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La resilienza dei bond asiatici

22/11/2018

Gli investitori possono scegliere tra quattro sottoclassi di attivi nell’ambito delle obbligazioni asiatiche: obbligazioni di Stato denominate in valuta locale o in dollaro Usa, obbligazioni societarie e debito onshore cinese denominato in renminbi.

Le obbligazioni asiatiche si sono dimostrate in grado di sopportare meglio periodi di turbolenza sui mercati rispetto alle omologhe dei mercati emergenti complessivi. Le obbligazioni cinesi denominate in renminbi, ad esempio, hanno sovraperformato in tutte le principali vendite massicce sui mercati emergenti nello scorso decennio.

Inoltre, raramente le obbligazioni asiatiche si muovono di pari passo con le classi di attivi tradizionali, come il debito dei mercati sviluppati, le azioni e le materie prime. Ciò è riconducibile a un paio di motivazioni. In parte perché il mercato obbligazionario asiatico non è particolarmente sensibile ai prezzi delle materie prime, che possono essere estremamente volatili. Ciò vale soprattutto per il debito societario asiatico, che ha una minore esposizione ai settori di petrolio, gas, metallurgico-minerario rispetto ai mercati obbligazionari di altre regioni.

La “domanda asiatica”
E soprattutto, il mercato obbligazionario asiatico beneficia di una base di investitori nazionali ampia e stabile. Questo gruppo di investitori, tipicamente istituzionali, tende ad avere un orizzonte temporale più lungo e una maggiore tolleranza delle oscillazioni valutarie e questo aiuta a ridurre la volatilità complessiva della classe di attivi. In Cina, gli investitori esteri rappresentano solo il 2% del mercato obbligazionario denominato in renminbi. Inoltre, nel mercato del credito asiatico, oltre il 70% delle nuove emissioni è detenuto da investitori che vivono nella regione. I dati della Asian Development Bank indicano che gli investitori che vivono in Asia detengono in media oltre l’80% dei loro portafogli nei mercati obbligazionari nazionali o regionali.

I dati separati indicano che l’investimento obbligazionario intra-regionale è cresciuto di quasi 9 volte, arrivando fino a 461 miliardi di dollari nei 15 anni fino al 2016. Si prevede che questa propensione regionale, a volte definita come “Asian bid” ovvero la domanda asiatica, possa rafforzarsi ulteriormente poiché le banche centrali in Asia – patria delle riserve di valuta estera più grandi del mondo – cercano di riciclare all’interno della regione migliaia di miliardi di dollari di risparmi accumulati. Le autorità monetarie asiatiche hanno un interesse particolare nello sviluppare i mercati obbligazionari della regione per ridurre l’eccessiva dipendenza dai prestiti bancari a breve termine e rafforzare la resilienza del sistema finanziario attraverso progetti come l’Asian Bond Market Initiative.

Secondo il team di Pictet, tutto ciò dovrebbe contribuire a sviluppare il mercato obbligazionario asiatico in una classe di attivi liquida che gli investitori possano utilizzare per diversificare i loro portafogli di reddito fisso, globali o dei mercati emergenti, e altri investimenti multi-asset. I mercati obbligazionari asiatici sono in rapida evoluzione per diventare una classe di attivi strategica per gli investitori internazionali.

I flussi di investimenti obbligazionari oltre confine indicano che le allocazioni destinate al mercato asiatico sono cresciute di oltre 5 volte, a 1600 miliardi di dollari nei 15 anni precedenti il 2016. Ma il mercato obbligazionario asiatico potrebbe essere destinato a ricevere afflussi ancora maggiori nel lungo termine. Poiché un numero sempre maggiore di investitori internazionali prende confidenza con il ruolo che le obbligazioni asiatiche potrebbero svolgere in un portafoglio diversificato, la loro allocazione alla classe di attivi – attualmente molto inferiore a quella di altre regioni dei mercati emergenti – potrebbe crescere nel tempo.

A cura di: Rocki Gialanella

Parole chiave:

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