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Rimbalzo delle commodity

28/09/2017

Il calo della volatilità in un contesto di miglioramento del quadro economico globale ha incoraggiato il sentimenti degli investitori verso un maggiore ottimismo e supportato un rally delle materie prime industriali

Nelle ultime settimane la volatilità tra le diverse asset class è andata scemando, in un contesto di miglioramento del quadro macroeconomico globale, incoraggiando il sentiment degli investitori verso un maggiore ottimismo e supportando un rally delle materie prime industriali. Secondo gli esperti di Etf Securities la combinazione di bassa volatilità e valutazioni elevate negli asset più rischiosi sottintendono una certa compiacenza degli investitori, che rappresenta un fattore chiave nell'attuale contesto ancora "risk-on".

Dietro questa apparente tranquillità dei mercati si nascondono però i rischi del riacutizzarsi di potenziali tensioni geopolitiche e le conseguenze imprevedibili di un'inversione nelle politiche monetarie. Come del resto è insito nel concetto stesso di rischio, non è possibile prevedere il momento in cui si verificheranno eventi inaspettati, ma è certo che nel momento in cui tali eventi si dovessero concretizzare assisteremo a nuovi picchi di volatilità. Le problematiche che stanno impegnando l'amministrazione Trump, non ultima la situazione nordcoreana, hanno già messo alla prova la resilienza del mercato. Altri potenziali catalizzatori di un aumento della volatilità potrebbero includere una crisi del debito in Cina, un errore nella politica di una banca centrale, uno shock dei prezzi del petrolio o le imminenti trattative sul tetto del debito negli Stati Uniti.

Queste oscillazioni tra timori geopolitici e un quadro economico più positivo, con gli utili delle imprese in miglioramento, ha portato a forti scostamento nell'andamento dei beni rifugio, in primis l'oro. Gli analisti di Etf Securities ritengono che questo movimento altalenante proseguirà per il resto dell'anno. Inoltre, nonostante i fondamentali rimangano attraenti, è possibile una temporanea correzione dei prezzi dei metalli industriali, alla luce del forte rally registrato da inizio 2017.

I prezzi delle materie prime energetiche hanno registrato un aumento del 10% dopo la chiusura temporanea degli stabilimenti a seguito del passaggio degli uragani Harvey e Irma, che si sono abbattuti sulle coste americane a fine agosto, danneggiando un quarto delle raffinerie di petrolio statunitensi. In particolare, gli uragani hanno causato un'impennata dei prezzi del gasolio da riscaldamento e della benzina, che hanno toccato i massimi dall'estate del 2015, con incrementi rispettivamente del 12,5% e del 5,2% nel mese di settembre.

I metalli preziosi hanno registrato ottime performance per il secondo mese consecutivo, con un rialzo medio del 3,4% rispetto al mese precedente, e del 17,1% dall'inizio dell'anno. Il rally è stato alimentato dalla persistente debolezza del dollaro Usa, legata all'aumento dell'instabilità politica in vista delle negoziazioni sull'annosa questione dell'aumento del tetto del debito americano, con il Presidente Trump intenzionato a sostenere la proposta avanzata dai Democratici di abolire il sistema del "debt ceiling".

L'escalation delle tensioni tra la Corea del Nord e il resto del mondo sta sostenendo il prezzi del bene rifugio per eccellenza, l'oro. Dopo che PyongYang ha effettuato i lanci di due missili sopra il Giappone e portato a termine il più potente test nucleare della sua storia, si prevede che il paese proseguirà con i suoi test militari, che gli consentiranno di arrivare a colpire il territorio americano. Il ritorno di interesse nei confronti del metallo giallo è dimostrato dall'andamento dei prezzi, che sono risaliti del 17% dal precedente minimo toccato a metà dicembre 2016, in scia all'elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti.

A cura di: Paola Sacerdote
Parole chiave: commodity, prezzi, volatilità, dollaro
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