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Il punto sulla Cina

04/07/2017

A più di un anno dalla svalutazione della divisa locale che fece tremare le Borse di ogni parte del pianeta, analizziamo la situazione economico-finanziaria della Cina e come si è comportato il mercato azionario cinese

Nel primo trimestre la crescita del Pil cinese ha raggiunto il 6,9% in termini reali e dell’11,8% in termini nominali, dato riscontrabile nella solida crescita del traffico ferroviario, del consumo di energia elettrica e nella vendita di mezzi pesanti ed escavatori. Ciò nonostante la crescita potrebbe aver raggiunto il suo punto massimo, il che potrebbe causare volatilità di mercato nei mesi estivi. L’indice Pmi suggerisce che il settore manifatturiero resta solido grazie al supporto delle piccole imprese. La politica fiscale dovrebbe confermarsi accomodante, mentre il summit sul “New Silk Road Strategy” dovrebbe alimentare gli investimenti infrastrutturali, che restano solidi anche grazie alle Ppp (public-private partnership). Il presidente Xi Jingping ha ospitato lo scorso 14-15 maggio a Pechino il summit sulla “New Silk Road Strategy” con 28 capi di Stato, e ciò dovrebbe condurre ad un aumento delle costruzioni infrastrutturali in tutta la regione asiatica. Ma il governo centrale vigilerà da vicino sulle quote di debito dei governi locali per smorzare i rischi dei mercati finanziari.

Per quanto riguarda la transizione politica, il 19° Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese (NCCPC) si terrà tra ottobre e novembre di quest’anno, occasione nella quale saranno annunciate i nuovi leader del partito per i prossimi cinque anni. Storicamente, la politica fiscale della Cina dovrebbe confermare l’accentuata natura espansiva in anni cruciali per il Partito. In siffatto scenario, il governo di Pechino dovrebbe mantenere la crescita economica e le condizioni finanziarie ampiamente stabili nel 2017, per assicurare una transizione agevole. Infine, per quanto riguarda il restringimento monetario, nonostante vediamo alcuni rischi di un possibile eccesso di restringimento monetario, non riteniamo possibili una crisi finanziaria o un significativo aumento degli Npl. Siamo convinti che lo scenario più probabile vedrà un rallentamento della crescita economica, in quanto la riduzione della fornitura del credito porterà a una riduzione degli investimenti o delle scorte.

Victoria Mio, gestore del fondo Robeco Chinese Equities Fund, resta favorevole agli investimenti azionari in Cina, sia per le tradizionali A-share sia per le H-shares su un orizzonte temporale di 1-2 anni, sebbene si possa riscontrare una certa volatilità nei prossimi mesi causata dalle preoccupazioni relative alla decelerazione dei dati macroeconomici e da un eccesso di restringimento monetario. Da inizio anno l’indice MSCI China ha registrato una delle migliori performance, con una crescita del Pil in termini reali del 6,8%, in termini nominali dell’8%, con una crescita attesa degli utili per il 2017 al 16% e un apprezzamento del renminbi pari all’1%.

Secondo Louisa Lo, gestore del fondo Schroder ISF Emerging Asia, Schroders, il 2017 sarà un anno di transizione politica per la Cina e la stabilità dell’economia sarà di vitale importanza. Recentemente è cresciuto l’ottimismo nei confronti di una ripresa ciclica della crescita, come evidenziato dall’indice dei prezzi alla produzione, tornato a essere positivo, dalla crescita dei prezzi delle materie prime e dal forte incremento della vendita di macchinari, come i veicoli pesanti ed escavatori. Dato che il 19esimo Congresso del Partito Nazionale avrà luogo nell’autunno del 2017, il gestore si aspetta che il momentum ciclico dell’economia del primo trimestre di quest’anno prosegua durante tutta la prima metà dell’anno, in un contesto di politica monetaria neutrale. L’aumento nelle autorizzazioni dei progetti infrastrutturali e nei finanziamenti delle partnership tra pubblico e privato fornirà supporto dal basso all’economia. In ogni caso, Lo crede che l’economia rallenterà nella seconda parte dell’anno, dopo il ciclo di rifornimento delle scorte di magazzino.

La money manager sostiene che un altro fattore a supporto deriva dall’ulteriore liquidità proveniente dai flussi dello Stock Connect Scheme (il programma attraverso cui gli investitori della Cina continentale scambiano titoli quotati ad Hong Kong). Inoltre, lo slancio positivo sul fronte degli utili societari (13-14% di crescita di utili per azioni, dovuta a un miglioramento ciclico e un moderato aumento della spesa in conto capitale dei privati) rappresenta un fattore positivo per i mercati. Dal lato negativo, il restringimento del mercato immobiliare della Cina, il deprezzamento dello Yuan tra le fughe di capitale, i tassi di interesse più elevati e le incertezze politiche esterne potrebbero potenzialmente rappresentare un freno per i mercati.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: cina, congresso, immobili, pil
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