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La dura vita delle aziende di hardware

07/07/2017

Secondo il consensus degli analisti, Samsung Electronics, l'azienda che è comunemente associata ai prodotti di elettronica consumati in tutto il mondo, in questo secondo trimestre del 2017 potrebbe per la prima volta nella storia avere messo a segno un profitto trimestrale superiore a quello di Apple. Si parla di qualcosa come 11 miliardi di dollari in termini di Ebit, a fronte di un fatturato che si avvicina a 60. L'azienda si trova in una fase estremamente fortunata, grazie al successo dei propri smartphone, degli schermi che produce, del boom dei microchip in corso e di un’altra lunga serie di prodotti. L'azione è ai massimi storici, con una performance che dall'inizio dell'anno si aggira intorno a +30%.

L’elemento interessante non è tanto però lo specifico delle vicende dei due colossi dell'elettronica di consumo, quanto il loro andamento negli ultimi anni. Sia Apple, sia Samsung Electronics si trovano oggi in eccellenti condizioni, dopo avere però passato entrambe periodi di sfiducia non indifferenti da parte degli investitori. Dietro la crescita di questi due colossi dell'economia mondiale si nasconde un problema non da poco per chi investe nell'It, specialmente nelle aziende che producono hardware.

La difficoltà è mantenere una posizione dominante in un settore dove spessissimo i prodotti diventano obsoleti e ogni tanto arrivano nuove linee di prodotto (come gli smartphone) che diventano un must irrinunciabile in tutto il mondo. Peccato, però, che i gusti dei consumatori siano mutevoli e devono venire soddisfatti da un'industria con un’intensità di investimenti particolarmente schiacciante, in termini di impegno finanziario e di pianificazione a lungo termine.

In parole povere, sbagliare anche un singolo modello del proprio oggetto di punta può rivelarsi a dire poco disastroso, per non parlare del fatto che comunque si tratta di un settore dove raramente marchi premium sono riusciti a imporsi. Per certi versi ciò che ha fatto Apple, e che in qualche maniera anche Samsung Electronics è riuscita a replicare, è qualcosa di quasi unico, se si esclude il caso della Sony negli anni ‘80. Parliamo del fatto di avere trasformato oggetti di hardware in beni aspirational, dagli elevati margini e in concorrenza con altre categorie merceologiche di buon livello per una quota dei consumi discrezionali. Sappiamo però quanto sia stato effimero il successo di alcuni oggetti giapponesi di decenni fa: se un nuovo paradigma dovesse imporsi sugli smartphone, è alquanto improbabile che sarebbero le stesse aziende a dominare il nuovo mercato.

Non sorprende che a fronte di successi straordinari e in un quadro di mercati a quotazioni da rompersi il collo Apple scambi con un P/E forward di 16 e Samsung con uno addirittura inferiore a 14. Adesso nel caso di Apple va detto che la capitalizzazione è talmente stratosferica che non è facile spingere al rialzo il titolo, mentre il mercato coreano tradizionalmente scambia a multipli modesti.

Non si può fare a meno di pensare, però, che parte del fenomeno sia dovuto alla cautela di investitori, che non hanno ragionevole idea di come modellare e prevedere i flussi di cassa di questi giganti nei prossimi anni. Mettiamo, ad esempio, che scoppi su vastissima scala la mania della realtà virtuale, entrambi comparti in cui i due non vantano una particolare presenza. Supponiamo che ciò porti, rispetto a oggi, a un allungamento di un anno della vita di telefoni, computer e tv, in quanto il pubblico preferirebbe spendere soldi a palate su prodotti (quasi) completamente nuovi.

Quali effetti avrebbe tutto ciò sui conti di Samsung e Apple? Probabilmente disastrosi, in maniera però difficilmente quantificabile.

La realtà è che nell'hardware anche due anni nel futuro rappresentano un'incognita enorme, pertanto è probabile che queste due aziende, fintanto che mostreranno utili mostruosi, continueranno a fornire soddisfazioni agli investitori, in misura però inferiore a quanto ci si aspetterebbe da siffatti numeri.

A cura di: Boris Secciani
Parole chiave: hardware, samsung, apple, smartphone
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