobre 2017
Dal 2018 parte il ridimensionamento del Qe pubblicato il 27 ottobre 2017
Bond governativi per chi vuole un po’ rischiare pubblicato il 1 dicembre 2017
Il regno degli High Yield bond pubblicato il 11 dicembre 2017