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Btp, le ragioni degli ottimisti

01/06/2018

Al momento di scrivere queste brevi note, poche ore prima che il governo presieduto da Giuseppe Conte giuri davanti al capo dello stato, il rendimento del Btp è sceso al 2,70%: sicuramente un buon risultato rispetto ai massimi del 3,48% fatto registrare all’inizio della settimana, nel pieno della crisi tra i partiti della maggioranza e la presidenza della repubblica.

Questo netto miglioramento di fiducia nei confronti del titolo governativo italiano non è tanto dovuto a buone aspettative nei confronti di un governo che deve essere ancora giudicato dai mercati, quanto a un sospiro di sollievo per essere stata evitata un conflitto tra istituzioni che avrebbe potuto avvitarsi su se stessa e portare a conseguenze imprevedibili.

A questo punto, però, svelenito l’ambiente e tornato un minimo di razionalità, per un risparmiatore resta il dubbio di fondo di che cosa fare nei confronti del titolo di stato italiano più rappresentativo: vendere, acquistare o mantenere? In pratica è meglio liberarsi dei Btp prima che ci siano ulteriori crolli delle quotazioni oppure conviene puntare sul fatto che il futuro possa essere roseo e di conseguenza sia consigliabile tenere le posizioni o addirittura aprirne di nuove?

La risposta ovviamente è difficilissima e si tratta di fatto di una scommessa pura. Ma come in tutte le scommesse si possono esaminare con freddezza tutti gli elementi favorevoli a un’ipotesi o all’altra. Partiamo questa volta con la visione ottimistica di mantenere o acquistare. In un prossimo articolo esamineremo le ragioni dei pessimisti, che consigliano di liberarsi di questi titoli più in fretta possibile.

Mantenere o acquistare. In un titolo governativo sostanzialmente si investe sull’operato di un esecutivo: se si crede che il Tesoro statale che emette i bond stia facendo un buon lavoro e stia risanando le finanze pubbliche, si compra o si mantiene in portafoglio i bond pubblici, in caso contrario si vende. Di conseguenza la scelta è sostanzialmente politica.

E in questo caso a favore di una presenza dei Buoni del tesoro in portafoglio ci sono alcuni elementi non di poco conto. L’attuale compagine ministeriale, che si presenta con un programma di taglio delle tasse e di ampliamento del reddito dei cittadini, anche nelle aree più povere, ritiene che verrà sicuramente messo sotto pressione il bilancio dello stato in una prima fase, ma che in un secondo tempo i capitali messi in circolazione porteranno a un netto aumento del Pil italiano. Se si verificasse questo circolo virtuoso, dato da meno tasse, più investimenti e più consumi sicuramente la posizione dell’Italia potrebbe cambiare. Attualmente questa posizione è sostenuta da una netta minoranza di economisti e di analisti finanziari, ma ci crede un’ampia maggioranza del popolo italiano. E se il governo riuscisse a portarsi dietro buona parte del paese, certamente riuscirebbe a destare entusiasmi quali da tempo non si vedevano nei confronti della politica.

L’Europa. Un altro elemento a favore dell’acquisto è il cambiamento di politica nei confronti dell’Europa, vista da molti come un potere esterno, capace solo di diktat negativi per l’Italia e soprattutto teleguidata da alcuni paesi del nord Europa che fanno i loro interessi e non quelli di tutta l’Unione. Trattare a muso duro con l’Europa è sicuramente una novità per la politica italiana e come tale non priva di incognite, ma sicuramente un programma di maggiore forza nei confronti dell’Unione non dovrebbe portare a eventi negativi. Anzi. Certo occorre che non si passi il punto di rottura e non si arrivi a strappi che porterebbero a conseguenze totalmente imprevedibili, ma è indubbio che una crescita dell’Italia fra i 27 stati dell’Unione farebbe bene non solamente a noi, ma anche a tutto il progetto europeo.

Altri elementi.  Ma non mancano anche altri punti a favore dei titoli italiani. Importante è il fatto che il rendimento è alto, tra i più elevati dei paesi industrializzati e sicuramente, visto che ancora non siamo in default, si tratta di un tasso di interesse molto valido. Ma non solo: ancora siamo nell’Eurozona e sottoposti all’azione della Bce, che acquista ingenti quantitativi di titoli di stato tenendo così controllati i tassi. Infine le necessità del Tesoro di emettere nuovi titoli in questo momento non sono particolarmente stringenti e si avrà a disposizione qualche mese tranquillo su questo fronte.

Conclusione. Come detto all’inizio, avere in portafoglio Btp è una scommessa e come tale si può perdere o si può vincere. Il nuovo governo nasce sulla base di un autentico entusiasmo popolare e oggi la grande maggioranza degli italiani è convinta che lo stato stia per vivere una svolta epocale. Se si è convinti di ciò non si può fare a meno di comprare o mantenere.

A cura di: Alessandro Secciani

Parole chiave:

Btp governo Tesoro titoli di stato Europa
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