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Italia, qualche nube all'orizzonte

12/06/2018

istat

In sintonia con l’andamento ciclico dell’area euro, nel primo trimestre del 2018 l’economia italiana registra una leggera decelerazione, caratterizzata dal contributo negativo alla crescita della domanda estera e degli investimenti. A rilevarlo è l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana.

Nel primo trimestre il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% su base congiunturale, in leggera decelerazione rispetto a quanto registrato nel trimestre precedente (+0,4% nell’ultimo quarto del 2017). Il rallentamento del ciclo economico ha interessato anche i principali paesi europei (+0,3% e +0,2% rispettivamente per Germania e Francia) mentre la Spagna ha mantenuto un ritmo di crescita in linea con quello del trimestre precedente (+0,7%).

La crescita italiana è stata sostenuta prevalentemente dalla variazione delle scorte e oggetti di valore (+0,7 punti percentuali) e dai consumi finali nazionali (+0,3 punti percentuali). Sia la domanda estera netta sia gli investimenti hanno contribuito negativamente (-0,4 e -0,2 punti percentuali rispettivamente), dopo gli impulsi positivi registrati nei due trimestri precedenti. L’apporto negativo della componente estera è stato determinato sia dalla dinamica delle esportazioni sia, in misura ridotta, da quella delle importazioni (rispettivamente -2,1% e -0,9% la variazione sul trimestre precedente).

Il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è lievemente diminuito nel primo trimestre (-0,1% la variazione congiunturale). Secondo l’Istat le tendenze per i prossimi mesi rimangono incerte: nel primo trimestre gli ordinativi dell’industria hanno manifestato una flessione (-2,0% rispetto al trimestre precedente). Ad aprile, le esportazioni verso i paesi extra-Ue hanno registrato una contrazione (-0,9% rispetto al mese precedente), seppure meno intensa di quella dei mesi precedenti (-3,1% la variazione congiunturale del periodo febbraio-aprile).

Nello stesso trimestre anche le importazioni al netto dell’energia sono diminuite (-0,7%). Nel primo trimestre il valore aggiunto del settore delle costruzioni ha segnato una stabilità congiunturale interrompendo l’andamento positivo dei due trimestri precedenti. Il valore aggiunto del settore dei servizi è cresciuto allo stesso ritmo del trimestre precedente (+0,3%) nonostante il forte calo delle attività finanziarie e assicurative (-2,2%). Nell’ultimo periodo si manifestano segnali di indebolimento all’interno del settore industriale.

Il mercato del lavoro registra invece una crescita dell’occupazione, in un contesto di aumento della produttività. Ad aprile si evidenzia un aumento dell’occupazione (+0,3% rispetto al mese precedente), trainato dai dipendenti a tempo determinato e dagli indipendenti, mentre il tasso di disoccupazione rimane stabile all’11,2%. Su base annua la crescita dell’occupazione interessa in particolare i 15-24enni, oltre che gli over 50. Tuttavia l’intensità del miglioramento della produttività oraria si mantiene inferiore a quella dei principali paesi europei.

A maggio l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha segnato una forte flessione, alimentata dal marcato peggioramento dei giudizi e dalle attese sulla situazione economica del paese. Nello stesso mese l’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha manifestato una sostanziale stabilità. L’indicatore anticipatore segnala una ulteriore riduzione, suggerendo una fase di rallentamento dei ritmi produttivi nel breve periodo.

A cura di: Massimiliano D'Amico
Parole chiave: Istat, pil, produzione, occupazione
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