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Cina: nel 2026 i fondamentali contano più della geopolitica

Ad attrarre il clima internazionale più stabile: riduzione delle tensioni commerciali, anche con gli Usa, hanno infatti ridotto la volatilità, spostando l’attenzione su utili, crescita e solidità aziendale. Le migliori opportunità sono nell’innovazione, nei consumi interni e nell’industria.

15/01/2026
numeri sullo sfondo della bandiera cinese
Analisi sulle prospettive dell'azionario cinese

Le performance del 2025 delle Borse cinesi hanno sorpreso gli investitori: dall’inizio dell’anno hanno fatto meglio dell’S&P 500 e di molti altri mercati sviluppati, nonostante le incertezze legate ai dazi Usa. L’indice MSCI China ha guadagnato oltre il 30%, sostenuto soprattutto da politiche economiche più favorevoli portate avanti da Pechino, da nuovi fattori di crescita e da un contesto internazionale meno teso del previsto. In particolare, segnala Wenli Zheng, portfolio manager China Evolution Equity Strategy di T. Rowe Price, a guidare i rialzi sono stati i titoli tecnologici, quelli industriali e alcune società legate ai consumi. Il messaggio che arriva dal quadro generale secondo il gestore è chiaro: lo scorso anno i fondamentali economici, più che la geopolitica, hanno orientato l’andamento della Borsa cinese.

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Cina: politiche più espansive e fiducia in ripresa

Per il quadro economico cinese la svolta è iniziata nel settembre del 2024, ovvero quando Pechino ha deciso di chiudere la lunga fase di riduzione del debito nel settore immobiliare e – nello stesso tempo - ha avviato una nuova stagione di sostegno alla crescita. Nel corso dello scorso anno gli effetti sono rapidamente diventati visibili: il credito è tornato a ‘scorrere’ con maggiore regolarità, mentre la spesa pubblica si è concentrata su innovazione e produttività e, di riflesso, il clima per le imprese private è migliorato. Anche la politica monetaria è rimasta favorevole, con abbondante liquidità e interventi mirati affluiti alle piccole imprese e ai settori strategici. Questo approccio, secondo Zheng, sta creando le basi per una crescita più equilibrata e duratura, che potrebbe estendersi anche al 2026.

Cina: meno tensioni internazionali, più stabilità

Intanto sul fronte globale, dopo mesi di volatilità legata ai dazi, il quadro si è gradualmente stabilizzato. Pechino ha risposto con cautela alle tensioni commerciali e ha beneficiato di una rete di scambi più diversificata. Il dialogo con gli Usa ha portato a una riduzione delle tariffe doganali e al prolungamento della tregua commerciale, mentre le visite diplomatiche previste per il 2026 fanno sperare in rapporti più prevedibili. Per gli investitori questo significa minori scossoni esterni e maggiore attenzione ai fattori interni, come crescita, utili e solidità delle imprese. La nuova fase di sviluppo del Paese punta in particolare su innovazione e domanda interna. I progressi nell’IA, come dimostrato dal caso DeepSeek, si affiancano a settori già forti come veicoli elettrici e biotecnologie. Il sostegno pubblico a infrastrutture digitali e imprenditorialità dovrebbe favorire, secondo Zheng, un aumento della produttività nel medio periodo.

Il risveglio dei consumi interni in Cina

Contestualmente, i consumi interni continuano a crescere. Le piattaforme digitali e i marchi più forti riescono infatti a intercettare la spesa delle famiglie, mentre i settori tradizionali migliorano la redditività grazie a norme che limitano l’eccessiva concorrenza. Questa strategia, nota come ‘anti-involution’, sta aiutando molte aziende a recuperare margini e stabilità. L’intervento del Governo per razionalizzare la capacità produttiva sta anche cambiando il volto di diversi comparti, dai materiali alle telecomunicazioni. Strategia che permette consolidamenti e maggiore disciplina negli investimenti, che stanno rafforzando la capacità di fissare i prezzi e migliorando i flussi di cassa, dopo anni di pressioni sui margini. Questi settori, pur meno legati alla crescita rapida, stanno diventando - secondo il gestore - un complemento interessante ai titoli più innovativi, offrendo maggiore stabilità e rendimenti più regolari.

Valutazioni interessanti per l'azionario cinese

L’orizzonte 2026 per l’azionario cinese appare stabile o in lieve miglioramento. Le valutazioni, stima Zheng, restano interessanti e molte aziende mostrano bilanci più solidi e maggiore visibilità sui profitti. Tra le principali aree di opportunità vengono indicate tecnologia, consumi e industria più efficiente. Con il passaggio da una fase di riduzione del debito a una crescita più disciplinata, la Borsa locale sta di fatto maturando. Per gli investitori di lungo periodo, questo processo può offrire non solo potenziale di crescita, ma anche una maggiore diversificazione all’interno dei portafogli.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

economia cina mercato azionario dazi
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